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Il Cyclorama, un precinema d’effetto

nodo alla gola il cycloramaPer Alfred Hitchcock la Settima Arte non era soltanto una passione e la vocazione di una vita, era una continua sfida con se stesso ma anche con i limiti tecnici imposti dall’epoca in cui le pellicole venivano girate. Hitch, tuttavia, non è mai stato un regista canonico, perché la sua genialità lo spingeva a far collimare uno stile di raffinata eleganza e la grandezza dell’idea di cinema ch’egli costantemente alimentava applicandola a un sadismo formale lucido e impeccabile.

panorama in Nodo alla golaQuest’orpello introduttivo ci porta a considerare quanto fatto dal cineasta britannico per portare a termine la realizzazione di Nodo alla gola, noir a colori del 1948 che racchiude tutta la volontà di andare oltre le barriere dell’imposto sfiorando l’impresa dell’unico piano sequenza. Ma se quest’ultima fallì per un soffio, tante altre furono portate a compimento in un’opera cinematografica incardinata sulla fissità stoica delle scene e la ridondanza dell’ambiente, un grande salotto con un pianoforte, alcune sedie, qualche poltrona, una cassapanca e una splendida vista su New York,  splendida anche se… finta.

nodo alla gola in bianco e neroSì, perché la grandissima sequela orizzontale di finestre e la panoramica sulla Grande Mela con il suo metropolitano caos, i grattacieli svettanti, le nuvole e i bagliori altro non sono che un’illusione, un esemplare saggio di tecnica allora avveniristica capace di ingannare meravigliosamente lo spettatore. In poche parole, un effetto speciale.

Si chiama Cyclorama ma lo si conosce altresì con nomi diversi, Panorama, Cosmorama o Diorama, a seconda della tipologia di sfondo creato. Nasce nel ‘700 nella sua forma più artistica e artigianale e consisteva in quel secolo in una stanza circolare le cui pareti venivano ricoperte con un disegno a 360° atto a riprodurre un backround paesaggistico in modo da far credere ai presenti di essere in uno spazio aperto. Pioniere della tecnica fu tale Robert Barker, che nel 1792 a Londra produsse il primo Cyclorama con una veduta estremamente dettagliata della città inglese.

visione della battagliaEra tuttavia un pezzo piuttosto arcaico, al quale seguirono modelli molto più high fidelity e tecnologici provvisti di tridimensionalità, luci speciali, effetto alternanza del giorno e della notte e persino movimenti rotatori attraverso i quali si resero possibili riproduzioni di battaglie campali (battaglia di Gettysburg), navali e le celebri Fantasmagorie (fine ‘700) di Robertson.

In Nodo alla gola Hitchcock ordì uno sfondo necessitante dell’impiego fra gli altri di 8.000 lampadine a incandescenza, 200 insegne al neon e 150 alimentatori, numeri eccezionali sul finire degli anni ’40 ma che oggigiorno non impressionano se confrontati con quelli delle megaproduzioni hollywoodiane.

Nonostante l’avvento prepotente del digitale, il Cyclorama viene ancora utilizzato in ambito teatrale, esaurendo invece la sua funzione di precinema. Al Metropolitan Museum of Art di New York si può accedere alla bellissima eppur fittizia veduta del Castello di Versailles.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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