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Santa Vittoria d’Alba e il segreto svelato da Robert Crichton

Il segreto di Santa Vittoria non è certamente tra i più famosi lavori di Stanley Kramer – conosciuto per pietre miliari in celluloide come La parete di fango e Indovina chi viene a cena? – ma risulta sicuramente fra i più interessanti. Le basi per la realizzazione del film furono gettate dallo scrittore Robert Crichton che, alla fine della guerra, si recò in visita in Italia apprendendo del curioso episodio narrato nella pellicola, convinto però che fosse avvenuto a Santa Vittoria in Matenano nelle Marche.

santa vittoria d'alba panoramicaIl clamoroso errore s’impresse addirittura nel romanzo che ne scaturì e, per entropia, venne clamorosamente replicato nell’opera cinematografica adattata da Kramer. Quest’ultimo, accortosi dell’ingenuo abbaglio, inserì qualche scena tattica per far comparire marchio e insegna della Cinzano, così da porre rimedio.

La sede delle cantine Cinzano era all’epoca il piccolo paese di Santa Vittoria d’Alba, comune della provincia di Cuneo in Piemonte nonché perla del territorio del Roero. È in realtà qui che la popolazione decise di nascondere astutamente alle milizie tedesche ben un milione di bottiglie di vino, unica ricchezza del luogo, tesoro inestimabile da difendere a qualunque costo.

E se Il segreto di Santa Vittoria non seppe rendere il dovuto omaggio al borgo piemontese, vogliamo farlo noi in un’ottica di turismo lento (slow turism) e cineturismo, perché è nel centro di quest’ameno gioiello che Stanley Kramer avrebbe dovuto dirigere Anthony Quinn, Anna Magnani, Virna Lisi e tutti gli altri attori impegnati nel ricreare una vicenda storica di assoluto rilievo.

Santa Vittoria d’Alba

Come detto, Santa Vittoria d’Alba è un borgo incastonato nell’area delle Langhe e Roero, delimitazione geografica ch’è sinonimo di gastronomia tradizionale rispettosa dei tempi antichi, cultura vitivinicola eccezionale e folklore d’estrazione sabauda. L’abitato, situato su un poggio abbigliato di un verde manto, domina il tratto che separa Alba da Bra. È una tranquilla parentesi di pace entro la quale s’inscrivono nemmeno 3.000 anime.

Cosa vedere: il castello, le chiese e i monumenti

Le case – organizzate in borgate e nuclei abitativi sparsi fra vigneti e noccioleti – contornano il simbolo architettonico che fiero s’erge sullo skyline collinare, vale a dire il vecchio castello con la sua torre merlata medievale. Edificato attorno al 1157 d.C., è stato convertito in complesso turistico castello di santa vittoria d'albaalberghiero, l’Hotel Castello di Santa Vittoria.

Poco più in basso s’innalza il campanile (il ciuché in dialetto locale), sito sul dirupo dominante la valle del fiume Tanaro. Eretta tra il XIV e il XV secolo, è a pianta quadrata, alta ca. 20 metri e provvista di orologio e cella campanaria a tre campane e quattro aperture laterali. A questo monumento fanno compagnia il Turriglio (dal I sec. a.C. testimonia la romanizzazione dell’area), la Chiesa Parrocchiale dell’Assunta (e il suo sontuoso coro ligneo) e la Confraternita di San Francesco, presidio ecclesiale contenente affreschi attribuiti a Giovanni Canavesio.

La Parrocchiale e i suoi tesori

parrocchiale di santa vittoria d'albaLa Parrocchiale risale al 1703, presenta un’aula a pianta rettangolare a navata unica, presbiterio quadrangolare e l’altare maggiore del Santissimo Sacramento in marmo bianco intarsiato. Seguono altri sei altari distribuiti in altrettante cappelle laterali. Tra di esse è nota la Cappella della Madonna del Rosario, custode della pala raffigurante la Madonna col Bambino tra due angeli, San Francesco e Santa Vittoria: un’opera artisticamente pregevole della scuola del Macrino da Alba.

Nel novero dei tesori sono inclusi la tribuna in legno laccato, l’organo dei fratelli Centallo e la settecentesca sacrestia lignea, oltre all’affresco della Vergine Assunta visibile sulla facciata.

La Confraternita di San Francesco

La Confraternita di San Francesco è tenuta in grande considerazione da autoctoni e turisti per un semplice motivo: l’edificio serba all’interno una Passione di Cristo affrescata nel ‘500 e suddivisa lungo un ciclo di oltre 34 metri che corre su tre lati della navata. Poco distante sorge la minuta Chiesa di San Rocco, ricostruzione datata 1792.

La Parrocchia di Santa Paola, i piloni e le fontane

Nella frazione di Cinzano ha sede la Parrocchia di Santa Paola, arricchita da un abside affrescato dal Politi con un imponente “Cristo Risorto” e da sei vetrate istoriate che ritraggono i santi protettori della famiglia Cinzano-Marone cui si deve la costruzione della chiesa. Fiori all’occhiello del censo artistico una Via Crucis in ceramica e oro zecchino realizzata dallo scultore milanese Federico Quattrini e un Crocifisso seicentesco.

Completano il patrimonio ecclesiastico i piloni di Santa Vittoria, Valle e “del plin”, che convivono armoniosamente in una zona dove sono presenti anche le fontane Genevraj e di Valle Spinzo.

Un po’ di storia: le origini romane e gli stabilimenti Cinzano

La storia si evince dal nome del paese, chiamato “Santa Vittoria” per ricordare la battaglia che nel 402 d.C vide prevalere i contingenti romani su quelli del barbaro Alarico, e “d’Alba” perché fu proprio il comune di Alba ad aggiudicarselo dopo una lunga guerra combattuta nel Medioevo contro stabilimenti cinzano cantinela città di Asti. Subentrarono tempo dopo i Visconti di Milano e poi – intorno alla prima metà del ‘600 – Carlo Emanuele I di Savoia.

Anticamera d’accesso a Santa Vittoria è la frazione di Cinzano, laddove all’inizio dell’800 re Carlo Alberto ordinò la costruzione di un sistema di cantine sotterranee: un’opera rimasta incompiuta ma comunque preliminare in qualche modo agli (ex) stabilimenti “Francesco Cinzano & C.” in cui l’imprenditore – già famoso a Torino per il celeberrimo vermouth – avviò nel 1887 la produzione di barolo, barbera e moscato.

Eventi e manifestazioni

In aggiunta all’annuale Festa patronale di Santa Vittoria – che ha luogo la prima settimana di settembre insieme alla Sagra del Moscato – altre manifestazioni danno brio al vivere cittadino. Una di queste è la Saliscendi, passeggiata fra colli, pianure, pendii e boschi, che prevede una tappa per pranzare in compagnia consumando un pasto completo dall’aperitivo al dolce. L’appuntamento è per l’ultima domenica di maggio.

Il secondo fine settimana di giugno, a ridosso dunque dell’inizio dell’estate, è dedicato alla gustosa Sagra degli agnolotti del plin (pasta all’uovo ripiena di carne arrosto), ovverosia una tre giorni di banchetti, musica e balli organizzata dal gruppo Cinzano Eventi per celebrare una tipicità molto amata.

Contemporaneamente ai festeggiamenti si elegge Miss Cinzano. Natale si festeggia con i presepi sparsi della manifestazione Paese Natale nel periodo fra dicembre e gennaio.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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