- Armi eccezionali, Cinefocus

Quella misteriosa mano vincente nel poker di Dodge City

resa dei contiOgni anno i cinque uomini più ricchi e influenti di Dodge City si sfidano per un giorno intero a uno dei giochi d’azzardo più spietati che possano esistere sulla faccia della terra, il poker, non il facilitato Texas Hold’em ma il poker classico a cinque carte, ad apertura concordata e senza limiti di rilancio. Non c’è null’altro che in quelle 24 madide ore potrebbe interessare il gruppo di giocatori, chiusi nella sala privata di un Saloon popolato da curiosi, beoni e burloni la cui massima ambizione è quella di capire chi la fortuna stia baciando.

Questo lo scenario di Grossa posta a Dodge City, un film che ha fatto epoca per il suo “statico dinamismo” entro i codici di un genere, il western, da sempre contraddistinto dall’acre odore della polvere da sparo, il fulmineo rumore delle pistole e l’animo selvaggio dei suoi personaggi. Nel 1966 Fielder Cook apparecchia il tavolo verde per cinque… anzi no, sei accaniti malati di poker, Henry Drummond, Benson Tropp, Aldo Habershaw, Dennis Wilcox, Jesse Buford e l’ultimo arrivato, Meredith.

Proprio lui rappresenta l’apparente anello debole del gruppo, quello destinato  a perdere – come si dice in gergo – anche le mutande. Una serie di mani sfortunate lo costringe a mettere sul piatto migliaia di dollari, i risparmi di una vita immolati in poche ore, pronti a svanire gettando nel lastrico lui ma, cosa ancor più grave, la famiglia. Le ingenti perdite finiscono con l’esporlo alle derisioni sottili e alle risate sarcastiche degli avversari, per i quali dissipare soldi significherebbe soltanto rifarsi l’anno seguente avendo provato il piacere di darsi completamente al loro intrattenimento preferito.

Capita, tuttavia, che a un certo momento Meredith si ritrovi fra le mani il punto della vita, quello che a suo dire gli garantirebbe la vittoria indipendentemente dalle mosse dei compagni di tavolo. Come prima detto, il poker è la brutta bestia che affascina, concupisce e poi distrugge senza scrupolo alcuno. Accade allora quello che ci si aspetta da una banda di furfanti in doppiopetto, il rilancio continuo fino all’inevitabile esaurimento del budget in fiches di Meredith, un potenziale vincitore meschinamente invitato a cedere per causa di forza maggiore.

Insomma, soldi finiti e abbandono. Il novizio, però ha la mano delle mani, il punto dei punti e il terrore ahilui di tornare a casa con un pugno di mosche. L’emozione lo fa collassare, sicché le fatidiche cinque carte passano alla moglie Mary, una per la quale il poker rappresenta un’estranea materia oscura. Eppur ella tanto si fida del marito da rivolgersi nientemeno che alla banca locale per ottenere un prestito, quel tanto utile a concludere finalmente l’interminabile partita.

La garanzia da presentare al direttore? Le carte stesse, di fronte alle quali il burbero Ballinger dapprima si stupisce, poi s’indigna e infine cede acconsentendo il versamento della somma in un modo inusuale, ovvero assistendo al finale di match.

Intorno a un piatto di ben 20.000 dollari, il più alto mai visto, poco a poco i giocatori passano non andando a vedere quel punto, straordinariamente vittorioso senza essere svelato. Eppure a noi, in qualità di spettatori, quelle cinque carte interessano eccome perché giustificano 90 minuti di visione passati a interrogarsi sulla possibilità che Meredith avesse un full d’assi, un poker o una scala reale.

C’è una sola sequenza che permette di sbirciare fra i semi intravedendo una combinazione in grado di escludere certamente coppie, tris, full e poker, lasciando aperte tutte le altre soluzioni. In conclusione, il punto vittoria non lo vedremo mai ma il bello del poker è anche questo, serbare la propria strategia per poterla utilizzare in altre partite.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *