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Bella addormentata

Scritto da Simonetta Gallucci   
Lunedì 10 Settembre 2012 13:21

addormentataTitolo originale: Bella addormentata

Regia: Marco Bellocchio

Cast: Toni Servillo, Alba Rohrwacher, Isabelle Huppert

Musiche: Carlo Crivelli

Produzione: Italia 2012addormentata1

Genere: Drammatico

Durata: 110 minuti

Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: addormentata3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Febbraio 2009. Mentre l’opinione pubblica e quella politica si spaccano sul “caso Englaro”, imperversando su tutti i media, quattro vicende private si dipanano per loro conto, intersecandosi quasi accidentalmente con quella che monopolizza l’attenzione nazionale. Uliano Beffardi (Toni Servillo), senatore del Popolo delle Libertà, deve scegliere se seguire le linee di partito o la sua morale, mentre sua figlia Maria (Alba Rohrwacher) manifesta in piazza con il Movimento per la vita. Roberto (Michele Riondino) e suo fratello (Fabrizio Falco), affetto da disturbo bipolare e tendente all’aggressività,  si schierano invece con il fronte laico. Il dottor Pallido (Pier Giorgio Bellocchio) cerca di convincere la tossicodipendente Rossa (Maya Sansa) che il suicidio non è una soluzione. Altrove una famosa attrice (Isabelle Huppert) si vota all’assistenza della figlia in coma irreversibile, rinunciando a carriera e affetti.

Recensione

Non un film “sul” caso Englaro ma “a proposito del”, come se la vicenda di Eluana fornisse uno spunto a Bellocchio per interrogarsi sulla vita e la morte, attraverso le quattro storie principali, in cui niente è come sembra inizialmente. Un Toni Servillo (Uliano Beffardi) come sempre da antologia è in bilico tra l’aderenza alle linee di partito e l’onestà con se stesso e i propri valori; ricordando la tragica morte della moglie e l’incrinarsi del rapporto con la figlia Maria, si chiede quanto ancora ci sia da perdere nel confessare la sua scomoda verità. Maria, dimessa e quasi anonima figlia di Beffardi, tanto in contrasto con le immagini dei rampolli sulle riviste patinate, scopre le vertigini dell’amore e della perdita, in una passione che si accende e sfuma nel giro di due giorni. Roberto, miccia del fuoco di Maria, giustifica se stesso e le sue paure usando suo fratello come scudo, o forse come capro espiatorio. Rossa vuole arrendersi cercando il suicidio, o forse semplicemente un salvatore. Pallido, rude nei modi, solitario nell’intimo, ha infinitamente a cuore la sua professione di medico, o molto più banalmente ha bisogno di qualcuno da accudire. E, lontano, un’attrice di teatro pare abdicare la carriera per accudire la figlia in coma irreversibile, o forse sta mettendo in scena il suo dramma familiare in un’ennesima prova di recitazione, tradita solo dalla vanità che spunta nelle occhiate fugaci lanciate in direzione degli specchi. Nessuna vicenda vede una fine: così come vengono catturate dalla cinepresa quando già avviate, le storie si sospendono a un passo dalla loro naturale conclusione, lasciando aperto un ventaglio di azioni e reazioni che lo spettatore può solo supporre e che restano intrappolate nei confini delle immagini di repertorio magnificamente assemblate sulla storia di Eluana Englaro. In sostanza, Bellocchio non fornisce alcuna risposta bensì mette in discussione, fa insorgere dilemmi, dubbi e riflessioni. Un film da vedere… forse.

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Il film è stato interamente girato a Udine

 
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