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Phenomena: tutte le curiosità sul cult di Dario Argento

dario argento gira phenomenaSiete davvero certi di sapere tutto di Phenomena, storica pellicola di Dario Argento – nonché la sua preferita in assoluto – che all’epoca dell’uscita nelle sale italiane venne bersagliata dagli acuminati strali della critica fino a diventare – per buona pace dei detrattori – un cult assoluto?

Tranquilli, neanche gli stessi addetti ai lavori, esegeti e cultori di quest’horror hanno la pretesa di conoscere ogni mistero e dettaglio in merito. Eppure il film, datato 1985, pullula di aneddoti e curiosità, alcuni palesati nei titoli di coda, altri disseminati fra una nota di regia, la marea di interviste rilasciate dal cineasta romano e le rivelazioni del cast.

Locations del film

Argento ha girato tutte le scene in ca. quattro mesi, ovvero da agosto a ottobre, sfruttando essenzialmente i paesaggi svizzeri incorniciati dalle Alpi. La maggior parte delle sequenze in esterni ha avuto luogo a Schwagalp e a Thurfälle in Unterwasser nel cantone di St. Gallen, nei pressi di Zurigo.

Il collegio femminile

collegio femminile phenomenaGli interni richiesero più dinamismo da parte della troupe, infatti il collegio femminile in cui risiede Jennifer con le sue compagne costituisce in realtà la fusione di distinte locations: le riprese in campo medio e lungo immortalano l’elegante e tardoclassica Villa Wesendock, oggi sede del Rietberg-Museum al n. 15 di Glaberstrasse a Zurigo e in passato dimora di Richard Wagner dal 1853 al 1857 (corrisponde dunque quanto riferito da Frau Brückner a Jennifer poco prima dell’arrivo in istituto); la camminata della protagonista sul cornicione durante l’attacco di sonnambulismo ha richiesto la facciata della stazioncina di Acqua Acetosa a Roma; sempre nella Capitale, la troupe ha utilizzato gli interni della scuola femminile Marymount su via Nomentana, in particolare la sala principale, la lunga scala in legno e la camera che Jennifer condivide con Sophie.

Villa McGregor e Villa Brückner

villa mcgregorAnche la casa dell’entomologo John McGregor ha richiesto una scissione fra il dentro e il fuori. Argento individuò come luogo ideale una villa in Viale delle Mura Latine, girando le scene in interni presso un set ricostruito negli studi della De Paolis.

Nel comune di Kilchberg è situata Villa Sulzergut, dove il personaggio interpretato da Daria Nicolodi attira con l’inganno Jennifer, ma anche in questo caso le stanze sono state ricostruite negli studios della De Paolis a Pietralata riadattando alcuni set del capolavoro di Sergio Leone C’era una volta in America.

La lotta finale fra Jenny e il mostro si consuma sulle sponde del lago di Bracciano.

Effetti speciali e make up

È risaputo che per i suoi film più classici, Dario Argento ha sempre preferito avvalersi di effetti speciali artigianali, molti dei quali pionieristici e di estrema efficacia ai fini della resa visiva.

Gli insetti

assalto degli insetti al collegioLa pellicola vede la partecipazione di attori di eccezione, 40 milioni di insetti allevati esclusivamente per l’occasione, sebbene con le scene in cui sciamano proprio non c’entrano nulla.

L’assalto al collegio è merito di Sergio Stivaletti, che all’epoca versò in un acquario fondi di caffè sbriciolato, così da ricreare una caduta lenta simulando lo sciame davanti allo sfondo del collegio. La tecnica, spiegata a Stivaletti da Lamberto Bava, fu in realtà un’invenzione del padre Mario Bava, che la sperimentò per la prima volta per simulare l’invasione di cavallette in un peplum.

La vasca dei liquami

jennifer connelly vasca phenomenaDiscorso a parte va fatto in relazione alla vasca piena di liquami, vermi, pezzi di cadaveri, ossa e teste, ovvero l’emblema della necrofilia dell’assassino.

Si soffre terribilmente vedendo Jennifer dimenarsi in un lecito impeto di repulsione, ribrezzo e orrore in quel disgustoso liquido. Si trattava di una mistura composta da chicchi di riso, amarena, caramello e cioccolata.

Patau Brückner, il mostruoso bambino killer

davide marotta è patau brucknerIl climax d’inquietudine e terrore si raggiunge con l’apparizione del raccapricciante Patau Brückner, così nominato da Argento dopo aver visionato un libro recante foto di soggetti affetti dalla sindrome di Patau, bambini e uomini dal viso orrendamente deformato.

Il look del mostro è opera di Sergio Stivaletti, che volle per lui qualcosa in grado di richiamare falsamente l’innocenza di un bambino condannato alla solitudine ma capace di riversare subito la propria ferocia sulle malcapitate vittime. Tutti i costumi di scena recano l’autorevole firma di Giorgio Armani.

La prima vittima

fiore argento in phenomenaMemorabili il prologo e l’omicidio alle cascate della prima vittima, che sfonda con la testa il vetro in una sequenza a ralenti cui probabilmente si sono ispirati i Vanzina per l’epilogo del coevo Sotto il vestito niente.

Nel film ricompare Donald Pleasence, stavolta nel ruolo di un ispettore di polizia, indicato da Argento come il miglior attore straniero con il quale ha mai avuto modo di lavorare.

Un cast insospettabile e sorprendente

Dario Argento ingaggiò Jennifer Connelly dopo essere rimasto sorpreso dalla sua magnifica e aggraziata interpretazione di Deborah in C’era una volta in America. Per l’attrice lavorare in Phenomena fu tutt’altro che agevole, almeno secondo quanto dichiarato nelle varie interviste. Jennifer ha raccontato di essere stata morsa dallo scimpanzé. L’animale quasi le troncò il dito, che fu riattaccato con un’operazione chirurgica in ospedale.

Nella parte della turista danese assassinata a inizio film c’è Fiore Argento, figlia maggiore del regista avuta dalla prima moglie Marisa Casale. Sotto la maschera in lattice del mostro bambino si cela Davide Marotta, allora giovane ventitreenne il cui nanismo sancì paradossalmente la sua fortuna. Firmò un contratto milionario due anni dopo per fare da testimonial alla Kodak: ricordate l’alieno Ciribiribì?

Nel cast figurano Kaspar CapparoniKarl, il ragazzo di Sophie cui dà il volto Federica Mastroianni, nipote di Marcello), Michele Soavi (Kurt, l’assistente di Geiger) e Alberto Cracco (nella parte dell’impiegato di banca). La voce narrante appartiene al regista, quella del mostro alla figlia Asia Argento.

Il sequel mai realizzato

Infine, pochi sanno che nel 2001 era in previsione un sequel di Phenomena, mai realizzato in quanto Dario Argento era sotto vincolante contratto della Medusa Film. Sarebbe stato potenzialmente interessante ma anche una lama a doppio taglio. Phenomena resta così un pezzo unico e ancora molto amato dai fan del maestro del brivido.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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