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Nina, l’overreacher de “Il cigno nero”

natalie portman ne il cigno neroDopo un grande matematico e dopo un grande wrestler, Aronosfky porta sullo schermo un altro overreacher, Nina, la ballerina classica protagonista de Il cigno nero. Il suo sogno, o forse sarebbe meglio dire la sua ossessione, è ottenere il ruolo principale nel balletto Il lago dei cigni.

Spinta dal perfezionismo, dall’ansia per l’età che avanza, dalla competizione nella compagnia e dalle aspettative di una madre che a suo tempo ambiva allo stesso ruolo (e che si trova ora a riversare i propri sogni sulla figlia), Nina non riesce a gestire lo stress a livello consapevole.

La sua personalità si dissocia e un mondo di situazioni elaborate dalla sua psiche prende il sopravvento. Avviene una frattura tra aspirazioni individuali e realtà, e le allucinazioni intervengono a spingere il personaggio al continuo superamento delle proprie possibilità.

cigno biancoBenché esse siano manifestazione delle proprie paure, da Nina vengono percepite come ostacoli oggettivi al coronamento del suo sogno. La ragazza si auto-proietta così in un universo fatto di nemici e complotti contro di lei. Tutto ciò va ad alimentare competitività, meticolosità e aggressività.

Al contempo questi disturbi fan sì che ella perda cognizione del senso del limite, facendole percepire come pericolosa minaccia tutti coloro che cercano di ridimensionare i suoi comportamenti, la madre in primis. Il disfarsi del confine tra ciò che la mente di Nina produce e ciò che effettivamente la circonda sfocia in comportamenti autodistruttivi, che invece lei sente funzionali a farla diventare una ballerina di calibro eccezionale.

Autolesionismo, anoressia e una scoperta tardiva e disturbata della sessualità. A tutto questo si sommano allucinazioni che sono segnali d’allarme indotti dai suoi sensi per metterla in guardia dagli sforzi eccessivi a cui sta esponendosi.

cigno neroNina vede le sue gambe spezzarsi, le dita dei piedi fondersi fino ad assumere la morfologia di una scarpetta di danza ma, seppur spaventata, preferisce ignorarli. Il limite viene travalicato al punto che la ragazza, compiendo un ultimo gesto autolesionista, morirà sul palco.

Nina è l’incarnazione del sogno americano che si ripropone investito di una forza nuova. L’idea di distinguersi dalla folla per realizzarsi giunge alle estreme conseguenze fino a diventare una presenza martellante di questa eroina postmoderna.

In un’età dove tutto è già stato inventato ed è accessibile a tutti, l’ossessione diventa quella di lasciare un segno nella società massificata, e questo vale soprattutto per chi come Nina possiede capacità particolari.

Giulia Salvadori

Giulia Salvadori

Nata nel 1988, lavoro a Milano, città che amo, ma dalla quale ogni tanto ho bisogno di evadere! Le mie passioni più grandi? Il cinema, la cucina e il vino. Dopo una breve esperienza per la tv nell'ambito della redazione, ora mi occupo di comunicazione e marketing, ma non smetto di inseguire quello che è il mio sogno più grande: "scrivere di cinema".
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