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Dalì, il Surrealismo e il Cinema

salvador dalì e luis bunuelSalvador Dalì, l’artista più eclettico dell’ultimo secolo, è sicuramente celebre per le immagini suggestive e talvolta bizzarre che immette nelle sue opere surrealiste. Dalì fu un personaggio dalla grande personalità: eccentrico, stravagante e molto spesso eccessivo.

Egli ha ammaliato per decenni e, allo stesso tempo, sconvolto moltitudini di spettatori. Fin dalla sua adolescenza, Dalì si interessò alla cinematografia, che proprio negli anni della sua giovinezza (anni ’20 – ’30) stava diventando particolarmente popolare.

Nel 1924 viene pubblicato il primo Manifesto Surrealista, in cui Breton (teorico della corrente artistica) dimostra l’interesse da parte dei surrealisti per il cinema, definito “un occhio artificiale capace di riprendere uno spazio virtuale in cui immagini e realtà si fondono“.

Dalì si unì al gruppo di Breton nel 1929, attratto dal modo in cui i surrealisti esprimevano il reale funzionamento del pensiero, e soprattutto rimase affascinato dal codice delle libere associazioni. Il cinema era considerato da Dalì il mezzo per fare incontrare le dimensioni del sogno e della realtà.

Tra il 1928 e il 1929, Dalì pubblica Guia Sinoptica: Cinema e successivamente Documental: Paris, in cui esalta la macchina da presa come mezzo adatto a proporre immagini dirette, provenienti dall’inconscio, e dove critica il cinema sentimentale, a favore di un cinema intenso e acuto.

salvador dalìMa il passo più significativo della carriera cinematografica di Dalì è sicuramente dato dalla collaborazione con il regista emblematico e avanguardista Luis Bunuel. Essi realizzarono Un Chien Andalou, uno dei film cardine del cinema surrealista.

I due artisti presero spunto dai loro stessi sogni: nel lungometraggio, infatti, si possono rintracciare sequenze scandite da associazioni concettuali libere, caratterizzate da immagini veloci e in continua trasformazione. La dimensione onirica e psicoanalitica, l’istinto sessuale e la tensione erotica sono alcuni dei temi trattati.

Un Chien Andalou si caratterizza per il susseguirsi di immagini che intendono scandalizzare e insieme disorientare chi guarda. Il lungometraggio, nella sua doppia funzione, scatena reazioni istintive di attrazione/repulsione, che trasportano alla origini del sogno.

Dalì e Bunuel sembrano abbandonare la logica lineare della narrazione a favore del disorientamento, dato soprattutto dall’utilizzo del montaggio come strumento di sovversione. Dopo questa controversa pellicola, Dalì collaborò nuovamente con Bunuel, scrivendo alcune delle scene presenti ne L’Age d’Or.

Nel 1937, a causa della Guerra Civile Spagnola, Dalì si trasferisce negli Stati Uniti d’America, dove tenta di inserirsi nello studio system ma invano, in quanto il target hollywoodiano consisteva nel produrre film adatti al grande pubblico.

scenografia di dalì in Io ti salveròProprio per questo Dalì lavorò quasi esclusivamente per collaborazioni circoscritte all’ambito della scenografia: disegnò il cartone Destino di Walt Disney, realizzò alcune locandine per famose pellicole e bozzetti preparatori. Tra le sue più note collaborazioni occorre ricordare quella con il regista Alfred Hitchcock, il quale incaricò Dalì di realizzare le oniriche scene del film Io ti salverò.

Nonostante l’impossibilità di seguire le sue iniziali aspirazioni, l’artista si adegua a questa situazione di collaborazioni ristrette alla scenografia. Nel corso della sua vita, l’artista si interessò sempre del mezzo cinematografico in quanto immediato e accattivante.

I suoi lavori verranno sempre ricordati come avanguardisti e come prove tangibili di un’arte surrealista in piena evoluzione.

Miriam Raccosta

Miriam Raccosta

Salve a tutti, sono Miriam! Sono una studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo, indirizzo Cinema all'Università 'La Sapienza' di Roma! Per me il cinema è come l'aria! Mi piace 'trasportare' le vicissitudini delle mia vita in una sorta di film o documentario. Il cinema ci proietta in un mondo parallelo, che io voglio assolutamente conoscere! Ovviamente i miei interessi sono molteplici: fotografia, letteratura e poesia, ma soprattutto l'arte, perché il cinema è l'arte più immediata che esista! Come sostiene Fellini, 'Il Cinema e' Arte figurativa in movimento'.
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