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Il codice Da Vinci (libro)

l'ultima cena di leonardo da vinciUn’opera letteraria dal fascino magnetico, catalizzatrice di vorace interesse, opulenta per quantità di significati. La sua carica di simbolismo estremo coincide quasi con la carica erotica generata dall’ignoto e incorniciata dal macabro che avvince.

Dan Brown scrive il suo Il Codice Da Vinci che sa infatuare e ingannare, convincere e condurre alle sue controverse destinazioni. Il gioco letterario è diretto e nel narrare una storia di conflitto e ricerca impartisce lezioni da apprendere con l’attrezzato (e opportuno) filtro della ragione in simbiosi con la conoscenza.

Un thriller tra verità e fantasia nel segno di Leonardo

la giocondaLa storia è di quelle che vivono mimetizzate in un alone di realtà 2.0 sostenuta dalle tantissime teorie del passato e dalle voci del culto antico. La materia trattata dal Codice è assai delicata e Dan Brown dimostra evidente coraggio nell’affrontarla bilanciando verità e fantasia.

Questo libro è un best-seller nato e il merito va certamente attribuito al genere di appartenenza, il thriller, che crea sospensione emotiva tanto nel cinema quanto nelle cartacee valigie piene di parole.

Leonardo Da Vinci, il genio toscano che ha gettato le basi in ogni comparto dell’evoluzione artistica e sociale, non è il protagonista bensì il collante significativo di un percorso intrapreso dall’erudito studioso Robert Langdon, dalla provvidenziale Sophie Neveu e dall’eccentrico sir Leigh Teabing, lord inglese appassionato dell’aura mistica intonata ad avvolgere nei secoli il Santo Graal.

l'uomo vitruvianoQuesto percorso che l’autore crea e disegna fra luoghi e dimensioni temporali fa di Parigi e del Louvre il punto di partenza e la meta finale, Alfa e Omega.

Nel mezzo c’è lo svelamento di eccezionali capolavori come l’Uomo vitruviano, la Gioconda e la Vergine delle Rocce, rappresentazioni che celano segreti la cui risoluzione diventa funzionale a niente più che una caccia al tesoro ambientata ai giorni nostri.

Codici, inganni, enigmi, cryptex e trabocchetti insistono su un’indagine oscillante tra pura soddisfazione dell’intrinseca curiosità umana e lotta per la sopravvivenza di un sistema escatologico.

L’opera letteraria, in tal senso, vive di apici narrativi caldeggiati da preparazioni introduttive mai troppo lente, sempre animate da un ritmo filologico che spazia tra spiegazioni minimaliste e argomentazioni avventurose esaustive quanto appaganti.

Priorato di Sion e Opus Dei: la potenza del confronto

la vergine delle roccePriorato di Sion e Opus Dei sono termini di confronto estremamente potenti, due facce della stessa medaglia, due eserciti ideologici che si battono per una questione dai risvolti storici originanti epigoni solleticati dal fanatismo di quel dogma chiamato “fede”.

L’approccio rivoluzionario litiga a distanza con quello misoneista: il risultato è una pericolosa tendenza alla preterizione salvifica. La discussione chiama in causa un’insospettabile concrezione della diaspora ecclesiale, Maria Maddalena, la chiave di volta per portare alla luce la discendenza di Gesù Cristo, il Sang Real e i Merovingi.

La divisione in capitoli offre finestre d’approfondimento che s’aprono e si chiudono sullo sviluppo di quello che, nel più assoluto pragmatismo di sintesi, si configura come un giallo a tinte forti nel quale i personaggi – per quanto particolareggiati – rivestono i classici ruoli cardine.

C’è la vittima (Jacques Saunière) mietuta da un assassino (il monaco Silas), il capro espiatorio (Robert Langdon) e l’aiutante coinvolta (Sophie Neveu), il detective (Bezu Fache) e tutto quel parterre di characters aventi un preciso obiettivo personale che ottunde la capacità di discernere con nitidezza il bene dal male.

La narrazione segue dunque tre canali distinti che finiscono con l’intersecarsi: Robert Langdon e Sophie Neveu in fuga, Bezu Fache e Collet all’inseguimento, infine Silas e Aringarosa intenti a seguire le indicazioni del Gran Maestro.

Il fenomeno editoriale alla base del film

dan brownIl romanzo vive essenzialmente di vette raggiunte dagli insegnamenti di Langdon, i suoi focus su Femminino sacro, Paganesimo e Cristianesimo, le valutazioni concettuali di Teabing analizzando nello studio di Château Villette l’Ultima Cena di Leonardo.

Il Codice Da Vinci si afferma come fenomeno editoriale perché riesce abilmente a incastonare materiale evinto da fonti indagate nel corso di una lunga e meditata ricerca e mirabolante inventio. Sta al lettore l’impegno imprescindibile di verificare le informazioni, in parte vere, in parte no, ergo questo romanzo esige un approccio giornalistico.

L’omonimo film diretto da Ron Howard opera inevitabilmente delle scremature ma nel complesso la sua visione porta a constatare una fedeltà molto alta sia in termini dialogici che sul piano delle ambientazioni, compresa la definizione dei personaggi.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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