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Gli infedeli

Scritto da Beatrice Ratto   
Venerdì 04 Maggio 2012 13:46

infedeli1Titolo originale: Les Infideles

Regia: Emmanuelle Bercot, Fred Cavayé, Alexandre Courtes, Jean Dujardin, Michel Hazanavicius, Eric Lartigau, Gille Lellouche

Cast: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Guillaume Canet

Produzione: Francia 2012infedeli1

Genere: Commedia

Durata: 109 minuti

Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: infedeli3

Giudizio:

 

Trama

L'infedeltà maschile e le sue differenti declinazioni presentata dall'occhio attento di sette differenti registi.

Recensione

Una commedia insolita e decisamente irriverente quella che ci propongono Jean Dujardin, premio Oscar per The Artist, e Gilles Lellouche, divisa in sette piccoli cortometraggi diretti da altrettanti celebri registi francesi, tra i quali non può che spiccare il nome del premio Oscar Michael Hazanavicius. In ogni episodio i due attori interpretano un personaggio differente alle prese con una diversa impresa fedifraga. Troviamo Fred e Greg, due gigioni perditempo e traditori incalliti, Olivier, un uomo innamorato che confessa il suo unico tradimento alla moglie, François e Bernard, membri degli infedeli anonimi, Laurent, imbranato che non riesce a tradire la moglie e Eric, uomo di mezz'età innamorato di una giovane universitaria. I due attori si destreggiano abilmente tra le diverse personalità interpretate dimostrando buone doti attoriali, in particolar modo Dujardin che anche in una commedia come questa dimostra di aver meritato tutti i riconoscimenti ricevuti quest'anno per la sua magistrale interpretazione nel ruolo di George Valentin. Questo però non è abbastanza per salvare un film che spesso annoia e raramente risulta innovativo. Infatti è chiara l'impronta della commedia italiana a episodi degli anni '50-'60, in cui usi e costumi del nostro Paese diventavano lo snodo per le tante narrazioni. Un ritardo di mezzo secolo che ci porta a chiederci se veramente gli uomini d'oltralpe (e non solo) sono davvero così maschilisti, fallocentrici e narcisisti. Il vantaggio di questa scelta di genere permette sì di scandagliare il tema dell'infedeltà da molteplici angolature che mettono in evidenza le differenze di età, ceto sociale e carattere, ma al contempo non permette mai di andare a fondo nell'esame dei personaggi e delle loro storie. Questo si nota soprattutto negli sketch meno riusciti che risultano lenti e zoppicanti, privi dell'appropriata profondità. Gli unici episodi salvabili risultano essere quelli di Michel Hazanavicius, Emanuelle Bercot e Alexadre Courtès, gli unici in cui sono presenti figure femminili in grado di tenere a freno il testosterone dei protagonisti. La continua volontà di Dujardin e Lellouche di rimbalzare dalla riflessione alla comicità è da considerarsi uno dei pochi pregi, ma anche uno dei maggiori difetti della pellicola. Il continuo cambio di tono, infatti, compromette l'unità dell'opera, che risulta estremamente frammentaria. Qualche risata scappa, ma la pellicola non riesce a divertire davvero lo spettatore. Questo la condanna a essere una commedia riuscita solo a tratti che interrompe l'ottima scia di meritato successo iniziata con Giù al Nord e proseguita con Quasi Amici e Il mio migliore incubo. Meno brillante, meno furbo e purtroppo più italiano.

infedeli4

Il film riserva numerose scene ad alto contenuto erotico

 
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