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Dakota, il palazzo delle celebrità e dei fantasmi nell’Upper West Side di Manhattan

dakota building manhattanRosemary’s Baby (Roman Polanski, 1968), Vanilla Sky (Cameron Crowe, 2001), Chapter 27 (Jarrett Schaefer, 2007).

Queste tre pellicole, oltre a rappresentare pezzi d’autore cinematografici davvero notevoli e interessanti, condividono il fatto di essere state girate in parte nell’area esterna del celebre Dakota, uno dei più antichi palazzi residenziali di New York City e simbolo architettonico dell’Upper West Side, esclusivo quartiere di Manhattan.

Le celebrità che hanno soggiornato al Dakota

john lennon e yoko ono davanti al dakota buildingQuest’edificio all’incrocio fra la 72a Strada e Central Park West lega il proprio prestigio non soltanto al favore che gode presso molte maestranze della Settima Arte, vale a dire produttori, registi e scenografi, ma anche e oseremmo dire soprattutto alla sua funzione di vero ricettacolo delle celebrities, e non VIP qualunque.

Al suo interno vi hanno soggiornato autentici miti del mondo dello spettacolo e della musica, ad esempio il leggendario ballerino Rudolf Nureyev, il compositore Leonard Bernstein ma anche l’attrice Lauren Bacall, Judy Garland, Liza Minnelli e il carismatico leader dei Beatles John Lennon insieme all’inseparabile Yoko Ono.

È tuttavia noto altresì il terribile evento che coinvolse lo stesso Lennon, ucciso nella notte dell’8 dicembre 1980 davanti all’ingresso del building dal fan squilibrato Mark David Chapman.

Storia di un condominio di lusso

Si tratta di una struttura progettata sin dalla nascita per adempiere al ruolo di condominio di lusso (una sorta di ossimoro se si considera il concetto associato all’agglomerazione delle classi meno abbienti, pregiudizio dissoltosi col passare del tempo) con la peculiarità di avere a ogni piano (sono dieci in totale) dei veri e propri appartamenti.

dakota fine OttocentoLa sua costruzione fu realizzata fra il 1880 e il 1884 dall’architetto Henry J. Hardenbergh su commissione del fondatore della Singer Sewing Machine Company Edward S. Clark. L’eccentricità del ricco imprenditore si manifestò da subito con la volontà di attribuire alla sua “creatura” un nome atipico, la cui motivazione ancora oggi appare dibattuta.

Incredibile ma vero, molti appartenenti all’alta società newyorkese fecero a gara per accaparrarsi un alloggio già nella fase progettuale, sicché al completamento dell’opera edile si registrò il tutto esaurito.

All’epoca, e dunque fra fine ‘800 e inizio ‘900, il Dakota sorgeva in una zona molto isolata ma è pur vero che Manhattan non era certo quell’area che oggi si conosce come sovrappopolata e cosmopolita.

L’ampio consenso del palazzo ha causato profondi mutamenti a livello di urbanistica locale, tanto da diventare il punto focale di una progressiva espansione. Le richieste per risiedere nell’immobile – dichiarato nel 1976 monumento nazionale – seguitano a pervenire e per tale motivo sono in ballo cospicui investimenti per derivare ulteriori unità abitative.

Architettura del Dakota

portale d'ingresso dakota buildingIl Dakota esercita un’attrazione raramente riscontrata in un caseggiato preposto a residenza, eppure sono i fatti e non le semplici dicerie promozionali a suffragare quella ch’è una realtà inconfutabile. Chiunque si avvicini all’alto, mastodontico edificio, non resiste al fascino magnetico della sua bellezza neogotica con innesti neorinascimentali.

È un gigante a pianta quadrangolare dai tetti a cuspide, adorno di svariate balaustre, decorazione zoomorfe e sculture che non alterano ogni modo l’austerità alla base della sua sussistenza.

Estremamente distintiva la copertura, crogiuolo di falde inclinate, abbaini e pinnacoli ornamentali avvalorati dalla presenza della patriottica bandiera americana.

Il portale d’ingresso catalizza tutta la suggestione emanata dallo stabile, nobilitato dall’arco ribassato e dalle due coppie di lanterne in ferro appartamento all'interno del dakota buildingbattuto che ancora funzionano a gas, come se il tempo si fosse fermato. Il meglio della facciata si nota nella sua simmetria dettata dalla prospettiva segnata dalle grandi bow windows semicircolari culminanti nella cupola d’ispirazione eclettica.

Dal settimo al decimo piano è un susseguirsi di lunghi terrazzi panoramici che offrono una visione meravigliosa dell’intero quartiere e parte dello skyline cittadino.

L’estetica elegante diviene ancor più preponderante laddove il plesso residenziale mostra tutto il proprio slancio avanguardistico.

Sontuose rampe di scale e ascensori in ferro battuto danno accesso ad ampi saloni e corridoi che raccordano gli oltre 100 appartamenti affacciati su Central Park, a differenza di ambienti di servizio rivolti verso il cortile interno.

Il Dakota nel turismo di massa

Il Dakota è preso d’assalto ogni anno da centinaia di fan dei Beatles che rendono omaggio alla memoria di John Lennon, mentre altri turisti di passaggio sperano semplicemente di avvistare qualche divo. L’ingresso è però sorvegliato da un servizio di custodia rigoroso e non si accettano intrusioni di sorta.

Fotografie e video non sono consentiti per preservare la privacy dei residenti, tutti accuratamente selezionati da un consiglio condominiale che ha rifiutato stelle illustri come Cher, Madonna, Antonio Banderas e Melanie Griffith, Billy Joel e Gene Simmons.

Storie, leggende, fantasmi e tesori nascosti

A soggiornare da moltissimi anni qui è Yoko Ono, che ha raccontato di aver avuto un incontro ravvicinato con il fantasma del marito, seduto davanti al suo pianoforte bianco nell’atto di tranquillizzare la consorte.

Il Dakota è da sempre al centro di diverse storie e leggende inerenti fenomeni soprannaturali, come ogni vecchia dimora che si rispetti, o presunti tesori nascosti quali i 30.000 dollari sepolti sotto il pavimento della camera da letto di Lennon, mistero rimasto tale per la reticenza dell’amministrazione del palazzo a verificare.

Qualcuno asserisce di aver visto aggirarsi l’entità di Boris Karloff, che in passato era un appassionato di sedute spiritiche sebbene dilettante rispetto all’esoterista Aleister Crowley, crudele occultista cui si attribuirebbe la fama sinistra del Dakota.

Risiedere nel complesso rimane, nonostante tutto, il desiderio di molti. Si sappia allora che qualche appartamento risulta libero, con costi che oscillano fra i 3,6 e i 23,5 milioni di dollari.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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