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Le brave ragazze della Andreozzi

brave ragazze conferenza stampaRoma, 3 ottobre 2019. Dopo la sua opera prima, Nove lune e mezza (2017), Michela Andreozzi presenta la sua seconda fatica, Brave ragazze, un film tratto dalla storia vera di quattro donne che, per migliorare le loro vite, strette nell’ambiente soffocante della provincia, decidono di fare una rapina in banca travestite da uomini.

La regista decide dunque di partire da quello che era un semplice trafiletto su un vecchio giornale e di farne una storia, caratterizzata da un sua personale impronta: innanzitutto, sposta l’ambientazione dalla Provenza, dove si sono svolti i fatti reali, e la trasferisce in Italia sullo sfondo di una bellissima Gaeta decidendo di approfondire la vicenda con tematiche oggi molto sentite, come gli abusi, la violenza domestica e la condizione di subalternità della donna in una società patriarcale.

La Andreozzi afferma: “Sono felice, perché questo è un film che nasce tantissimi anni fa. Tutto è cominciato con un ritaglio di giornale che riportava l’intervista a una delle rapinatrici, la quale si raccontava e spiegava cosa le era rimasto di quella esperienza.

cast brave ragazze a romaA questo episodio era legata una serie di aneddoti incredibili, ma ciò che mi aveva colpito di più era il fatto che le quattro rapinatrici avessero deciso di cavalcare lo stereotipo de ‘Le donne non fanno queste cose’ , travestendosi da uomini ed essendo sicure, quindi, di non essere scoperte. Mi hanno affascinato queste donne che hanno lottato per la loro realizzazione personale, pur facendo una cosa sbagliatissima“.

Si mostra felice in mezzo ai suoi attori, che sembrano quasi una famiglia per la complicità con cui si parlano e scherzano, evocando episodi divertenti avvenuti sul set. Aggiunge poi: “La prima stesura della sceneggiatura l’abbiamo scritta io e Alberto Manni per noi, senza alcun intento di realizzazione.

Ancora non avevo debuttato alla regia e si trattava di dare alla luce un film complesso dal punto di vista produttivo, specialmente come opera prima: allora non c’era tutto l’interesse che c’è oggi nei confronti del femminile. Insomma, c’era solo da capire in quale occhio mi sarebbe andata la polvere.

luca argenteroIl discorso verte conseguentemente sulla scelta del cast e delle ‘sue ragazze’ in particolare: “Le ho scelte perché le ho viste nella mia testa mentre scrivevo, ed erano loro. Mi sono innamorata in modi diversi di ciascuna di loro e le ho scelte per il loro temperamento, le caratteristiche che si sposano perfettamente con i personaggi che interpretano.

Con Massimiliano (Vado) è stato facile lavorare, perché siamo sposati ed è stato divertente dirigerlo. Invece a Luca (Argentero) sono legata da tempo e la positività che mi trasmette si sposa benissimo con il suo ruolo, di uomo che si mette a disposizione di una donna ed è in grado di apprezzarla, indipendentemente dall’estrazione sociale e dai pregiudizi che potrebbe portare con sé “.

Ambra Angiolini, che nel film interpreta Anna, madre single costretta a mille sacrifici per crescere i suoi figli, ci racconta il proprio personaggio: “Anna è una donna che rigetta tutto ciò che la società si aspetterebbe da una madre, facendo dei figli con un uomo che la abbandona e decidendo di rifiutare ogni compromesso, sostenendo la famiglia da sola. Vorrebbe una vita fiabesca ma è consapevole dei problemi reali e non racconta storie a lieto fine né a se stessa né ai figli: costruisce la sua fiaba giorno per giorno, contando solo sulle proprie forze e sull’aiuto di tre amiche speciali.”

Si tratta senza dubbio di personaggi forti, ricchi di sfaccettature, che hanno consentito alle attrici di mettersi in gioco. Ilenia Pastorelli dice: “Ho amato il personaggio di Chicca perché è molto diverso quello che interpreto di solito: sono sempre ‘la fidanzata di’, o ‘l’amica di’. Insomma, sono sempre subordinata a una figura maschile, mentre in questo caso ho potuto emanciparmi ed interpretare il ruolo di una donna indipendente, che indaga su se stessa ed è in continuo cambiamento.

Serena Rossi, invece, interpreta Maria,Una donna devota, votata alla famiglia che aspetta solo che rimanga incinta, alla Chiesa, a un marito violento. Ma grazie all’amicizia riuscirà a capire ciò che vuole davvero e a cercare la sua libertà con ogni mezzo. L’ho amata molto.

Silvia D’Amico preferisce parlare del gruppo, sostenendo che “funziona proprio grazie alle nostre diversità e acquisisce forza unendo i nostri punti migliori, ma anche i punti deboli.

Tuttavia questo film non parla solo di femminismo: “Io vedo un film gentile” – dice Ambra Angiolini – “perché, al di là del femminismo e degli anni Ottanta, vuole raccontarci come dovremmo essere nel 2020, invitandoci alla gentilezza e al non giudizio.

Giulia Losi

Giulia Losi

Giulia Losi è nata a Monza il 3 ottobre 1993. Ha frequentato l’Università degli Studi di Milano e si è laureata in Scienze dei Beni Culturali. Nel 2016 si è trasferita a Roma e ha frequentato la facoltà di Teatro, Cinema, Danza e Arti digitali alla Sapienza, dove ha conseguito la laurea specialistica. Grande appassionata di cinema, collabora attivamente con alcune testate cinematografiche, come Opere Prime e ha curato la rubrica radiofonica “Francamente me ne infischio” per Radio Base. Frequenta, inoltre, un corso di recitazione professionale.
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