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Le metamorfosi: ecco cosa gli attori sono disposti a fare

Konstantin Sergeevič StanislavskijAvete mai sentito parlare del “Metodo“? Ebbene, è una delle parole più temute e abusate fra gli attori e a Hollywood in particolare. Tutto cominciò all’inizio del XX secolo, quando Konstantin Sergeevič Stanislavskij, attore, regista e insegnante teatrale, inventò un metodo rivoluzionario per recitare: la psicotecnica.

Questo metodo si basa all’approfondimento psicologico del personaggio, in modo da trovare affinità fra il mondo interiore dell’attore e quello del personaggio stesso. L’obiettivo è dunque quello di ricercare una totale immedesimazione nel character, fino ad arrivare a scelte estreme.

La psicotecnica venne poi portata al cinema e riadattata per il grande schermo grazie a Lee Strasberg, allievo del regista russo e storico direttore dell’Actors Studio, laboratorio di formazione autoriale newyorchese fondato da Elia Kazan, Cheryl Crawford e Robert Lewis.

marlon brando uominiQuando sentite parlare di “Metodo Actors Studio” o, più semplicemente, di “Metodo”, non si sta parlando che di questo: una tecnica attoriale che ricerca la totale immedesimazione nel personaggio che si interpreta. Sono moltissimi gli attori che l’hanno adottata, o la usano ancora: pioniere indiscusso è Marlon Brando, noto per la sua straordinaria capacità di “lasciarsi fare” dalle emozioni del personaggio, essere completamente in balia dei suoi sentimenti, positivi o negativi che siano.

Oltre ai suoi ruoli più famosi, come quello di Stanley in Un tram che si chiama desiderio di Elia Kazan e di Vito Corleone ne Il padrino di Francis Ford Coppola (ruolo per cui Brando realizza da solo il trucco, con l’ausilio di fazzoletti di carta per “imbottire” le guance e di brillantina cosparsa sul volto), pochi sanno che per interpretare il ruolo di un paraplegico in Uomini di Zinneman, Brando ha trascorso ben quaranta giorni in ospedale per capire cosa si prova a vivere sulla sedia a rotelle.

robert de niro toro scatenatoAltro famosissimo seguace del Metodo è Robert De Niro: per Taxi driver di Scorsese fece davvero il tassista per diverso tempo, mentre per Toro scatenato, film sulla vita del pugile Jake LaMotta, ha trascorso due anni prendendo lezioni di pugilato da LaMotta in persona, per poi prendere trenta chili, come previsto da copione, rifiutando ogni trucco.

Per Cape Fear, dove interpreta il ruolo del sadico Max Cady, pagò un dentista 5.000 dollari per farsi limare i denti, per poi sborsarne altri 20.000 a riprese ultimate per farli tornare come prima.

Altro attore particolarmente abituato a lavorare con il corpo e le trasformazioni fisiche è Christian Bale, che per American Psycho, in cui è uno yuppie rampante dall’abbronzatura perfetta, è diventato ossessionato dall’aspetto fisico (al punto da criticare quello altrui) e si è nutrito quasi esclusivamente di proteine.

Subito dopo è stato scritturato per il thriller L’uomo senza sonno di Brad Anderson, per il quale ha davvero trascorso dei mesi dormendo pochissimo e mangiando anche meno, arrivando a perdere 28 chili. Dopo questa fatica, l’attore non si è di certo fermato: per il ruolo di Batman in Batman begins di Christopher Nolan non solo ha dovuto riprendere i chili perduti, ma costruirsi un fisico da body builder, impresa raggiunta solo attraverso un faticosissimo training fisico.

christian bale american psychoMa Bale ha voluto strafare: dopo aver rimesso 26 chili e raggiunto nuovamente il peso forma, ne ha presi altri 18 di muscoli, al punto che non riusciva a entrare nel costume di scena.

Un altro attore devoto al Metodo Actors Studio è Jared Leto che, oltre a essere un attore con all’attivo collaborazioni con registi di altissimo livello (Darren Aronofsky, Denis Villeneuve, Jean-Marc Vallée) è frontman della band Thirty seconds to Mars, fondata insieme al fratello Shannon.

Molte sono le trasformazioni a cui si è sottoposto: fra queste, l’incredibile metamorfosi subita per interpretare il ruolo della transgender Rayon nel film Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée, interpretazione che gli è valsa l’Oscar come miglior attore non protagonista, al fianco di Matthew McConaughey, vincitore della statuetta nella categoria miglior attore protagonista.

jared leto dallas buyers clubSia Leto sia McConaughey, oltre ad averci regalato due performances a dir poco memorabili, si sono sottoposti a una massacrante trasformazione fisica, che ha portato il primo a perdere 10 chili, mentre il secondo ben 25. Stando a quanto ha dichiarato lo stesso Leto, l’attore è stato scelto per la parte appena un mese prima dell’inizio delle riprese e ha dovuto dimagrire quasi istantaneamente.

