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Anna Magnani – Biografia di una donna

anna magnaniHo detto che ho paura della morte. Non è vero. Quello che mi atterrisce è di sparire da un momento all’altro, improvvisamente, senza essere riuscita a sapere chi era veramente la Magnani, o meglio chi era la piccola Anna. Ma io so chi era. Una piccola bugiarda che viveva nel sogno per non dover affrontare la realtà. Senza madre, senza padre, mi sono trasformata in formica.

Ho recitato la parte dell’aggressiva, ma non lo ero. Di qui le mie collere. Ho recitato la parte della pavida quando invece ero un leone. Di qui le mie collere. Ho recitato la parte della coraggiosa quando invece ero un agnello. Di qui, ancora, le mie collere. Povera pazza! Se oggi dovessi morire, sappiate che muoio ricca perché ho capito tutto questo.

anna magnani con il figlio lucaSappiate che le mie collere erano solo rivolte contro di me. Se la morte mi spaventa ancora un po’ è perché vorrei che ciascuno potesse essere se stesso per poter morire in pace. Quanto a me, sono pronta. Ho lavorato molto per prepararmi. Ho lottato, ho urlato alla vita, e oggi posso sorridere alla morte. No, non mi inchinerò all’ultimo momento davanti a un crocifisso. Lo guarderò come un altro me stesso che è morto solo, perché un giorno su questa terra nessuno possa più mentire.

Lo so, la gente intorno a me sarà triste, ma io non lo voglio. Voglio che si possa dire: ‘La Magnani ha fatto quello che ha potuto, e neanche troppo male.’ Voglio che la gente si asciughi le lacrime e pensi di me: ‘Fino alla fine s’è battuta perché la sua vita avesse un senso.’”

Questo meraviglioso, indescrivibile e poetico “testamento verbale” è riportato alle pagine 384 e 385 di un libro che, privo di se, di ma e soprattutto di inutili falsità, concede nuova e più ridente luce a un’icona irraggiungibile della Settima Arte. Le succitate parole intrise di una profondità esistenziale incredibile sono quelle di Anna Magnani, raccontata finalmente con onestà, ligia deontologia giornalistica e sensibilità da Matteo Persica.

anna magnani e roberto rosselliniLo scrittore, attraverso l’opera Anna Magnani – Biografia di una donna consegna ai fervidi lettori di cinema un pezzo autentico di genuina umanità, incarnata da un’attrice che in vita fu suprema, ma prima ancora fu donna, fragile ma al contempo granitica, silenziosa e poi loquace, tenera ma anche feroce, insomma una donna che Iddio fece tale per rivendicare le migliaia di sfaccettature del genere, bellissimo, affascinante, controverso, paradigmatico, speciale, indispensabile.

Specializzato in biografie, Persica dedica otto anni della propria vita a un progetto bibliografico che ha inteso rendere giustizia a un’artista più volte presa di mira dai luoghi comuni, etichettata frettolosamente e raramente indagata nella sua essenza. In quarta di copertina compare l’obiettivo finale di un libro che parla, discute, testimonia e obietta gravitando intorno a una figura indimenticabile del cinema nostrano.

anna magnani nel film BellissimaBiografia di una donna è la cronaca postuma del funambolico viaggio intrapreso da Anna Magnani, simbolo indiscusso della Roma popolare eppure rappresentante di una certa nobiltà fatta non di gesti né di languori fittizi, ma di accorato carattere, e alla Magnani di certo non mancava. Si narra una parabola che, paradossalmente, si snoda partendo dal 26 settembre 1973, il giorno del funerale dell’attrice, scomparsa per un tumore al pancreas che se l’è portata via in poco tempo.

Da qui si ripercorrono gli anni nella Capitale con gli zii, il conflittuale rapporto con la madre, il collegio e l’insorgere subitaneo di un animo ribelle, incanalato verso i fulgori dell’Accademia, del teatro e della rivista. Su quest’ultima si indugia e parecchio, e di essa si illustrano i particolari metodi di recitazione che, invero, hanno plasmato l’interprete Anna, formata dalla lunga militanza nelle Compagnie Teatrali, dalla carriera in divenire sul palcoscenico.

anna magnani oscarDal matrimonio – poi naufragato – con il regista Alessandrini apprendiamo per la prima volta un aspetto marcato della tempra di Anna Magnani, la gelosia, una costante in grado di divorarla, di segnarla ma anche di educarla alla “paura di amare per non soffrire”, certamente per lei una maledizione della quale non fece mai segreto.

Una mole cartacea di quasi duecento pagine analiticamente inchiostrate confezionano l’idea inamovibile di una donna in balìa della passione di vivere, espressa tramite una capacità di “sentire” le emozioni altrui. Anna Magnani era una “paragnosta dei sentimenti”, filtro e al contempo spugna, due approcci confacenti senza alcun dubbio al suo modo di studiare la società senza però mai subirla passivamente.

matteo persicaIl libro di Persica sussulta di apici narrativi, di momenti tanto esaltanti relazionati alla vita di un’attrice immensa, il cui rapporto con i critici cinematografici dell’epoca non fu idilliaco, anzi spesso polemico, spesso inasprito da accuse mossele da una categoria di addetti ai lavori ancora oggi assai severa e spesso impietosa. Ne deriva che la Magnani era ogni modo un perenne argomento di scrittura e discussione, osannata per le divine interpretazioni in capolavori del Neorealismo quali Roma città aperta e Bellissima, diretti da due registi – Roberto Rossellini e Luchino Visconti – che con l’attrice hanno intrapreso battaglie di fuoco sia in ambito professionale che privato.

Già, perché la Romana Terribile diveniva un essere misterioso per tutti, un essere perfino temuto ma in parallelo rispettato al di là delle sue pretese, dei suoi disorientanti sbalzi di umore, delle sue ire. Anna, emblema della generosità emotiva, riversa il suo amore viscerale nel proprio istinto di madre protettiva al servizio indefesso del figlio Luca, frutto della relazione con il collega Massimo Serato e affetto da una grave forma di poliomielite ch’è stata forse l’unico, grande dolore della Magnani, per la quale Luca era tutto, un motivo per combattere, uno sprono, un’alba e un approdo.

Attraverso il racconto della lavorazione dei film interpretati, degli aneddoti più curiosi, del rapporto con amici e colleghi e di esplorazioni nella Hollywood lontana da Cinecittà, Matteo Persica offre una consona materia letteraria facendone omaggio alla memoria di colei che, più che diva, si configurava come un’instancabile lavoratrice di indiscutibile professionalità, una donna in grado di dettare la legge del proprio essere in un universo di improprie conduzioni maschili al fine di rivendicare l’inalienabile diritto di imporre una presenza poliedrica semplicemente eccezionale, che non ha mai intrapreso il viale del tramonto.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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