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Marion Cobretti, detto “Cobra”

marion cobrettiNel 1986 fa la sua comparsa in una pellicola main stream un personaggio che sembra mediare fra due icone di altrettante saghe cinematografiche, Rocky Balboa e John Rambo. Questo personaggio è Marion Cobretti, non una donna come falsamente indicherebbe il nome, bensì un uomo, un poliziotto della “sezione gasati” (l’etichetta arriva da un collega smidollato e invidioso, logorato dal potere che non ha sui criminali) di stanza a Los Angeles, città di un’America violenta dove “viene commesso un furto ogni 11 secondi, un’aggressione ogni 65 secondi, un reato di sangue ogni 25 secondi, un omicidio ogni 24 minuti e 250 violenze carnali al giorno”.

pistola del cobraIn questo clima apocalittico, Marion Cobretti s’impone all’attenzione con il soprannome di “Cobra“, il rettile che rapido colpisce e uccide con incredibile piglio risoluto. Il serpente si vede chiaramente nella nitida stampa a colori sul calcio della pistola medio calibro utilizzata da Cobretti per freddare uno spietato rapinatore di un supermercato.

È il simbolo della sua condotta e tutto il resto corrisponde a un look completamente asservito all’eroe anni ’80. Sylvester Stallone, all’apice della forma, veste attillato, scuro e con blue jeans che ne definiscono la muscolatura di cosce e polpacci, occhiali da sole a specchio e uno spolverino dal quale difficilmente si separa.

ford custom mercury 1949 montereyIl Cobra è uno specialista sia nelle armi da fuoco che in quelle da taglio, opera con guanti che gli garantiscono una salda impugnatura e lavori puliti senza inquinamento di prove. Nel contrastare la Belva della Notte e la sua terribile setta di assassini, il poliziotto si avvale di armi automatiche e di una vettura a quattro ruote anacronistica ma efficacissima: la sua Ford Custom Mercury 1949 Monterey (nel film di Cosmatos se ne utilizzano in tutto quattro, due del 1949, due del 1950) targata California AWSOM 50 è una bellezza bombata color grigio dal design marcatamente vintage e sufficientemente versatile negli inseguimenti.

I suoi cerchioni splendono e il motore riserva una sorpresa, cioè può recuperare km di velocità con l’azionamento della leva Nitro ad armare le bombole per l’ultraimpulso sulla potenza. Una curiosità riguarda proprio l’auto guidata da Cobra: nel 1994 venne trafugata dal garage di Stallone per poi essere ritrovata nel 2011 dall’attore che, rivolendola indietro a tutti i costi, accettò di sborsare una somma pari a 250.000 dollari.

Tornando a Cobretti, lui è un timido ma proprio per la sua riservatezza attraente a tal punto da conquistare l’ammirazione e il cuore di una testimone ricercata dalla setta, la statuaria modella Ingrid Knudsen interpretata da Brigitte Nielsen, al tempo moglie del buon Sylvester. Se prima era la solitudine a permeare la quotidianità del Cobra, il futuro fatto presagire dalla pellicola indica un percorso a due dove i protagonisti, il poliziotto e la bella, camminano insieme, ma sempre con un’arma a disposizione.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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