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Archibald Cunningham, un crudele spadaccino imbellettato

archibald cunninghamUno dei più cattivi villain mai visti sul grande schermo imperversa nel 1703 in Scozia e risponde al nome di Archibald Cunningham, meschino antagonista presente nel colossal epico Rob Roy, diretto nel 1995 da Michael Caton-Jones.

Di origine inglese, Archibald è un bastardo, figlio di una donna di corte di facili costumi e il cui padre va ricercato dubbiamente in una cerchia di ben tre candidati nobili: lui stesso si definisce “un bastardo errante, figlio di una puttana di corte, in cerca di fortuna e dei favori dei potenti”.

Il potente di turno è James Graham, marchese di Montrose, al quale Archibald viene affidato per una sorta di “seconda educazione”. Il possidente britannico se ne serve sfruttando in primis la grandissima abilità del ragazzo con la spada.

Cunningham si ritrova infatti a duellare nei primi giorni di permanenza in Scozia contro il campione locale, Will Guthrie, cocciuto e rozzo montanaro che lo spadaccino batte in pochi minuti in punta di piedi, senza difficoltà grazie alla rapidità di movimento e al polso sciolto che gli consentono affondi repentini.

cunningham a cavalloLa vittoria rende pingui le tasche di Montrose che, tuttavia, ritiene il giovane croce e delizia. Archibald, esile, basso e piuttosto bruttino, veste completi di lino e merletti cuciti da un prestigioso sarto di Glasgow, alimentando la propria vanità con movenze da autentico cicisbeo e gravando sulle finanze del marchese a causa dei debiti contratti.

Misogino a subdoli livelli, intrattiene una relazione segreta con la dolce serva Betty, innamorata di lui. Quando la ragazza gli comunica con entusiasmo di essere incinta, Archie le risponde: “Almeno lui non avrà dubbi su chi sia il padre.

La stessa Betty, cacciata dal castello una volta che il bieco Killearn ha rivelato la fornicazione, si rivolge all’amato per farsi aiutare. Il dialogo che segue cela neanche troppo bene una crudele indifferenza da parte dell’uomo:

Betty: Mi hanno cacciata per via del mio stato, dato che aspetto un figlio da te. Cosa devo fare?

Archie:Liberatene.

Betty:Non posso, è troppo tardi per questo!

Archie:Allora non sarà il primo bastardo che nasce in Scozia.

Betty:Io ti amo, Archie!

Archie:L’amore non è che un letamaio e io un fiero galletto che vi si arrampica per cantare!

Le poche distruttive asserzioni del sadico Cunningham inducono Betty al suicidio, vistasi abbandonata, senza una casa e un compagno con cui crescere il bambino, che non nascerà mai.

E’ solo una goccia della perfidia insita in questo effimero mefisto in carne e ossa che, tenuto d’occhio a briglie strette dall’influente tutore, ordisce insieme al viscido e opulento Killearn un complotto ai danni di Robert Roy McGregor, uccidendone a sangue freddo il fido amico Alan McDonald per impossessarsi di ben 1.000 sterline scozzesi richieste in prestito da Rob Roy al marchese.

tim roth in rob royIn questa occasione, che annovera anche l’occultamento della vittima, Cunningham denota una freddezza sconcertante e un’apatia verso la morte ch’è pari solo alla sua avidità. Il capoclan delle highlands si ritrova ora indebitato e accusato velatamente da Montrose di essersi intascato la somma pattuita per aumentare i profitti, mentre nell’ombra Archibald e Killearn si godono l’anonimato di colpa.

Montrose ricatta Rob Roy, il quale per onore non cede divenendo acerrimo nemico del marchese. Il comando della missione di caccia all’uomo è affidato proprio al crudele Archibald, che parte fiero in sella al proprio cavallo, determinato a stanare il fuggiasco.

Non esita a picchiarne e violentarne la moglie Mary (“Una puttana non si aiuta, si prende”), dando poi alle fiamme la proprietà con il furore malsano del conquistatore lucido e spietato. Miete cadaveri e sofferenza ovunque per perseguire l’obiettivo di consegnare Rob Roy “malconcio ma non morto” al marchese.

Inevitabile, nello spettacolare epilogo del film, il duello di spada contro il protagonista, unto dalla scommessa dei due signori locali, Montrose e il duca di Argyll: lo scontro vede prevalere nettamente Archibald, che sfodera tutta la sua arte di spadaccino ferendo e sfinendo l’avversario.

Cunningham, tuttavia, commette un errore che gli sarà fatale, tergiversando davanti all’inginocchiato McGregor che, bloccata con la mano la spada di Archibald, scarica un terribile fendente sull’inglese abbattendolo. L’imbellettato Archie muore subendo l’atroce vendetta di colui che ha perseguitato.

Montrose, addolorato non per la morte del ragazzo quanto per la scommessa persa, si consola levando alla vittima il medaglione d’oro che incastona il ritratto della madre, rea di aver messo al mondo un giovane senza anima. Una delle migliori interpretazioni di Tim Roth (nomination come miglior attore non protagonista ai Golden Globe e agli Academy Awards) consegna l’attore agli annali, cosiccome il personaggio di Archibald Cunningham, reso magistralmente e con straordinaria disinvoltura.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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