Per raggiungere l’obiettivo, ha “semplicemente smesso di mangiare”, come ammette lui stesso con totale tranquillità. Inoltre, per entrare il più possibile nel personaggio, per un mese è andato in giro vestendosi e muovendosi come una donna.

Per lo sfortunato ruolo del Joker in Suicide Squad di David Ayer, nonostante sia stato un flop di pubblico e critica e malgrado Leto dovesse confrontarsi con giganti del calibro di Heath Ledger e Jack Nicholson, ha dimostrato di impegnarsi al massimo: i membri della troupe, infatti, hanno dichiarato di non aver conosciuto l’attore, perché era talmente immerso nel ruolo da comportarsi da Joker anche fuori dal set. Piuttosto inquietante, no?

leonardo dicaprio the wolf of wall streetIn questa lista non poteva poi mancare uno dei più entusiasti seguaci del Metodo, Leonardo DiCaprio. Molti sono i sacrifici che ha fatto per dare il meglio nei suoi ruoli. Per The wolf of Wall Street di Scorsese, nel quale interpreta la parte dello spregiudicato Jordan Belfort, ha passato diverso tempo con lui, per cercare di poter capire meglio la sua personalità e le sue scelte, oltre ad aver studiato attentamente gli effetti della droga e della dipendenza.

Forse la sua interpretazione più clamorosa in questo senso è stata quella per The Revenant di Inarritu. Nel corso delle riprese, DiCaprio si è davvero ammalato per la sua continua esposizione al freddo e ha patito mille sofferenze, a volte autoinflitte: per poter capire meglio la fatica e i rischi affrontati dal suo personaggio, ha dormito nella carcassa di un cavallo, così come appare nel film.

Una cosa è certa: il mestiere dell’attore, se ben fatto, non è certo una passeggiata!

Giulia Losi

Giulia Losi

Giulia Losi è nata a Monza il 3 ottobre 1993. Ha frequentato l’Università degli Studi di Milano e si è laureata in Scienze dei Beni Culturali. Nel 2016 si è trasferita a Roma e ha frequentato la facoltà di Teatro, Cinema, Danza e Arti digitali alla Sapienza, dove ha conseguito la laurea specialistica. Grande appassionata di cinema, collabora attivamente con alcune testate cinematografiche, come Opere Prime e ha curato la rubrica radiofonica “Francamente me ne infischio” per Radio Base. Frequenta, inoltre, un corso di recitazione professionale.
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3 thoughts on “Le metamorfosi: ecco cosa gli attori sono disposti a fare

  1. Ciao, Jared Leto non è un’attore che usa il metodo Strasberg e nemmeno DiCaprio. Si possono definire attori da metodo (Strasberg) solo coloro che hanno studiato o continuano a studiare nell’Actor Studio. Poiché è l’unico che insegni completamente il metodo inventato da Stanislavsky e perfezionato da Strasberg. Poi hai mancato Pacino e Dustin Hoffman che sono altri due grandissimi attori formatosi lì. Ps: ho queste informazioni perché ho studiato e studio con Lola Cohen, che è stata ed è una prof all’Actor, e ti dirò una curiosità su Leto. Quelli dell’Actor Studio lo odiano perché tutti pensano che egli sia attore da metodo, ma in realtà non lo è. (non sto dicendo che non sia un attore bravissimo). In realtà la maggior parte degli attori ora, crea una sorta di metodo sulla base del proprio vissuto e delle esperienze personali, unendole al metodo Strasberg.

    Aggiungo che la forza del metodo non è come tutti credono nella completa immedesimazione nel personaggio, bensì nel rilassamento, una sorta di meditazione che riesce a far estraniare completamente l’attore, rompendo l’ansia da prestazione e arrivando a una concentrazione ai limiti immaginabili.

    1. Aggiungo che per quanto riguarda Al Pacino e Dustin Hoffman, so che sono seguaci del Metodo, ma ho dovuto fare una doverosa selezione, dando la priorità a trasformazioni più eclatanti.

  2. Ciao Samuele, sono l’autrice dell’articolo. Ti ringrazio per le osservazioni, molto utili e interessanti. La mia è una generalizzazione, nel senso che volevo rendere l’articolo il più comprensibile possibile anche per i “non addetti ai lavori”, quindi senza andare eccessivamente nello specifico. Il mio interesse era quello di focalizzare l’attenzione sulle trasformazioni degli attori e che cosa sono disposti a fare per immedesimarsi in un personaggio. Non era mia intenzione spiegare esattamente in cosa consista il Metodo, bensì utilizzarlo come punto di partenza. Quando definisco DiCaprio e Leto seguaci del “metodo” intendo dire che, secondo l’idea comune di cosa sia il Metodo, loro sono degli esponenti emblematici.

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