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La nave dolce

Scritto da Simonetta Gallucci   
Domenica 18 Novembre 2012 10:09

nave dolceTitolo originale: La nave dolce

Regia: Daniele Vicari

Cast: Kledi Kadiu, Eva Karafili, Halim Milaqi

Produzione: Italia 2012nave dolce1

Genere: Documentario

Durata: 90 minuti

Trailer

 

nave dolce2

 

Regia: 

Interpretazione: 

Sceneggiatura: 

Musica: nave dolce3

Giudizio: 

 

Trama

7 agosto 1991. La nave Vlora, di ritorno da Cuba carica di diecimila tonnellate di zucchero, attracca al porto di Durazzo. Durante le operazioni di scarico, però, viene letteralmente presa d'assalto da circa ventimila albanesi, donne, uomini e bambini che costringono il capitano della nave Halim Milaqi a ripartire alla volta dell'Italia. L'8 agosto 1991 la nave giungerà al porto di Bari, carica di grandi speranze. Purtroppo, poco dopo, la gran parte di coloro che avevano affrontato la traversata verso la 'terra promessa' verranno rimpatriati.

Recensione

Dopo il successo di Diaz, Vicari realizza un'altra ottima opera, che gli è valsa il premio Pasinetti come miglior documentario alla Mostra d'arte cinematografica internazionale di Venezia 2012. Come il regista stesso afferma, La nave dolce è un'epopea popolare ma, si potrebbe aggiungere, anche il segno di un Paese, l'Italia, che cambia radicalmente, passando da popolo di emigrati a Paese per immigrati. L'Albania si nutriva delle immagini televisive italiane come nettare, vedendo nel nostro Paese un miraggio di benessere. Per questo, alla notizia di apertura del porto di Durazzo, circa ventimila persone non hanno esitato a imbarcarsi, per poter finalmente raggiungere la loro "sorella maggiore". Nonostante la Vlora si stagliasse all'orizzonte come un formicaio brulicante, come un ammasso di corpi afflitti e sconfitti, quello era un carico di speranze e di timidi sorrisi. Di qui la doppia valenza del titolo La nave dolce: una nave di zucchero e sogni. L'Italia in generale restò spiazzata da questo incredibile avvenimento. Lo straniero faceva paura, costringeva i figli a non uscire di casa, le mogli a spiare dietro le tendine. Ovvio, su ventimila persone non tutti potevano essere buoni, ma è altrettanto certo che non tutti fossero dei criminali. L'atteggiamento italiano, però, tradì l'impreparazione sia ad accogliere che a considerarsi un Paese in cui il benessere regna sovrano. Dopo aver chiuso come bestiame gli immigrati nello stadio, le autorità decisero di rimpatriare tutti come ospiti non graditi; qualcuno riuscì a fuggire, altri tentarono ancora la traversata, molti rimasero delusi e sconfitti. Tutto questo viene raccontato con semplicità e grazia da chi quest'esperienza l'ha vissuta. Poco importa che tra questi ci sia il Kledi Kadiu reso famoso da Maria de Filippi, perché rappresenta soltanto "uno che ce l'ha fatta" e non il celebre ballerino. Vicari racchiude questo pensiero nella decisione di non etichettare i nomi dei testimoni con l'attuale professione. Kleidi è alla stregua di Eva, Alì o Robert: semplicemente persone che oggi si sono ricostruiti una vita ma non hanno dimenticato quel viaggio senza viveri e senza acqua che li ha condotti fin qui. La storia recente, così vicina eppure così dimenticata, viene riportata in prima pagina con un documentario che potrebbe sostituire alcune pagine dei libri di storia per la chiarezza narrativa e l'oggettività con cui le vicende vengono esposte. Vicari si conferma un fine cantore dei nostri giorni.

nave dolce4

La nave Vlora porta il nome albanese della città di Valona

 
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