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Discorso di Red alla Commissione per la libertà condizionata

Ne Le ali della libertà, Morgan Freeman interpreta Ellis Boyd ‘Red’ Redding, condannato all’ergastolo e detenuto nella prigione di Shawshank fin da giovanissimo. Il suo personaggio affianca il protagonista Andy (Tim Robbins), incarcerato per duplice omicidio ma in realtà innocente.

Davanti alla Commissione per la libertà condizionata

morgan freeman as red reddingUna commissione esamina di volta in volta la possibilità che a Red venga concessa la libertà condizionata, sistematicamente respinta. In queste occasioni l’opera di convincimento si rivela una serie di luoghi comuni e frasi scontate dette da un detenuto che vuole a tutti i costi uscire di galera: assoluto pentimento, la riuscita completa della riabilitazione e la promessa di condurre una vita senza commettere gli sbagli del passato.

Ci riuscirà solo alla fine quando, stanco di recitare la parte del galeotto modello, dirà sinceramente quello pensa, perchè sa bene di non avere più niente da perdere.

Commissione:Lei è stato condannato all’ergastolo nel 1927. Dopo 40 anni si sente riabilitato?

Red:Riabilitato? Dunque mi lasci pensare… a dire il vero io non so cosa significa questa parola.

Commissione:Beh, vuol dire essere pronto a rientrare nella società e contribuire…

Red:Lo so cosa significa per lei figliolo… ma per me è solo una parola vuota, una parola inventata dai politici, in modo che i giovani come lei possano indossare un vestito o la cravatta e avere un lavoro. Che cosa volete sapere? Se mi dispiace per quello che ho fatto?

Commissione:Sì, certo.

Red:Non passa un solo giorno senza che io non provi rimorso, non perché sono chiuso qui dentro o perché voi pensate che dovrei. Mi guardo indietro e rivedo com’ero allora, un giovane stupido ragazzo che ha commesso un crimine orribile, vorrei parlare con lui, vorrei cercare di farlo ragionare, spiegargli come stanno le cose, ma non posso, quel ragazzo se n’è andato da tanto e questo vecchio è tutto quello che rimane e nessuno può farci niente. Riabilitato? Non significa un cazzo. Quindi scriva pure quello che vuole nelle sue scartoffie, figliolo, e non mi faccia perdere altro tempo, perché a dirle la verità, non me ne frega niente.

Guarda la scena.

Laura Caputo

Laura Caputo

Laura, laureata in Scienze della Formazione Primaria ma nessuna vocazione per l'insegnamento; la mia scelta universitaria è stata dettata da una piccola postilla in basso a destra che citava i possibili alternativi sbocchi professionali di questa facoltà, tra cui lavorare nell'editoria infantile. Amo i libri sopra ogni cosa, soprattutto quelli per bambini. Mi piacerebbe un giorno scriverne e illustrarne uno tutto mio. Ecco perchè la mia vita è una continua corsa contro il tempo tra due lavori e vari corsi di formazione. Lavoro nella comunicazione, mi piace scrivere (o almeno ci provo con ottimismo!) e ovviamente sono un'appassionata di cinema, dai piccoli cortometraggi ai capolavori che ne hanno fatto la storia, dal cinema indipendente alle pellicole più conosciute.
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