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Caio Giulio Cesare, un uomo politico nella tragedia di tutti i tempi

cesare deve morire scena tavianiProtagonisti del film Cesare deve morire, diretto dai fratelli Taviani nel 2011 e vincitore dell’Orso d’oro alla Berlinale, sono dei detenuti impegnati ad allestire il loro Giulio Cesare.

Nessuna rappresentazione teatrale poteva essere più appropriata per questi uomini che sono nella vita e sulla scena traditi e traditori, soggetti a delle logiche di potere che non possono risparmiare nessuno. La storia antica si ripete ai giorni nostri all’interno del carcere di Rebibbia.

L’esordio politico di Caio Giulio Cesare

Caio Giulio Cesare è uno dei personaggi più studiati della storia romana. La sua vita è strettamente connessa, infatti, ai momenti salienti che scandiranno la fine della Repubblica e il passaggio a una nuova epoca. La sua nascita si colloca a Roma nel 100 a.C., in una generazione che annovera grandi nomi, tra i quali Pompeo e Cicerone.

Il suo esordio politico si presenta sotto poco rassicuranti auspici: la parentela tra Cesare e Mario costituiva un primo ostacolo non indifferente, a cui si aggiunse la mancanza di cospicue risorse finanziarie. La sua gioventù fu dunque travagliata dalle violentissime persecuzioni sillane e solo nel 78 a.C., dopo la morte di Silla, iniziò a muovere i primi passi nella vita politica.

Furono proprio le ristrettezze economiche a determinare l’amicizia tra il futuro dictator e il facoltoso Crasso, legame destinato a sfociare in una vera e propria alleanza, ricordata con il nome di «primo triumvirato», a cui prese parte anche Pompeo. L’obiettivo ultimo doveva essere individuato in una futura spartizione del potere, ma la storia prese poi delle strade differenti.

La conquista della Gallia prima della guerra civile

caio giulio cesare e le legioni romaneL’accordo stipulato tra Pompeo, Cesare e Crasso nel 60 a. C. fu soltanto l’inizio di quelle sconfinate prospettive che mossero il nostro uomo alla conquista della Gallia, vedendolo protagonista in una sanguinosa guerra civile e nella scalata al potere assoluto. L’esordio dell’inesorabile fine può essere collocato nel 59 a. C., anno in cui Cesare ottenne il proconsolato nell’Illiria e nella Gallia Cisalpina e Narbonese.

A partire da questo momento iniziò, infatti, l’opera di sottomissione del mondo celtico. Si trattava di una manovra ufficialmente difensiva, ma che non si impegnava a nascondere troppo la sua reale natura di conquista. Furono sette lunghi anni che cambiarono le sorti di Cesare: se da un lato si posero le basi per il suo smisurato potere personale, dall’altro le conseguenze furono drastiche.

In tutte le imprese che cercano di travalicare i limiti imposti dalla natura umana non possono mancare gli irresistibili avversari e gli inevitabili ostacoli: la combinazione di questi due elementi condusse Cesare, con le sue legioni, all’invasione dell’Italia e al conseguente inizio della terribile guerra civile.

Il destino del padrone assoluto di Roma

idi di marzoNumerose furono le vittorie che lo condussero a diventare padrone assoluto di Roma, ma ciò non fu in grado di arrestare quell’irrefrenabile destino che si abbatteva sulla sua persona: il 15 marzo del 44 a.C. la vita di Cesare fu brutalmente stroncata. La storia del nostro dictator si svolge lungo un arco di tempo che parte da un pacato – e a tratti difficile – esordio al potere. Esso diventa causa del male più grande per l’uomo.

Questa non è solo una storia del lontano Impero Romano. Questa volge in una vera tragedia che Shakespeare rappresenterà nei suoi momenti di maggiore carica drammatica. Quella di Cesare non è semplicemente la storia di una straordinaria ascesa politica, ma anche quella del tradimento tra uomini e della crudele fine di chi che non ha posto limiti alla sua sete di potere.

Azioni, scelte e fine di un uomo moderno

Si trattava di una morte preannunciata, necessaria e inevitabile: ‘Cesare deve morire’. Per questo il nostro personaggio è un uomo moderno, immagine di un condannato che non ha alcuna via di fuga: la morte può essere ritardata, ma non evitata. Cesare, però, non sarà mai la vittima di un Fato cieco e crudele: il destino che lo attende è stato costruito dallo stesso personaggio, con le sue azioni e le sue scelte.

I complotti e gli intrighi prendono piede con una violenza irrefrenabile e il dictator può solo scegliere di non avere timore nei confronti della fine. I sogni avuti dalla moglie sulla sua morte imminente non possono tenerlo in un luogo sicuro: il potere ha degli onori, ma anche degli oneri che sono definitivi e ineluttabili.

Maria Concita Rejtano

Maria Concita Rejtano

Nata a Catania nel 1985, trasferita a Pisa. Una laurea in lettere classiche, una specialistica, qualche lavoretto part-time e un’incessante ricerca di nuovi stimoli. Disordinata, a volte distratta, osservo le cose come se fossi davanti a un film, e vedo nelle cose nuovi spunti per sempre nuovi racconti. La mia borsa vorrebbe assomigliare a quella di Mary Poppins, ma non riesco mai ad avere con me l’indispensabile. Il cinema e la letteratura sono gli spazi ordinati della mia vita, quelli in cui trovo rifugio e quelli che mi regalano le risate più spensierate. Adoro l’occhio del cinema muto perché riesce a trasmettermi le sensazioni più inaspettate, facendomi sentire parte della pellicola stessa, ma non potrei privarmi della luce e dei colori del sonoro perché riescono a farmi vedere tutte le sfaccettature di quello che siamo. Dimenticavo…entro ed esco dal cinema velocemente: sono sempre troppo curiosa di vedere un nuovo film e troppo desiderosa di parlarne.
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