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Breve storia dell’isteria: dagli studi sulla nevrosi al vibratore elettrico

Occorre cercare di definire innanzitutto il termine Isteria: nella psichiatria ottocentesca, forma di nevrosi tipica delle donne caratterizzata da vari disturbi psichici e da sintomi sensoriali e motori (eccitabilità, irritabilità, eccessi nervosi, depressione, angoscia); scoppio di ilarità incontrollata.

L’invenzione del vibratore elettrico, soggetto del film Hysteria (Tanya Wexler, 2011), avvenuta proprio nella cornice dell’Inghilterra vittoriana (1837-1901) al culmine del suo fervore puritano, a prima vista può apparire come un fatto spiazzante se non contraddittorio.

Gli studi di Freud e Breuer sull’isteria

studi isteria sigmund freudNon è poi così inspiegabile se si considerano le analisi del celebre fondatore della psicanalisi, Sigmund Freud.

Nel biennio 1885-1886 si dedicò, assieme al fisiologo austriaco Joseph Breuer, allo studio dell’isteria, i cui casi andavano aumentando esponenzialmente in quegli anni (nel film si dice che una donna su due, nella Londra di fine ‘800, soffrisse di questo male). Sono del periodo le prime intuizioni sui ricordi traumatici, che indussero Freud a considerare il fenomeno dell’isteria come una malattia psicogenetica, figlia di una serie di costumi sociali incentrati sulla repressione (il più delle volte violenta) delle pulsioni naturali dell’essere umano (una fra tutte, quella sessuale).

‹‹Il carattere isterico manifesta un grado di rimozione sessuale che oltrepassa la misura normale, un incremento delle resistenze contro la pulsione sessuale che abbiamo imparato a conoscere sotto il nome di pudore, disgusto e morale, quasi una fuga istintiva dall’occupare l’intelletto con il problema sessuale.››

S. Freud, Saggi sulla teoria sessuale, 1905.

La rivoluzione del vibratore elettrico

vibratore elettricoFomentata dall’ipocrisia e dall’austera morale “di facciata” puritane, l’isteria ebbe terreno fertile per crescere, pur rimanendo nel sottosuolo, e continuò a essere considerata come un disturbo psichico, curata con tecniche antiquate e inefficaci (per non dire disumane, come nei casi di istereoctomia – rimozione dell’utero) fino all’invenzione del vibratore elettrico, inizialmente usato per alleviare “tensioni muscolari”, ma anche – sebbene non dichiaratamente – impiegato nella cura dell’isteria con risultati soddisfacenti.

In questo campo, infatti, il vibratore segnò una vera rivoluzione che indurrà nel 1952 l’Istituto psichiatrico americano a depennare finalmente l’isteria dalla lista dei disturbi psichici, e a mostrare come durante la sua storia sia stato un fenomeno troppo spesso trascurato, in cui il naturale bisogno d’amore è stato mascherato come malattia mentale, etichetta fornita da uomini incapaci di capire le donne e soprattutto di amarle.

In fondo, scriveva Dostoevskij, scrittore profondamente segnato da casi di isteria (come la madre, soffrì di violente crisi epilettiche) che in ogni romanzo trattò l’isteria secondo finissime analisi psicologiche (alle quali lo stesso Freud dirà di essersi ispirato):

‹‹[…] per le donne, nell’amore, si racchiude ogni risurrezione, ogni salvazione da qualunque caduta e qualunque rinascita non può avvenire se non, appunto, grazie ad esso.››

F. Dostoevskij, Memorie del sottosuolo.

Breve storia cronologica dell’isteria

IV secolo a.C.: L’idea che uno “spostamento dell’utero” (in greco hysteria) potesse causare sintomi anomali, dall’amnesia al sonnambulismo, è menzionata per la prima volta nell’antica Grecia negli scritti ippocratici. Gli organi sessuali femminili saranno collegati a comportamenti inspiegabili per i successivi 4.000 anni.

vignetta masturbazione femminileII secolo a.C.: Il medico dell’antica Grecia Galeno conclude che la causa dell’isteria è una privazione sessuale. Il rimedio che consiglia è il matrimonio. Galeno sarà anche il primo a suggerire come terapia la “manipolazione digitale”, descrivendo la guarigione di una donna sottoposta a tale trattamento: “da allora, scomparvero tutti i mali che l’affliggevano”.

X secolo: Il medico persiano Avicenna, prolifico autore di trattati di medicina, raccomanda per l’isteria una cura a base di “sfregamenti” che, afferma, consentirà alle donne affette da questo male di “trovare pace”.

XVI secolo: Il medico francese Phare scrive di una nuova cura per l’isteria, consistente nel mandare le donne a cavalcare nei boschi.

1653: Il rinomato medico olandese Pieter van Foreest parla del suo rimedio per l’isteria, che prevede un massaggio pelvicosino al parossismo”. Lo consiglia in particolare alle “vedove, alle donne che conducono una vita casta, e alle suore”.

XVIII e XIX secolo: L’espressione “attacco isterico” diventa popolare nelle cerchie mediche per classificare un largo spettro di fenomeni inspiegati, dall’epilessia alla depressione, dalla sindrome di Tourette alla riottosità, dai problemi coniugali all’infedeltà sessuale.

1850: L’insigne medico francese Pierre Briquet annuncia i risultati del suo studio sull’isteria femminile, causata a suo parere dalla frustrazione sessuale, e propone come cura un trattamento, a suo avviso puramente medico, che definisce “titillation du clitoris”.

1869: L’inventore americano George Taylor progetta una macchina per massaggi alimentata a vapore nota come “Il manipolatore”. I medici che curano l’isteria la adottano prontamente, ma Taylor raccomanda la massima prudenza nell’utilizzo con le pazienti, al fine di evitare “eccessi”.

scena hysteria1883: Il primo vibratore elettrico è brevettato da Joseph Mortimer Granville, ma nonostante nasca come congegno per alleviare i dolori muscolari, viene presto utilizzato come cura per l’isteria.

1895: Sigmund Freud e il suo collega Joseph Breuer scrivono il loro saggio fondamentale sull’isteria, arrivando alla nuova conclusione secondo cui si tratta di un disturbo psichico, più che fisico, derivato da esperienze sessuali traumatiche vissute nella prima infanzia. Nasce l’era moderna della psicoanalisi.

1908: The London Times pubblica un editoriale in cui si afferma che molte delle suffragette che si battono per il diritto di voto “soffrono di isteria”. L’idea si diffonde e gli oppositori delle suffragette mettono in dubbio la salute mentale delle attiviste femministe.

1918: Il Sears Roebuck Catalog offre vibratori per massaggi, pubblicizzandoli come “molto utili e soddisfacenti per l’uso domestico”.

1952: L’Istituto psichiatrico americano esclude finalmente l’isteria dall’elenco dei disturbi mentali.

Anni Settanta: Il vibratore esce allo scoperto, celebrato dalle femministe come strumento di liberazione sessuale.

2007: La Corte Suprema rifiuta di dibattere un caso in cui viene messa in discussione la costituzionalità delle leggi che proibiscono l’uso di vibratori per fini sessuali in vigore in molti Stati; il vibratore resta così ancora illegale in Alabama, Georgia, Indiana, Louisiana, Massachusetts, Mississippi, Texas e Virginia.

Fosco Bugoni

Fosco Bugoni

Classe 1991, nato e cresciuto a Pianello Val Tidone, ironico paesino di 2.000 abitanti in provincia di Piacenza, ho studiato Filosofia all'Università Statale e vivo un quotidiano odio\amore con la città di Milano. Mi piace costruire castelli in aria, sono appassionato oltre che di cinema, di musica (di tutti i generi purchè non abbiano il prefisso "hard" o "heavy"), di Dostoevskij e di poesia, per la quale ho anche preso parte a diversi concorsi, perdendoli tutti.
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