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Gli sfiorati

Scritto da Fabio Fodaro   
Mercoledì 29 Febbraio 2012 10:04

sfioratiTitolo originale: Gli sfiorati

Regia: Matteo Rovere

Cast: Andrea Bosca, Claudio Santamaria, Miriam Giovanelli

Musiche: Andrea Farri

Produzione: Italia 2011sfiorati1

Genere: Drammatico

Durata: 110 minuti

Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: sfiorati3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Méte (Andrea Bosca), grafologo per “mestiere”, benestante di “professione”, all'improvviso si vede imporre dal padre Sergio (Massimo Popolizio) una coinquilina disordinata, amante del comodo “desabillè” domestico, armata di sigaretta, divano e televisore, che preferisce stare alla larga dal mondo fuori dalle mura di casa e rintanarsi dalla luce naturale porgendosi a quella bluastra del tubo catodico. Belinda (Miriam Giovanelli) entra nella vita di Méte destabilizzandone così la normale quotidianità.

Recensione

Il regista Matteo Rovere, al suo secondo lungometraggio, si misura con l'amore “proibito” che nasce tra fratello e sorella, al centro dell'omonimo romanzo di Sandro Veronesi e ambientato nel terzo millennio (diversamente dal libro che è collocato negli anni ottanta). Lo stato d'animo profondo dell'innamoramento incestuoso è un “tabù” che crolla nel momento in cui lo “sfiorato” Méte trova la chiave di lettura giusta per Belinda, anch'essa “sfiorata”. Lo status di “sfiorato”, spiegato dal grafologo Bruno (Claudio Santamaria), amico e collega di lavoro del protagonista che della sua professione non fa solo una passione ma mezzo di sostentamento, descrive i sintomi degli individui che si trovano in questa particolare classificazione: «Sono quelli che sembrano sempre lontani, distratti. Sai, quando sei davanti a qualcuno e ti domandi “mi starà ascoltando? Mi ama? Ma ha capito?”». Queste domande sono probabilmente quelle che Méte si pone, forse non consciamente, ma che trovano una via d'uscita proprio quando l'amico illustra la sua teoria: «Ecco quando non hai una risposta per tutte queste domande probabilmente sei davanti a uno sfiorato. Gli sfiorati possono attraversare delle cose meravigliose o, anche, cose terribili, cose che magari gli altri magari nemmeno vedono, [...] qui siamo in un altro mondo»I personaggi di questo film hanno tutti qualcosa da rincorrere, delle necessità da soddisfare, delle esperienze da condividere o da vivere fino in fondo: come, per l'appunto, Méte e Belinda; oppure Bruno nelle sue recenti “questioni di corna” con la moglie che lo tradiva da più di un anno con un altro uomo, la difficile mediazione tra il lavoro e i problemi economici, la figlia di cui vorrebbe ottenere l'affidamento e la ricerca di una casa che non sia l'ufficio; o Damiano (Michele Riondino), ossessionato dal sesso e che mostra una naturale noncuranza dei rapporti umani mettendo sempre in prima linea i suoi interessi “particolari”; o ancora il personaggio interpretato da Asia Argento, nel ruolo di Beatrice Plana, ci descrive una figura che vive la Roma dei “salotti”, delle discoteche, che però invece vorrebbe qualcos'altro che la notte delle feste non le può dare. La Città Eterna sembra stazionare in un limbo nel quale il traffico, i mezzi pubblici affollati, la caoticità e altre caratteristiche imprescindibili di questo luogo dell'“antica attualità”, sono, invece, state rimosse dalle immagini che passando attraverso l'obiettivo di Rovere si proiettano sullo schermo: la bicicletta del protagonista può correre indisturbata sui sanpietrini e gli autobus sono inverosimilmente puliti e con poche persone a bordo. Temporalmente parlando, le vicende raccontate sono “locate” in una Roma semplicemente “sfiorata”.

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Matteo Rovere è l'autore del cortometraggio Homo Homini Lupus, che ha ottenuto numerosi premi tra i quali il prestigioso Nastro d'Argento

 
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