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Mi chiamo Lester Burnham

lester burnham american beautyPrimo lavoro diretto da Sam Mendes, American Beauty è stato il grande film del 1999, vincitore di cinque premi Oscar nell’edizione del 2000 (miglior film, miglior regia a Sam Mendes, miglior attore protagonista a Kevin Spacey, migliore sceneggiatura originale ad Alan Ball e migliore fotografia a Conrad L. Hall), ha impressionato e commosso gli spettatori, entrando di diritto tra le pellicole più belle e intense del decennio.

La locandina dai petali rossi, con la sensuale Mena Suvari, è entrata nell’immaginario anche di chi non ha mai visto il film.

Lester Burnham, un magnifico Kevin Spacey, è un ometto anonimo in piena crisi di mezz’età. Odia il suo lavoro e inizia a odiare la sua famiglia che lo tratta come un fallito senza speranza. Non riesce più a far funzionare il matrimonio, sua figlia lo ignora, la sua intera vita sta andando a rotoli lentamente, e lui non sa come uscire da questo empasse.

Un giorno come gli altri conosce un’amica della figlia, Angela, e lui si riaccende, deciso a rimettere in piedi la propria esistenza tentando di tornare a essere la persona che non è più da moltissimo tempo. Ma le cose non andranno lisce come si sarebbe aspettato.

Anzi, innescheranno una catena di eventi che lo porterà alla morte. Il film inizia con una riflessione di Lester che sa già cosa gli accadrà, rivive le inutili giornate descrivendo il quadro desolante della sua vita.

“Mi chiamo Lester Burnham. Questo è il mio quartiere, questa è la mia strada, questa è la mia vita. Ho quarantadue anni, fra meno di un anno… sarò morto. Naturalmente io questo ancora non lo so. E in un certo senso sono già morto.

Guardatemi, mi faccio una sega sotto la doccia. Questo sarà il culmine della mia giornata. Dopodiché è tutto uno sfacelo. Questa è mia moglie, Carolyn. Vedete come i guanti su quelle cesoie armonizzano con gli zoccoli da giardino? Non è un caso. Questo è il nostro vicino, Jim. E questo è il suo amante, Jim. Accidenti, mi esaurisco solo a guardarli.

Non è stata sempre così, una volta era felice… una volta eravamo felici. Mia figlia Jane, figlia unica. Jany è un’adolescente abbastanza tipica: arrabbiata, insicura, confusa… magari potessi dirle che tutto questo passerà. Ma non le voglio mentire.

Mia moglie e mia figlia mi vedono come un colossale perdente… e… hanno ragione! Ho perso davvero qualcosa. Non sono del tutto sicuro di cosa si tratta ma… so che non mi sono sempre sentito così ‘posato’. Però volete saperlo?! Non è mai troppo tardi per tornare indietro.”

Monologo iniziale.

Nonostante la rabbia per ciò che gli è accaduto, ha paradossalmente raggiunto ciò che voleva: riconciliarsi con la vita e il mondo che lo ha accolto, riscoprendone le bellezze, anche se ora non può essere più lì per goderne.

“Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta.

E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l’avrete!”

Monologo finale.

Ilaria Pasqua

Ilaria Pasqua

Ciao a tutti! Ho 28 anni, una laurea triennale e una laurea specialistica al Dams di Roma Tre, indirizzo cinema. Alle spalle ho alcuni corsi di scrittura e sceneggiatura e tanta passione per il cinema, i libri, i viaggi e la scrittura. Le mie esperienze lavorative sono state varie e sempre in continuo cambiamento: ho fatto l’hostess, lavorato per un sito online e come segretaria, ma senza smettere mai di scrivere. Ho lanciato il blog annesso al mio sito (http://www.ilariapasqua.net/) e due dei miei libri. Mi diverto a scrivere sceneggiature, visti i tempi più per me stessa, ma continuo a preferire guardare film. L’ho sempre amato, perché quando m’immergo in una storia mi sento veramente felice e in pace con me stessa. Per questo adoro anche leggere, qualsiasi cosa. Sono curiosa per natura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e perennemente in movimento, a volte troppo frenetico. Non ho un genere preferito e amo spaziare cercando di essere più varia possibile (non vorrei mai perdermi qualche capolavoro!). Un regista che apprezzo davvero molto è David Lynch. Sono piena di entusiasmo e spero di fare un buon lavoro su questo sito. Ho visto che qui di passione ce n’è tanta. Di certo è il posto giusto per me.
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