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Orgoglio italiano

vittoriom gassman e alberto sordi in la grande guerraSiamo giunti praticamente all’epilogo de La Grande Guerra, capolavoro diretto nel 1959 da Mario Monicelli. Oreste (Alberto Sordi) e Giovanni (Vittorio Gassman) vengono catturati dagli Austriaci e condotti dinanzi al comando supremo.

Il capitano, con tono deciso e autoritario, forte del proprio potere, impone ai due soldati di rivelare i piani dell’esercito italiano, pena la fucilazione immediata. Oreste e Giovanni chiedono un minuto per consultarsi in disparte e decidono infine di cedere all’ordine nemico.

Il confronto verbale

Accade però un fatto che sovverte la situazione: di fronte ai sottili sberleffi dei caporali e alla loro arroganza, Giovanni si rivolge duramente al capitano guardandolo negli occhi, dichiarando di non voler più dire niente e insultandolo a sua volta.

Caporale: (traduzione) “Mi sono sbagliato, li credevo più di fegato. Specie questo qui alto.

Capitano:Fegato, dicono. Quelli conoscono soltanto fegato alla veneziana con cipolla e presto mangeremo anche noi quello! Dunque?

Giovanni:No, dico, cosa c’entra questo?

Capitano:Prego?

Giovanni:E allora, senti un po’… visto che parli così. Mi te disi proprio un bel niente, hai capito? Faccia de merda!

La reazione di Oreste

Emerge così l’orgoglio di un italiano che vuole onorare i suoi ultimi momenti di vita, consapevole del proprio destino. Giovanni viene giustiziato e Oreste assiste dalla finestra all’esecuzione, sconvolto dalla triste fine del compagno.

Rispetto a Giovanni, Oreste si palesa un vile e indegno soldato, ma in qualche modo, tra mille suppliche emesse con voce tremula, neanche lui è disposto a tradire. Viene portato al muro, piegato dalla paura e piangente, e quindi fucilato. Oreste dimostra un diverso approccio nei confronti della sorte, segnata da una morte violenta e inesorabile, ma si unisce a Giovanni nel principio di integrità e ragione.

Entrambi i corpi giacciono in terra, esanimi, ma recano una testimonianza indimenticabile, il sacrificio e l’orgoglio di un popolo spesso sottomesso ma mai domo.

Guarda la scena.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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