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Lucia Bosè, la diva dai capelli blu

Eleganza, sobrietà ma anche sfrontatezza e sensualità. Questi sono i binomi che ben caratterizzano un’interprete così significativa per il cinema europeo come è stata Lucia Bosè.

Scomparsa all’età di 89 anni per una polmonite, l’attrice è il volto enigmatico, dalle connotazioni raffinatamente fotogeniche, simbolo di quella cinematografia d’autore che ha cercato di scandagliare l’animo umano, ponendo l’attenzione su quell’incomunicabilità latente ed ascendente propria dell’uomo moderno.

Lei ha una faccia interessante, sembra un animale cinematografico”: è così che Luchino Visconti la scopre alla fine degli anni Quaranta mentre lavora come commessa nella storica pasticceria Galli di Milano.

Da Miss Italia ai primi film

lucia bosè cinepresaComplice la partecipazione nel 1947 a Miss Italia, l’allora concorso-traghettatore di opportunità lavorative nel campo dello spettacolo (alla stessa edizione partecipano Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Gianna Maria Canale), la Bosè ottiene da subito importanti offerte e provini. Da lì in poi, l’ascesa: dalla riuscita audizione per Non c’è pace tra gli ulivi di De Santis all’intenso ruolo nel film inchiesta Roma, ore 11 dello stesso regista.

Di un magnetismo unico, riesce a emergere da quella coralità fatta di mondine, donne, madri, che popola queste pellicole pienamente centrate nel Neorealismo più maturo e profondo. Non solo questo, ma anche commedie sentimentali, dove ritrova la spensieratezza e il voler sognare un futuro diverso, tipici della sua giovane età.

E’ l’amore che mi rovina di Soldati, Parigi è sempre Parigi e Le ragazze di Piazza di Spagna di Emmer consacrano la figura di Lucia Bosè come interprete dell’adolescenza italica popolare degli anni Cinquanta, dove avventatezza e autenticità si coniugano a un profondo senso di famiglia e buoni sentimenti.

La svolta con La signora delle camelie

lucia bosèPochi anni dopo, la svolta: prime esperienze europee (Vacanze d’Onore di Chanois e Gli Egoisti di Bardem) e il ruolo da protagonista nel terzo lungometraggio di Michelangelo Antonioni, ovvero La signora senza camelie.

Il film racconta la storia di Clara, un’attrice all’apice del successo per ruoli commerciali, vincolata a un matrimonio fallito e alla perenne ricerca di soddisfare le proprie ambizioni artistiche. Interpretazione questa che segna il passaggio della diva a un cinema più introspettivo.

Il punto focale cessa di essere il desiderio di raccontare la realtà destabilizzata di un Paese sopravvissuto alla guerra e diventa il narrare lo straniamento, il porsi quesiti esistenziali da parte di una nuova classe sociale.

Le bigotte apparenze concorrono ad attivare quel mutamento che segna il processo di metamorfosi dal percepirsi una collettività all’essere schiavi di un più intemperante individualismo.

Una carriera artistica e privata vissuta appieno

D’altronde, la Bosè ha sempre cercato di non rimanere ancorata a dei ruoli che la identificassero come una delle belle maggiorate. Sa e vuole scegliere parti che rappresentino vere sfide, cercando di puntare su registi esordienti che ancora non hanno avuto una meritata risonanza.

lucia bosè capelli bluPer citarne alcuni Pedro Portabella (Nocturno 29) o i fratelli Taviani (Sotto il segno dello Scorpione); tutto questo senza però rinunciare a ruoli minori per autori più che affermati con l’intenzione di sedimentare la propria maturità interpretativa.

La matrona nel Satyricon di Fellini o la vedova Viola nel Metello di Bolognini ne sono chiara dimostrazione. Dagli anni Settanta in poi, progressivamente, si allontana di nuovo dal cinema (la prima volta a seguito del travolgente matrimonio con il torero Miguel Dominguin) prendendo parte in film girati a distanza di molti anni gli uni dagli altri.

La sua è una carriera artistica e privata vissuta appieno senza mai nascondersi dietro una prorompente bellezza. In questo caso citare tutte le opere della sua filmografia andrebbe solamente a costituire una lista di illustri nomi e titoli comprovandone l’evidente eclettismo.

Quella che, però, va sottolineata è la professionalità artistica dell’attrice che si è andata a fondere con un divismo anomalo e dirompente, che ha da sempre definito la ragazza di Piazza di Spagna con i capelli blu elettrico.

Miriam Raccosta

Miriam Raccosta

Salve a tutti, sono Miriam! Sono una studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo, indirizzo Cinema all'Università 'La Sapienza' di Roma! Per me il cinema è come l'aria! Mi piace 'trasportare' le vicissitudini delle mia vita in una sorta di film o documentario. Il cinema ci proietta in un mondo parallelo, che io voglio assolutamente conoscere! Ovviamente i miei interessi sono molteplici: fotografia, letteratura e poesia, ma soprattutto l'arte, perché il cinema è l'arte più immediata che esista! Come sostiene Fellini, 'Il Cinema e' Arte figurativa in movimento'.
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