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Il dr. King Schultz

dr. king schultz figura interaUn nobile artista tra volgari imbrattatele (il cui pennello è la pistola, in gergo detta “ferro”): così può essere definito il dr. King Schultz, originario di Dusserdorf, Germania, e vivente nel West americano.

Specializzatosi come dentista ma abbandonata la pratica per intraprendere la ben più fruttuosa attività di cacciatore di taglie, Schultz vaga per le terre selvagge d’America in cerca di malfattori, latitanti e i criminali più feroci da consegnare alla giustizia vivi o morti (il più delle volte si consideri la seconda opzione).

E’ un uomo che di certo non passa inosservato, destando curiosità per il suo aspetto pulito e curato, la sua aria da gentleman e la presenza tipica dell’europeo amante del bel vestire e della birra (in linea col caratteristico gusto teutonico).

Camicia bianca, cravatta racchiusa in un gilè di stoffa pregiata e cappotto grigio contornato all’altezza del collo da pelliccia di volpino stridono con il mezzo di trasporto scelto dall’elegante mercenario: un carretto trainato da due cavalli e sormontato dall’imitazione di un grosso molare cigolante su una molla (nel quale egli nasconde il valore delle sue taglie).

dr. king schultz e la birraCosì si presenta ai fratelli Speck nel cuore di una fredda notte, interessato a reclutare lo schiavo Django, l’unico in grado di riconoscere le sue prossime prede, i fratelli Brittle.

Nella scena molto particolare si rimane incantati dal savoir faire d’altri tempi di Schultz, che avanzando la richiesta d’acquisto sfoggia un linguaggio forbito, contrassegnato da un marcato accento tedesco e frutto di notevole cultura acquisita negli anni durante viaggi e studi di formazione.

King non è, tuttavia, solo parole e infatti, a seguito del rifiuto dei due commercianti di carne nera, si cimenta in una prova da vero killer professionista estraendo la sua arma, freddando il primo fratello e costringendo alla resa il secondo.

dr. king schultz primo pianoNello straordinario equilibrio fra gentilezza e risolutezza si evince un individuo estremamente ponderato, consapevole della propria forza ma distinto nel palesarla, smanioso piuttosto di guadagnare dollari confondendosi con astuzia e misura.

Per lo schiavo Django egli rappresenta un prezioso mentore e, soprattutto, il suo liberatore ancor prima che collega, capace di metterlo in condizione di assaporare la vendetta e ritrovare l’amata Broomhilda.

Al cospetto dell’ambiguo Calvin Candie, il buon Schultz si trova costretto a raccogliere una dura sfida psicologica, commerciale e intellettiva, al termine della quale ucciderà il ricco negriero soccombendo lui stesso in conseguenza dell’atto repentino.

Il personaggio co-protagonista del film evento del 2013 Django unchained, diretto magistralmente da Quentin Tarantino, dimostra per tutto lo svolgersi della vicenda una profonda umanità e un rispetto per la vita che scaturiscono da un’anima intrisa di filosofia e poesia esistenziali, paradossali se si considera il mestiere intrapreso per vivere.

A Schultz lo “scatenato” Django deve praticamente tutto, gratitudine che l’ex schiavo esprimerà chinandosi sul cadavere riposto in un angolo di una stalla e accarezzandone la testa con una tristezza mista a rabbia. Un personaggio memorabile, reso tale dall’incredibile interpretazione di Christoph Waltz, ormai affermatosi come uno degli attori più bravi dell’intero panorama hollywoodiano.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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