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Sant’Anna di Stazzema

Eremitico interludio fra le colline della Versilia a 660 metri s.l.m., Sant’Anna fa capolino quale minuscolo villaggio punteggiante il margine meridionale delle scenografiche Alpi Apuane in Toscana. Appendice schiva del comune di Stazzema in provincia di Lucca, ne costituisce placida frazione popolata da sole 30 anime.

Si tratta di un insediamento rurale – accessibile solo percorrendo un fitto sistema di antiche mulattiere oppure la strada panoramica collinare – di appena 17 case sparse, abbracciate dal calore dei monti Gabberi, Rocca, Ornato e Lieto. È una località atipica poiché priva di un vero e proprio centro storico, a eccezione della cinquecentesca Chiesa di Sant’Anna considerata l’unico riferimento incardinato nel nucleo abitato.

L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

vittime eccidio sant'anna di stazzemaSant’Anna di Stazzema, un nome che brucia la coscienza, che avvampa il libro delle tragiche memorie italiane pesando come un macigno sui più funerei ricordi di guerra, la seconda guerra. Già, perché nessuno che ne sia edotto può dimenticare il terribile eccidio del 12 agosto 1944, qualcosa per cui i sinonimi si sprecano senza mai rendere realmente l’idea di quanto successo.

Strage, massacro, genocidio, ecatombe: fu una mattanza lucidamente architettata ed eseguita da quattro reparti delle SS naziste – assistite dalle truppe fasciste – che sopraggiunsero in paese rastrellando in una mezza giornata la popolazione locale. Si trattò di un annientamento premeditato, di un atto terroristico a scopo di sterminio che causò 560 vittime, in maggioranza anziani, bambini e donne.

Dalla fucilazione al rogo, la morte si manifestò anche sottoforma di sventramento, una terribile fine cui andarono incontro autoctone incinte, con i feti presi a mitragliate e infanti infilzati dalle baionette.

Breve storia del borgo

Accantonando quest’agghiacciante capitolo, possiamo stabilire il secolo che vede affondare le reali radici di Sant’Anna, ovverosia il Cinquecento. Il borgo, da allora, ha sempre vissuto di agricoltura e pastorizia, produzione di legna ed estrazioni minerarie, insomma attività dure ma tuttavia emblema della semplicità del vivere filtrata inoltre da una scuola – al contempo pronto soccorso e sala riunioni – atta a supplire alla minimale istruzione domestica.

I monumenti

chiesa di sant'annaSebbene molto piccola, questa isolata frazione diversi spunti di visita apprezzabili. Ci sono monumenti difficilmente descrivibili e molto più idonei a una fruizione diretta in grado di dare la misura del loro effettivo valore.

La Parrocchiale di Sant’Anna

L’intera esistenza di Sant’Anna di Stazzema viene testimoniata dalla sua Parrocchiale, edificio ecclesiastico essenziale, dall’abside quadrangolare e a navata unica, esaltata da pareti affrescate e drappeggiate con un intenso azzurro di stampo ottocentesco.

I nazisti vi appiccarono un incendio distruggendo sia l’archivio storico che l’organo a canne. Dal 2007 la chiesa ha ritrovato lo strumento musicale, l’Organo della Pace realizzato da due musicisti di Stoccarda grazie al patrocinio dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e dal collega tedesco Johannes Rau.

Il Museo Storico della Resistenza

museo della resistenza a sant'annaFu invece Sandro Pertini, in virtù del proprio ruolo di Capo di Stato, a inaugurare nel 1982 il Museo Storico della Resistenza, fondato da Enio Mancini, sopravvissuto all’eccidio.

L’area museale, completamente rinnovato prima nel 2007 e poi nel 2013, conta uno spazio espositivo caratterizzato da un percorso aperto che analizza il legame fra territorio e crimini di guerra. La facciata esterna riporta vividi richiami alle brutture (dis)umane, la lapide con l’ode di Calamandrei a Kesselring e un particolare della spettacolare Guernica di Picasso riprodotto a livello scultoreo.

