In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

Piccole bugie tra amici

Scritto da Lorena Porcu   
Martedì 27 Marzo 2012 14:13

 bugieTitolo originale: Les petits mouchoirs

Regia: Guillaume Canet

Cast: Francois Cluzet, Marion Cotillard, Jean Dujardin

Musiche: Jean Goudier

Produzione: Francia 2010bugie1

Genere: Commedia

Durata: 154 minuti

Trailer

bugie2

 

 

Regia:

Interpretazione:  bugie3

Sceneggiatura:

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Dieci amici, dieci vite che s'intrecciano tra accordi e disaccordi, divertimenti e incomprensioni. Poco prima dell'usuale partenza collettiva alla villa di Cap Ferret, per trascorrere le vacanze estive, Ludo (Jean Dujardin) ha un incidente dopo una notte di eccessi in un locale. Nonostante il tragico episodio, gli altri non rinunceranno alla partenza. Il loro atteggiamento egoistico li catapulterà a fronteggiare segreti e bugie, che fino ad allora avevano cercato di reprimere.

Recensione

Il terzo lavoro di Canet è una commedia ben diretta e che inizia a definire una poetica stilistica di questo giovane e promettente regista. Ben calibrato, nonostante la durata molto lunga (154 minuti), la visione è come un battito di ciglia: appena iniziata, è già finita. Una commedia tra amici riuscita, che trae ispirazione da Cassavetes, Sautet, ma soprattuto Il grande freddo di Kasdan. La regia è curatissima: dal piano-sequenza iniziale dell'incidente al montaggio sonoro, il linguaggio cinematografico è al completo servizio dei personaggi e della messa in scena; gli elementi si fondono perfettamente, delineando il talento tecnico di Canet (che si è occupato personalmente anche del montaggio, e non solo). La sceneggiatura vive attraverso gli attori spontaneamente, piacevolmente, ansiosamente e dolorosamente, merito di una direzione registica attenta e oculata. Il concept narrativo prende forma senza fatica: ogni singolo membro della compagnia fa rivivere una caratterialità specifica, facendo intuire allo spettatore un mondo intero al di là di ogni singolo personaggio. C'è il ristoratore ossessionato dall'opulenza e la moglie bio-dipendente (Francois Cluzet e Valérie Bonneton) , l'antropologa libertina (Marion Cotillard), il fisioterapista omosessuale (Benoit Magimel) e la moglie repressa sessualmente (Pascale Arbillot), l'attore sciupafemmine (Gilles Lellouche) e la sua compagna inconsapevole (Louise Monot), l'ex fidanzato (Laurent Lafitte) ossessionato dal riconquistare l'ex fidanzata (Anne Marivin), e infine lo scapolo dedito ai vizi (Jean Dujardin). Ognuno di loro ha un segreto, una bugia, inconfessabili. Ma di fronte alla tragedia che li colpirà, ciascuno dovrà farvi i conti. Come una penna che scrive su un foglio di carta, si rompe e l'inchiostro annerisce ogni parola: ciascuno deve fare i conti con se stesso, accartocciare il foglio e riscrivere un nuovo percorso, positivamente o negativamente, illuminati dal ruolo-guida dell'amico comune Jean-Louis, magistrale interpretazione di un attore "della strada" per usare una definizione neorealista (Joel Dupuch è infatti un coltivatore di ostriche come il personaggio interpretato, caro amico di Canet). La splendida colonna sonora (brani variegati stilisticamente, da David Bowie a Ben Harper, passando per Janis Joplin), commenta empaticamente ogni evento, traducendo la dimensione sonora delle inquadrature da on ad over. Insomma, l'abilità è la capacità di questo astro nascente del firmamento cinematografico francese risiedono nell'aver saputo parlare di maturità e immaturità della nuova generazione di adulti con sobrietà ed ironia: una lezione da apprendere (sfortunatamente) per un certo tipo di cinema italiano.

bugie4

Jean Dujardin e Guillame Canet erano compagni di scuola, sia all'asilo, sia alle scuole elementari

 
© 2018 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Martedì, 20.02.2018
T O P