- Cortometraggi

Il viaggio nella luna

il viaggio nella luna locandinaTitolo originale: Le voyage dans la lune

Regia: Georges Méliès

Cast: Georges Méliès, Bleuette Bernon, Victor André

Produzione: Francia 1902

Genere: Fantascienza

Durata: 15 minuti

Trailer

 

razzo  nella luna  razzo nell'occhio della luna

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastellastella

 

Trama

Un gruppo di scienziati parte con un razzo alla volta della luna. Giunti sul satellite, entrano in contatto con gli abitanti, piuttosto ostili, tanto che si vedono costretti alla celere fuga. Il viaggio, però, è compiuto con successo e, tornati sulla Terra, i luminari vengono acclamati come degli eroi.

Recensione

Dopo i rivelatori corti comici spartiacque dei fratelli Lumière, padri fondatori della Settima Arte, Georges Mélies osa superare i limiti contemporanei della celluloide, sintetizzando in un film meraviglioso e profetico anni di studio, costituiti da oltre cento pellicole nelle quali stupiscono le sue mirabolanti fantasmagorie (gli intramontabili effetti speciali propri del regista).

Facendo seguito a ben 25 anni di illusionismo praticato nel teatro francese, il cineasta apre ai neofiti la valigia dei sogni, concentrando nel primo assoluto capolavoro della fantascienza i più strani e affascinanti trucchi della prestidigitazione e manipolazione fattesi tecnica. La macchina da presa immortala, così, una perla d’atavismo umano, vale a dire la brama di raggiungere l’occhio illuminato del cielo, la Luna.

L’immaginazione di Méliès abbraccia fantasie e desideri di una collettività tremendamente ancorata al presente e al reale, portando di fatto la sopita e radicata natura fantastica dell’individuo oltre le barriere della vista. I luminari che compaiono nella prima inquadratura (il consesso del memorabile prologo) rappresentano le menti vogliose di conoscenza, unite in un viaggio dalle sorti incerte ma dall’obiettivo chiaro e indiscutibile: l’esplorazione e il prolungamento di sé in un’altra dimensione spazio-temporale.

Allegoria e metafora allo stesso tempo, Il viaggio nella luna vuole intenzionalmente ignorare concetti fisici e filosofici (il razzo trascinato a braccia, gli scienziati senza tuta spaziale, la presenza di gravità sulla Luna), troppo costrittivi e in disaccordo con la lungimiranza promulgata da Méliès, seguace dell’irreale e dell’intangibile, introducendo i codici e subcodici matrice necessari per il prosieguo del genere. Ne conseguono una scenografia tutta improntata sull’arte figurativa e un apparato costumistico impostato sulla maschera e il camuffamento d’immedesimazione, con numerosi riferimenti ai miti greci delle ninfe e delle nereidi.

Sotto il profilo tecnico, Méliès lavora direttamente sulla striscia di pellicola, operando artigianalmente l’effetto montaggio alla base della propria arte di stupire. Dulcis in fundo, ecco anche la versione a colori del suo masterpiece, realizzata fotogramma per fotogramma e a mano, un’opera da considerarsi ancora oggi titanica.

Curiosità

Allora il film impiegò un budget complessivo di 10.000 franchi, una cifra astronomica per l’epoca.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *