- Cinefocus, Personaggi mitici

Il sinistro indiano pellerossa di De Palma, l’assassino col trapano elettrico

indiano con trapano elettricoCi ha abituato all’angoscia sottile e all’ira controllata, al giallo a tinte noir e alla visione di parabole ossessive, ma questa volta Brian De Palma ha voluto farci conoscere una tonalità di thriller mischiata con le sfumature del porno quale sottobosco di una Hollywood anni ’80 un po’ ironica, patinata e a tratti spietata.

Spietata, proprio come quell’ambiguo e oscuro individuo rappresentato nella sua forma più terribile e carnevalesca in Omicidio a luci rosse, girato nel 1984 dopo il monumentale Scarface, che di carnevalesco aveva ben poco. È un personaggio, questo, che entra di prepotenza nella liaison voyeuristica fra il caratterista Jake Scully e l’avvenente Gloria Revell.

La donna si diletta ogni sera in uno spogliarello piuttosto intrigante non curandosi di essere spiata a distanza da Jake, affascinato da quel corpo modellato, velato appena da una lingerie troppo esile per coprire più di qualche minimale centimetro di pelle. La danzatrice nuda è però ignara della presenza di un altro e ben più pericoloso osservatore, un operaio intento apparentemente a lavorare su un traliccio posto di fronte all’abitazione.

indiano con occhiali da soleJake se ne accorge e puntando su di lui il binocolo svela le ben poco rassicuranti fattezze: è un indiano d’America dal naso grosso e adunco, il viso solcato da rughe e lunghi capelli corvini raccolti in una coda unta e trasandata. Viene spontaneo associare il suo viso a quelle maschere di Carnevale che sapevano spaventare soprattutto i bambini, ossessionati dalla figura minacciosa degli stregoni pellerossa di cui il cinema abusava in determinati film western od horror.

L’energumeno si limita a puntare la bella Gloria finché non inizia a pedinarla al centro commerciale, vestito di un impermeabile anonimo e un paio di occhiali a specchio che ne celano i tratti mefitici esaltando però naso e mento appuntiti. Una mattina, inspiegabilmente, il pellerossa osa andare oltre, scippa improvvisamente Gloria appropriandosi della sua borsa durante una camminata in spiaggia.

indiano nel tunnelJake assiste all’accaduto e si lancia all’inseguimento del ladro, dovendosi però confrontare con la propria incalzante claustrofobia all’interno di un tunnel imboccato dallo scippatore. In questo momento, attaccato al muro e impietrito dalla paura, l’eroe di giornata sembra essere in balìa dell’indiano, fermatosi a pochi passi incuriosito dalla reazione di Jake. Potrebbe facilmente avere la meglio su di lui, ma preferisce invece allontanarsi lento, saltellando e ghignando silenziosamente con il suo gilet in pelle vecchia maniera, pantaloni a tasconi e anfibi lucidati.

Ora egli possiede la scheda magnetica per intrufolarsi nell’abitazione di Gloria. Lo fa la sera successiva allo scippo, piombando nella camera da letto della futura vittima come un lupo che ha fiutato la sua preda preparandosi ora a sbranarla. Armato di un trapano elettrico a punta lunga, l’indiano tenta prima di strangolare la donna e poi, visti i tentativi della stessa di  liberarsi, la uccide con quella stessa arma senza neanche un briciolo di pietà. Jake accorre, ma ormai l’assassino ne ha fatto scempio.

L’identità del misterioso indiano rimane avvolta nel mistero fino alla fine del film, quando si apprende che altro non è che un camuffamento, un travestimento ad arte che sta alla base di un torbido quanto losco intreccio.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *