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Antonioni e la Trilogia dell’Incomunicabilità

l'avventuraUn silenzio diverso da tutti gli altri silenzi. Immobilità totale. Luce che illumina più delle altre luci. Sono queste le caratteristiche peculiari della cosiddetta Trilogia dell’Incomunicabilità del regista Michelangelo Antonioni (Ferrara, 29 settembre 1912 – Roma, 30 luglio 2007), composta dalle pellicole: L’Avventura (1960), La Notte (1961), L’Eclissi (1962).

Antonioni vara un trittico incentrato sui problemi dell’incomunicabilità, che segna contemporaneamente un esperimento in chiave narrativa e stilistica. Il regista intraprende una strada impervia, costellata da un pessimismo esistenziale, calato nell’alienante società moderna.

Egli analizza la crisi d’identità tramite le dinamiche di coppia, sempre associata al volto di una donna, quello tormentato, misterioso e a volte nevrotico della sua musa (e amante) Monica Vitti, vittima e “carnefice” della crisi esistenziale in cui s’imbatte.

la notteLa precarietà dei sentimenti guida l’itinerario dei protagonisti: la rassegnazione (nel caso di un tradimento “pietoso” ne L’Avventura), la sessualità macabra data dall’insoddisfazione (approcci erotici ne La Notte) e l’alienazione di una società (rappresentata ne L’Eclissi dal mondo spietato della borsa).

La trilogia segna il punto più alto dell’analisi sociologica e psicologica di Antonioni, un autore difficile che attinge dalle suggestioni dell’Esistenzialismo (in particolare Camus) e dall’intimismo intrinseco in molti scrittori novecenteschi.

Dal punto di vista narrativo, Antonioni alterna eclissi drammatiche e scene emozionanti e stilisticamente appassionanti. La bellezza naturale dell’immagine, data da toni grigi e “naturali” colonne sonore, inoltre, accentuano il clima d’insoddisfazione latente che appartiene alla società da lui descritta.

Il regista esamina gli effetti, e non le cause, di questa crisi. Tutto quello che utilizza in questi splendidi film, dalle ambientazioni al suo stile registico personale e sorprendente, è atto a esprimere la realtà. “Questo regista è un sottile analista dei sentimenti, un poeta e un ipnotizzatore geniale” – affermava Resnais (Hiroshima Mon Amour) – e sicuramente  tale affermazione si dimostra innegabile.

Antonioni è un punto di riferimento del cinema moderno, creatore di veri e propri capolavori sulla crisi della modernità.

l'eclisseL’Avventura: Una ragazza giovane e ricca scompare misteriosamente su un’isola durante una crociera nell’Italia del Sud. Il suo fidanzato, un architetto, e un’amica (Monica Vitti) si mettono alla sua ricerca e finiscono per innamorarsi, ma in albergo la ragazza lo scopre tra le braccia di una prostituta. Nonostante ciò, prova pietà per lui e gli rimane a fianco.

La Notte: Una coppia milanese (Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau) va a trovare un amico ricoverato in ospedale per un male incurabile (e che per anni ha amato in silenzio la donna). La sera i due vanno al night e poi a un ricevimento nella villa di un industriale, si trastullano ciascuno con un altro ospite. Mentre tornano a casa, la donna comunica al compagno che il loro amico è morto. E’ l’alba: si abbracciano e si coricano nell’erba.

L’Eclisse: Monica Vitti è una benestante romana che ha lasciato il vecchio amante, un intellettuale come lei, per cercare un amore che le dia anche del calore umano. Crede di trovarlo in un ragazzo (Alain Delon) che fa l’agente di cambio, ma si tratta in realtà di un cinico donnaiolo. Inoltre il loro flirt si svolge all’insegna del sospetto nei confronti del giovane, poiché la madre di lei, assidua giocatrice di Borsa, ha perduto una grossa somma. All’ultimo appuntamento non si presenterà nessuno dei due.

Miriam Raccosta

Miriam Raccosta

Salve a tutti, sono Miriam! Sono una studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo, indirizzo Cinema all'Università 'La Sapienza' di Roma! Per me il cinema è come l'aria! Mi piace 'trasportare' le vicissitudini delle mia vita in una sorta di film o documentario. Il cinema ci proietta in un mondo parallelo, che io voglio assolutamente conoscere! Ovviamente i miei interessi sono molteplici: fotografia, letteratura e poesia, ma soprattutto l'arte, perché il cinema è l'arte più immediata che esista! Come sostiene Fellini, 'Il Cinema e' Arte figurativa in movimento'.
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