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Benjamin e la piscina della riflessione ispirata da Schopenhauer

Il Laureato di Mike Nichols è una pellicola costellata di continui andirivieni, corse, passi veloci e porte che si aprono e si chiudono. Si direbbe un susseguirsi di tentativi di lasciarsi qualcosa alle spalle, scivolando via da quella che potrebbe tranquillamente configurarsi come una quotidianità ridondante, ma con l’aggravante dell’oppressione esercitata dall’esterno.

Benjamin Braddock: lo spirito di ribellione soggettivo

dustin hoffman ne Il laureatoTutto vero. A non darsi pace è il protagonista di questa parabola anticonvenzionale, il ventenne Benjamin Braddock, fresco laureato che fa ritorno a casa per l’estate ricevendo un’accoglienza fastosa e festosa da parte dei ricchi genitori, membri dell’high class americana, la borghesia illustre, l’anima facoltosa della terra delle opportunità.

Per tutti è una sorta di eroe intellettuale, una promessa della sua generazione, per la signora Robinson un elemento nuovo affine a scacciare la noia e a farle intraprendere un’avventura che la faccia sentire giovane, una relazione con un ragazzo i cui anni corrispondono alla metà dei suoi.

Benjamin, tuttavia, matura un profondo spirito di ribellione che non si palesa mai radicale ma piuttosto soggettivo, è un malessere che lo coglie già in aeroporto, laddove l’idea di tornare a casa lo trova impreparato, teso e agitato.

Inquietudine esistenziale, disobbedienza e solitudine

Si tratta di un’inquietudine esistenziale capace di instillargli lentamente il tarlo della disobbedienza, che si manifesta in breve nella volontà esplicita di dialogare con la solitudine, salvo riuscire a interloquirci nella maniera più intima e naturale. Non ci riuscirà finché non riscoprirà per caso una segreta ma spontanea funzione della piscina domestica, l’isolamento.

La piscina come spazio di riflessione

scafandro il laureatoIl primo contatto con quel rettangolo pieno d’acqua e cloro avviene in occasione del “battesimo di profondità” imposto dal padre al proprio figlio, costretto a indossare muta, pinne e scafandro per poi inabissarsi. Se già prima Braddock Jr. si sentiva oppresso e soffocato da mille attenzioni, ora la costrizione invade anche lo stato fisico facendosi coercizione al limite del ridicolo.

Il regalo del genitore corrode ulteriormente lo spazio vitale del “laureato” eppure, grazie a quella inusitata pagliacciata, Benjamin scopre un mondo inedito, a lui congeniale, una dimensione a sua misura. Da quel preciso momento, la piscina cessa di essere un luogo mellifluo di svago per assumere i connotati di spazio di riflessione.

dustin hoffman nella piscina de Il laureatoQuando non sfreccia sulla sua Alfa Romeo Duetto, il giovane sceglie l’immobilità galleggiando in superficie sul materassino, godendosi il silenzio, il sole e un ozio che gli concede pace, provvisoria spensieratezza. La preoccupazione per l’avvenire sparisce e con essa le dicerie, i bisbigli, le stucchevoli chiacchiere fra signorotte, i ricami della upper class.

Alla minima minaccia di alterazione di quello status quo, eccolo immergersi nelle ferme e limpide acque della piscina. Svaniscono i suoni, le bocche troppo veloci, gli inviti e le compagnie a lui sgradevoli per lasciar posto alla pura riflessione, alla premeditazione dell’atto ribelle, il più grande che possa compiere, la fuga.

L’ispirazione del “Parerga e paralipomena” di Schopenhauer

dustin hoffman nuota in piscinaMike Nichols dà concretezza cinematografica all’omonimo romanzo di Charles Webb, che a sua volta ripropone l’idea di solitudine e isolamento definita alla perfezione da Arthur Schopenhauer, il quale scrisse nel suo Parerga e paralipomena del 1851:

Ciascuno fuggirà, sopporterà, oppure amerà la solitudine, in una proporzione esatta con il valore della sua personalità. Nella solitudine infatti il miserabile sente tutta quanta la sua miseria e il grande spirito tutta la sua grandezza, ciascuno in breve sente di essere ciò che è. […]

L’uomo ricco di spiritualità aspirerà anzitutto all’assenza di dolore, all’essere lasciato in pace, alla calma e all’ozio, cercherà dunque una vita tranquilla, modesta, ma quanto più e possibile indisturbata, e in conformità a ciò, dopo di aver conosciuto per qualche tempo i cosiddetti uomini, sceglierà la vita ritirata, e nel caso che si tratti di un grande spirito addirittura la solitudine.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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