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San Quirico d’Orcia, i Campi Elisi del Gladiatore

san quirico d'orcia il gladiatorePer quello ch’è certamente uno dei suoi film più famosi, vale a dire Il Gladiatore, Ridley Scott ha fatto ricreare digitalmente il Colosseo, ricostruire Roma e ridefinire alcune delle location d’ambientazione. Forte è risultato il richiamo dell’Italia, una terra che il cinema hollywoodiano ama alla follia.

Non soltanto le grandi città bensì molti piccoli paesi – a volte quasi inesistenti per quanto pacifici – finiscono sotto l’occhio scrupoloso della cinepresa imbracciata dei grandi maestri d’oltreoceano.

A contribuire, seppur in minima parte, al successo del kolossal interpretato da Russell Crowe c’è anche San Quirico d’Orcia, sinuoso distillato d’arte, bellezze architettoniche e natura in provincia di Siena in Toscana. Si tratta di un agglomerato armonioso di case che accoglie in tutto 2.600 abitanti avviluppandosi in una coperta d’eccezione, l’idilliaca campagna senese.

Non è dunque un caso che Scott abbia optato per girarvi l’ultima e più simbolica sequenza del suo masterpiece, il ricongiungimento di Massimo Decimo Meridio con la propria famiglia nell’Aldilà, quei Campi Elisi che per gli antichi Romani coincidevano con il Paradiso.

nostalghia bagno vignoniLa sua semplicità di borgo – ubicato nel cuore della Val d’Orcia (dal 2004 Patrimonio dell’Umanità UNESCO) non è mai stata alterata in oltre due millenni d’esistenza. Gli studiosi, in particolare l’etruscologo olandese Van Der Meer, sono concordi nell’identificare l’attuale centro di provincia con la vecchia località di Ena, di cui si faceva esplicita menzione nel Liber Linteius Zagabriensis (III-II secolo a.C.).

San Quirico cominciò a ridondare con più frequenza nel Medioevo guadagnandosi sempre più fama grazie essenzialmente alla Via Francigena e alla vantaggiosa posizione geografica.

Il blasone definitivo arrivò in primis nel 1154, data in cui nel territorio si accampò Federico Barbarossa per trattare la propria investitura di imperatore con gli ambasciatori del Pontefice Adriano IV, fatto rievocato ogni anno la terza domenica di giugno con la Festa del Barbarossa in cui si sfidano i 4 quartieri.

Significativi anche gli anni 1167 (elezione a sede di Vicariato Imperiale), 1205 (Dieta dei Rettori della Lega Toscana) e 1228 (Corte Regia di Federico II). Insomma, nel libro di presenze di San Quirico figurano papi, imperatori, relativi eserciti e uomini illustri, che hanno plasmato nel tempo uno delle più interessanti realtà toscane.

al lupo al lupo bagno vignoniI secoli hanno provveduto a erigere, nel nome di autentici geni, dei monumenti addensanti principalmente il nucleo antico, ove spicca su tutti la romanica Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, che si fregia di ben tre portali e un rosone che guardingo osserva con i suoi motivi zoomorfi e vegetali.

Da ammirare all’interno il tesoro costituito dal trittico di Sano di Pietro, il coro ligneo intarsiato da Antonio Barili e, all’esterno, il magnifico giardino all’italiana d’impianto cinquecentesco denominato Horti Leonini. Posto su due distinti livelli, s’agghinda con lunghe aiuole di bosso dall’orientamento geometrico pressoché perfetto. Seguendo le mura, si giunge al Giardino delle Rose.

Reca lievi influssi gotici la Chiesa di San Francesco (conserva essa un’artistica Madonna Annunciata di Andrea Della Robbia nonché una coppia di statue lignee policrome firmate da Francesco di Valdambrino, ovvero l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata) affacciata sulla piazza centrale, mentre un po’ più distaccata è la Chiesa di Santa Maria Assunta, edificio romanico in travertino a navata unica.

Vi sta di fronte l’Ospedale della Scala, un tempo rifugio dei pellegrini. La sua loggia custodisce un pozzo entro la corte che ci svela l’anno della probabile costruzione, il 1543.

L’apparato architettonico di stampo civico è rappresentato da Palazzo Pretorio e soprattutto Palazzo Chigi, fortemente voluto nel ‘600 dal cardinale Flavio Chigi. Oltre a essere un simbolo assoluto dell’abitato – opera di Carlo Fontana – ne è sede municipale.

la scuola più bella del mondo san quirico d'orciaSuperati i confini urbani, ecco stagliarsi la campagna e attrattive speciali come il Parco dei Mulini (con i quattro mulini ipogei dove in passato si macinava il grano), le vasche romane, la Rocca di Vignoni con la sua pieve romanica e Bagno Vignoni, centro termale la cui “piazza d’acqua” non è cosa da vedersi tutti i giorni.

Lo sapeva bene Andreij Tarkovskij, che qui girò alcune sequenze del suo Nostalghia. Nel 1992 un altro film, la commedia Al lupo al lupo di Carlo Verdone, approfittò per immortalare il suggestivo scorcio della piazza. La pellicola più recente, La scuola più bella del mondo (Luca Miniero, 2014) è ambientata proprio a San Quirico.

Oggi le strutture termali annoverano tre efficienti strutture votate al benessere, ovverosia l’Hotel Adler Thermae, l’Albergo Le Terme e l’Albergo Posta Marcucci.

Tornando alla celeberrima scena finale de Il Gladiatore, essa si avvale di un paesaggio quasi onirico, composto da colline, calanchi e quei cipressi che si elevano sullo sfondo conducendo strade campestri fino a vasti querceti, oliveti e vigneti (fonti di grandi vini come il Brunello toscano e il Sangiovese).

Gli affascinanti sentieri della Val d’Orcia attendono di essere percorsi da ciclisti, camminatori e appassionati escursionisti la cui meta, talvolta, arriva a collimare con il più alto vulcano spento d’Italia, l’imponente Monte Amiata.

L’Ufficio Turistico di San Quirico ha da anni predisposto un servizio di prestito e noleggio di e-bike, inoltre la APP Valdorcia consente ai turisti di individuare i migliori itinerari da percorrere al fine di scoprire tutte le principali attrattive, ivi compresa la Cappella di Vitaleta posta fra il borgo e Pienza.

L’avventura e il girovagar per meraviglie mettono fame, e anche in questo caso il paese non si fa trovare impreparato garantendo un ventaglio di perle enogastronomiche favolose, che i ristoranti sono ben felici di proporre nei menù. Siamo nella terra dell’olio extravergine d’oliva DOP “Terre di Siena”, celebrato nel corso di una festa dedicata a dicembre all’oro verde.

Gli eventi proprio non mancano. A fine aprile va in scena l’Orcia Wine Festival, mentre a Bagno Vignoni la Festa della Birra artigianale richiama intenditori e semplici amanti della proteica bevanda. Coltivato sin dal Medioevo, lo zafferano qui ha un sapore unico e persino proprietà curative certificate.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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