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Lauda vs Hunt: una sfida senza fine

james hunt e niki lauda rushNel film di Ron Howard, Rush, due uomini dalle personalità completamente opposte si sfidano sulle piste di Formula 1, diventando piloti e forse uomini migliori. La scena della finale è una delle più ricche di tensione, in cui vengono messe in luce ancora più le caratteristiche di uno e quelle dell’altro, il modo di affrontare una gara così importante, l’apice della stagione, forse l’apice della loro carriera, ma soprattutto della loro sfida.

Quella fatidica mattina del Gran Premio del Giappone, vediamo James Hunt svegliarsi tra due donne, mentre la musica di Hans Zimmer si alza lentamente dal fondo, Niki Lauda è invece davanti a una finestra, già sveglio e concentrato. Ron Howard inquadra il viso impensierito di Hunt, poi le nuvole che si sono addensate all’orizzonte.

Lo speaker inizia a parlare mentre l’acqua scende giù a grandissime gocce e le bandiere giapponesi sventolano furiosamente. La pioggia cola nei tombini in fiumiciattoli e su uno sfondo di nuvole buie e minacciose emerge la classifica: Lauda è primo con 68 punti, Hunt secondo con 65, solo tre punti a separarli.

rush sguardi pilotiNella sala stampa è in corso l’intervista pre gara ai campioni, le prime domande sono per Hunt, che afferma di non avere problemi a gestire la pressione: “Non ho mai capito cosa vuol dire questa parola”, risponde aprendo e chiudendo freneticamente un accendino che tiene stretto in mano, sotto il tavolo.

I teloni che coprono le macchine si agitano sotto il vento. Niki invece risponde: “Ho la faccia di uno stressato?” – e continua – “Non è facile diventare campioni, devi crederci davvero”. “Se Niki ricorre ai trucchi e cerca di stimolarmi seghe mentali, allora, non posso che essere lusingato” – risponde Hunt, convinto che la prossima conferenza stampa vedrà lui come campione.

I tendoni vengono tolti dalle macchine, la pioggia schizza via. La musica caratteristica di Zimmer riprende lentamente. La moglie di Niki è preoccupata, alle sue spalle la pioggia che cala inesorabile. Il cronista ha detto che ci sarà anche nebbia. Niki guarda il sole che viene coperto dalle nuvole. Hunt è zuppo, vorrebbe che la corsa venisse annullata, ma i diritti televisivi sono stati venduti.

I piloti salgono in macchina. Niki si ferma solo un momento, la moglie lo fissa. Lui risponde al suo sguardo, poi si infila la mascherina. Hunt vomita come sempre, Niki mette il casco, la moglie distoglie definitivamente lo sguardo. È un tripudio di ombrelli sugli spalti mentre i due piloti salgono nelle loro macchine. I caschi vengono bucati per evitare la condensa.

chris hemsworth e daniel bruhl in rush

I due piloti sono pronti, accendono le macchine. La musica si alza ancora, con il suo tema principale sullo sfondo, per la prima volta dirompente. Niki e Hunt si guardano, Niki è solo una posizione dietro, saluta Hunt alzando una mano, Hunt risponde, Niki fa un cenno della testa, l’altro fa lo stesso.

Rivali che si rispettano profondamente, pur con tutte le loro differenze, pronti all’ultima gara, tirano giù il casco mentre la pioggia scende e le nuvole nere osservano questo duello tanto atteso. Niki parte, la pioggia è talmente pressante da non riuscire a vedere nulla, prova a non subire la scia d’acqua procurata dalla macchina di Hunt, subito davanti a lui, ma non ci riesce.

Si affollano immagini di sua moglie, e capisce cosa deve fare. Prende una decisione, sceglie di non rischiare la vita. E torna ai box, mentre spera di non perdere il primo posto, ma nonostante tutto non ha rimpianti. Anche se Hunt, dopo aver messo a repentaglio la sua vita in quella pista impossibile, riesce ad arrivare terzo e a strappare il titolo.

Guarda la scena

Non è l’unica magnifica scena di questo bel film: anche il rientro in gara di Niki Lauda dopo il terribile incidente che l’ha sfigurato è ricca di pathos e permette a questo intenso personaggio di entrare, oltre che nell’ immaginario automobilistico, anche in quello cinematografico.

partenza sotto la pioggia rushNiki si fa svuotare i polmoni mentre osserva con crescente rabbia Hunt vincere gare su gare, grazie soprattutto alla sua assenza. Così non riesce più a tollerarlo, non vuole tenersi lontano dalle piste e insiste per un rapido recupero. Accelera le operazioni sopportando tubi di ferro giù per i polmoni con maggiore frequenza, e la preoccupazione di sua moglie che sorprenderà Niki mentre tenta di infilarsi il casco sulla bruciatura non ancora guarita, soffrendo e sudando, maledicendosi perché non riesce a resistere alla pista.

“Non dire niente, ti prego”, le dirà, e lei non lo farà. Niki scenderà in pista, di fronte allo stupore di tutti, dei giornalisti che lo sotterreranno di flash e degli stessi uomini della Ferrari che avevano preso un sostituto già “quindici minuti dopo il mio incidente”.

Alle domande insidiose di uno dei giornalisti, che si divertono a provocare Niki su ciò che la moglie pensa di lui ora che è un mostro, risponderà Hunt a suon di pugni, in un bagno della struttura. E poi eccoli di nuovo in pista. Hunt si scusa perché si sente responsabile, Niki gli risponde che è responsabile anche per averlo fatto tornare in gara.

I due sono di nuovo l’uno accanto all’altro sulla pista. Niki si infila dolorante il casco, alla partenza la vista appannata gli fa perdere posizioni, tutti gridano subito che è stato un rientro immaturo e che Lauda è un pericolo per se stesso e per gli altri, ma alla fine tutto torna più chiaro, più definito.

Niki corre e recupera posizioni, supera il ragazzino preso dalla Ferrari, il suo supposto sostituto, che non è in grado di stargli dietro neanche mentre lui è alla metà, forse, delle sue capacità, andando avanti senza mollare. Arriva quarto, quanto basta per mantenere il primo posto.

Niki viene salutato da una standing ovation. Il pubblico irrompe sulla pista, corre verso la macchina. Niki viene estratto, portato sulle spalle delle persone accese dalla passione e dalla determinazione di quel grande uomo. E Hunt osserva serio. Le voci urlano solo Niki Lauda.

Guarda la scena.

Ilaria Pasqua

Ilaria Pasqua

Ciao a tutti! Ho 28 anni, una laurea triennale e una laurea specialistica al Dams di Roma Tre, indirizzo cinema. Alle spalle ho alcuni corsi di scrittura e sceneggiatura e tanta passione per il cinema, i libri, i viaggi e la scrittura. Le mie esperienze lavorative sono state varie e sempre in continuo cambiamento: ho fatto l’hostess, lavorato per un sito online e come segretaria, ma senza smettere mai di scrivere. Ho lanciato il blog annesso al mio sito (http://www.ilariapasqua.net/) e due dei miei libri. Mi diverto a scrivere sceneggiature, visti i tempi più per me stessa, ma continuo a preferire guardare film. L’ho sempre amato, perché quando m’immergo in una storia mi sento veramente felice e in pace con me stessa. Per questo adoro anche leggere, qualsiasi cosa. Sono curiosa per natura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e perennemente in movimento, a volte troppo frenetico. Non ho un genere preferito e amo spaziare cercando di essere più varia possibile (non vorrei mai perdermi qualche capolavoro!). Un regista che apprezzo davvero molto è David Lynch. Sono piena di entusiasmo e spero di fare un buon lavoro su questo sito. Ho visto che qui di passione ce n’è tanta. Di certo è il posto giusto per me.
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