Il Parco Nazionale della Pace e l’Ossario del Col di Cava

ossario sant'annaDalla Chiesa di Sant’Anna si allunga una Via Crucis lastricata che attraversa il bosco concludendosi laddove la sofferenza ha trovato la propria sacralizzazione, l’Ossario del Col di Cava, cuore del Parco Nazionale della Pace istituito alla fine del 2000. Si configura così un luogo che ben rappresenta l’epicentro di una memoria storica radicata, di un’educazione a largo raggio che ingloba valori assoluti come la pace, la giustizia e il rispetto fra popoli e persone.

scultura ossario di sant'annaIl sentiero che conduce all’Ossario vede susseguirsi diverse opere artistiche in bronzo chiamate a rinvigorire raccoglimento e catarsi prima di aprire alla visione del monumento progettato da Tito Salvadori.

Egli ebbe in mente sin dalla sua ideazione il progetto commemorativo, inaugurato nel 1948 (e cioè quattro anni dopo l’inenarrabile abominio): una torre in pietra a quattro arcate e di altezza pari a 12 metri, al centro della quale si può ammirare la scultura di Vincenzo Gasperetti con i connotati di una madre intenta a stringere fra le braccia la figlia falciata dal fuoco dei carnefici nazifascisti.

Un monumento di tutti ma non per tutti, data l’estrema emotività che esso può e deve suscitare.

Feste tradizionali

Un altro tipo di sentimento pervade le feste tradizionali organizzate per fare aggregazione e mantenere vivo il folklore locale. La Festa patronale di Sant’Anna, celebrata la domenica successiva al 26 luglio, si avvale della partecipazione di cori polifonici che accompagnano la processione della statua insieme alla banda musicale.

La domenica che precede il 12 agosto è invece il giorno della manifestazione Un fiore a Sant’Anna, omaggio sportivo alle vittime dell’eccidio. Vi partecipano podisti e ciclisti, che scalano la collina fino al paese percorrendo le medesime strade calcate dalle milizie assassine nel 1944, per poi concludere l’impresa deponendo un fiore nei pressi dell’Ossario.

Si chiude il 4 dicembre con la Festa di Santa Barbara, convivio ch’è occasione di ritrovo per tutti gli ex minatori del paese.

Gastronomia locale

Gli eventi aprono le porte alla gastronomia, che si arricchisce di perle della terra ormai da secoli sulle tavole delle famiglie, dalle castagne alle pietanze realizzate con la farina di marroni. Compaiono poi il pastinocello, carota spontanea di cui si mangia anche la foglia ma prodotta in quantità esigua, solamente 3-4 quintali l’anno. Una coltura rara quella denominata “carota alla nocciola che cresce sulle Alpi Apuane”.

Abbondano per contro i funghi, in particolare i porcini, estremamente saporiti grazie alla vicinanza al mare. Monnalisa, Desirée e Spunta costituiscono le tre più diffuse tipologie di patata coltivata in loco. Tra i dolci trionfano il castagnaccio e la pasimata, focaccia con l’uva a lievitazione naturale.

Come arrivare a Sant’Anna di Stazzema

spike lee a sant'anna di stazzemaLe asperità del territorio su cui sorge Sant’Anna di Stazzema non consentono un raggiungimento agevole della località. A piedi è possibile usufruire del sentiero CAI n.4 da Valdicastello o da Farnocchia. Requisito fondamentale: essere mediamente allenati come camminatori.

In auto si deve uscire al casello Versilia dall’Autostrada A12 e seguire le indicazioni per Pietrasanta e successivamente per il paese.

Miracolo a Sant’Anna

Sant’Anna di Stazzema è stata location, insieme a Colognora di Pescaglia, del film Miracolo a Sant’Anna, girato da Spike Lee nel 2007 in memoria delle vittime dell’eccidio.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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