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Il Cacciatore: tutti gli aneddoti e le curiosità sul capolavoro di Michael Cimino

michael cimino e robert de niroSi sa che dietro ogni grande opera cinematografica si cela un ampio e fittissimo sottobosco di fatti in grado di determinare la sua lavorazione e l’incidenza effettiva sul pubblico chiamato a visionarne il “front end”. Quando poi la pellicola in questione viene unanimemente (o quasi) riconosciuta capolavoro, allora il backstage assurge a terreno di riti e miti, spunti e sorprese che, in qualche modo, non fanno che aumentarne sensibilmente il fascino esegetico.

Il Cacciatore uscì nel 1979 riscontrando un successo innegabile (pur etichettato come reazionario), limpido come limpida risultò la sconfitta americana in Vietnam, una deriva bellica costata la vita a migliaia di soldati e lancinanti dolori luttuosi in seno a famiglie che non rividero più i propri cari se non dentro una bara.

john savage il cacciatoreL’aspro spirito di denuncia applicato nel film da Michael Cimino spronò e sprona tuttora a riflettere sugli abomini umani, sulle ragioni che spingono con inaudita violenza verso lo scontro in maniera reproba e invereconda.

Al di là della triste storia di Michael (Robert De Niro), Nick (Christopher Walken) e Steven (John Savage), l’opera rappresenta il vivo di una produzione hollywoodiana che negli anni ’70 contava in maniera simbiotica e viscerale sulla sensibilità artistica dei registi allora in attività, il cui estro poteva veramente sancire la riuscita o il fallimento di un soggetto, così come della sua “posa” sulla celluloide.

Cosa c’è dunque dietro l’eclatante polverone alzato dai giganteggianti passi di un gioiello incorniciato dal grande schermo? Cosa ci induce, a distanza di anni, a volerlo vedere e rivedere apprezzandone sempre nuovi aspetti, nascosti in un gesto, in uno sguardo, in un dettaglio sullo sfondo mai notato prima?

cimino, de niro e cazaleOltre all’indiscutibile estetica visiva, a fare la differenza sono quegli aneddoti e le curiosità di cui veniamo per caso o volutamente a conoscenza, dando personalmente un’altra fulgida occasione alla storia.

Il dietro le quinte de Il Cacciatore è un addensarsi vigoroso di casi, coincidenze, segreti e congiunture che val la pena approfondire senza aspettare oltre.

Il film è il frutto di un’estenuante battaglia di Cimino contro i produttori, i quali tagliavano scene che il cineasta reinseriva di notte a loro insaputa. Fra le location scelte per la lavorazione ci fu la Thailandia, ma qui la troupe fece molta fatica a girare, dovendo gli attori fronteggiare il passaggio di ratti enormi portati dalle piogge torrenziali e rischiare la vita nel corso di un improvviso colpo di Stato.

john cazale e meryl streepJohn Cazale, che nel film interpretava Stanley, portò a termine le riprese ma, essendo purtroppo malato terminale di cancro ai polmoni, non fece in tempo ad assistere all’uscita della pellicola. Si racconta che la produzione avrebbe voluto escluderlo dal cast temendo di dover sostenere le spese di assicurazione in caso di morte prematura, ma l’amico Robert De Niro s’impose versando lui stesso il denaro necessario.

Cazale fu il più grande amore di Meryl Streep: i due si conobbero nel 1976 e solo la morte dell’attore, avvenuta il 13 marzo 1978, interruppe quella struggente e appassionata relazione, nata nonostante lui avesse ben 14 anni più di lei.

vietcong schiaffo a de niroSembra incredibile, ma quando De Niro (scelto come protagonista al posto di Roy Scheider, che abbandonò il progetto per divergenze creative) si recò insieme a Cimino in visita a un’acciaieria (presentato come l’agente Harry Ufland) per meglio calarsi nella parte, nessuno degli operai lo riconobbe.

Sempre in un’acciaieria ma a Chicago, l’attore e il regista rimasero piacevolmente impressionati dal caposquadra Chuck Aspegren, ragazzone barbuto dalla faccia espressiva al quale venne affidato il ruolo del mattacchione Axel.

Nella scena della roulette russa lungo il fiume, il vietcong (un tailandese scelto perché detestava gli americani) schiaffeggiò realmente Robert De Niro e Christopher Walken, così da riuscire a suscitare reazioni autentiche e convincenti.

savage, cimino e de niroUn altro episodio riguarda ancora De Niro e John Savage, che si lanciarono nel fiume dall’elicottero senza l’ausilio di controfigure, ripetendo la sequenza quindici volte (ma si dice fossero di più).

Toccante e profonda l’interpretazione di Christopher Walken nei panni del tormentato Nick. L’attore appare sul finale del film dimagrito e smunto, aspetto piuttosto inquietante reso da una dieta a base di riso e banane. Si permise di improvvisare (su suggerimento di Cimino) lo sputo all’indirizzo del collega De Niro, il quale s’indispettì chiedendo poi spiegazioni a riguardo.

Meryl Streep fu diretta a briglie lente, tanto che molte delle sue battute non erano comprese nel copione.

matrimonio il cacciatoreAngela, moglie di Steven, compare per la prima volta davanti allo specchio, intenta a indossare l’abito da sposa in modo da nascondere una pancia leggermente pronunciata. Incinta dopo aver consumato un tradimento prima del matrimonio, la donna partorisce pochi mesi dopo la partenza di Steven. Il bambino, che si vede nella seconda parte della narrazione, è in realtà figlio di Nick: a svelarlo è nientemeno che Cimino in un commento dell’edizione speciale in DVD.

Gli aneddoti non finiscono qui. La scena del matrimonio nella chiesa ortodossa di San Teodosio a Cleveland richiese cinque intensi giorni di riprese. La messa venne officiata dal vero sacerdote Stephen Kapestonsky.

La sequenza del ballo fu realizzata grazie all’impiego di una gran moltitudine di comparse, alle quali vennero somministrati veri alcolici. Ognuna di loro portò una scatola che nella finzione doveva contenere il regalo per la coppia nuziale. Ebbene, le comparse donarono davvero dei regali, in maggioranza servizi in porcellana e argenteria.

Nella scena in cui Michael sottopone Stanley alla roulette russa, il proiettile nel tamburo della pistola era effettivamente presente.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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