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Abbi fede, il secondo film di Giorgio Pasotti sulla speranza di redenzione

giorgio pasotti cinepresa abbi fede9 giugno 2020. Si è svolta oggi da Roma la videoconferenza stampa di Abbi Fede, film diretto e interpretato da Giorgio Pasotti, prodotto da Cannizzo Produzioni, Sigma Film, Greif Produktion, Dinamo Film, Cineworld Roma e Rai Cinema, che sarà visibile in streaming sulla piattaforma RaiPlay a partire da giovedì 11 giugno.

Nel cast presenti anche Claudio Amendola, Robert Palfrader, Gerti Drassel, Aram Kian, Roberto Nobile, Giancarlo Martini, Lorenzo Renzi. Il film è un remake del lungometraggio danese Le mele di Adamo di Anders Thomas Jensen.

Presenti in videoconferenza Giorgio Pasotti e Claudio Amendola. Pasotti racconta di quanto tenga a quest’opera che tratta temi attualissimi come il razzismo, la speranza di redenzione, la difficile e costante lotta tra il bene e il male.

Il regista dice di aver visto il film danese nel 2005 e di essersene innamorato, della sua volontà di mettere in scena la diversità che i fatti di cronaca ormai ci raccontano quotidianamente, come l’ascesa degli estremismi politici, religiosi, in una chiave però più comica e grottesca.

Pasotti, citando infatti l’idea di Ermanno Olmi sull’arte – la quale dovrebbe stimolare una riflessione e un pensiero – ha voluto raccontare quello che accade ogni giorno intorno a noi con intelligenza ma anche con ironia, basti pensare che proprio il suo personaggio è talmente contraddittorio da ricordare nell’aspetto Hitler.

Amendola ha interpretato un neofascista convinto, calandosi nella parte appieno, aumentando il proprio peso forma, rasandosi i capelli ed esponendo il tatuaggio di una croce runica sulla nuca.

L’attore ha raccontato di quanto sia stata dura interpretare un personaggio diametralmente opposto al suo modo di essere, in quanto non crede per niente alla capacità di redenzione di fascisti così radicati, ricordando fatti di cronaca attuali come l’uccisione di George Floyd e la manifestazione al Circo Massimo.

La storia del film ruota intorno a Ivan, un sacerdote molto sfortunato ma con grandissima fede interpretato da Pasotti, e Adamo, duro neofascita assegnato alla comunità di recupero del prete. L’incontro fra i due darà il via a una continua lotta tra la speranza di uno e la durezza dell’altro attraverso scene grottesche, divertenti, ma che non sminuiscono il messaggio importante: la speranza non deve mai mancare, perché esiste per tutti.

Elogiando la grande dignità e la riservatezza che contraddistingue i suoi conterranei, Pasotti ha inoltre dedicato un messaggio di vicinanza e orgoglio riferito alla sua città natale, Bergamo, che ha vissuto un duro colpo durante l’emergenza Coronavirus, in cui sono mancate tantissime persone, e fra queste una sua zia, di cui i suoi cugini non hanno purtroppo saputo nulla fino a tre giorni dopo la sua morte.

La pellicola, seconda prova alla regia per Pasotti, sarà visibile gratuitamente in streaming sulla piattaforma di RaiPlay, grazie al progetto di successo La Rai con il cinema Italiano.

Sara Artuso

Sara Artuso

Mi chiamo Sara, ho 37 anni e sono nata a Torino. Vivo in Liguria, sono sposata e sono una mamma. Dopo gli studi linguistici, ho frequentato vari corsi di formazione, ampliando la mia esperienza nelle pubbliche relazioni e nell'editoria. Mi occupo di digital strategy, creazione di contenuti e pianificazione eventi. Sono un'autrice e traduttrice. Appassionata di cinema, serie tv, libri e molto altro, sono una blogger e ho creato un marchio di oggettistica e illustrazioni.
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