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Viva la libertà

Scritto da Francesca Polici   
Venerdì 22 Febbraio 2013 12:07

viva la libertàTitolo originale: Viva la libertà

Regia: Roberto Andò

Cast: Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi

Musiche: Marco Betta

Produzione: Italia, 2013viva la libertà1

Genere: Drammatico

Durata: 94 minuti

Trailer

viva la libertà2

 

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: viva la libertà3

Giudizio:

 

Trama

Enrico Olivieri (Toni Servillo), segretario del principale partito d'opposizione del governo, sprofonda in una crisi interiore. In seguito a una contestazione di una donna, al congresso del partito, decide di fuggire per prendersi un po' di tempo e riflettere. Andrea (Valerio Mastandrea), suo amico e stretto collaboratore, per evitare scandali pubblici decide di rivolgersi al fratello gemello di Enrico, appena uscito da una clinica psichiatrica. Quest'ultimo accetterà di prendere il posto del segretario durante la sua assenza.

Recensione

Vincitore del Premio Campiello, Il trono vuoto arriva sul grande schermo. Uno straordinario Roberto Andò mette a nudo con estrema destrezza uno sfondo politico di un'Italia divisa e stanca, in bilico fra speranza e disillusione. Distante dal cinedirigenzialismo provocatorio e “rivoluzionario”, la pellicola rivela però nell'interpretazione attoriale delle assonanze con il protagonista indiscusso del cinema politico italiano, Gian Maria Volontè. Privo di alcun intento moralista e istruttivo, Viva la libertà offre uno sguardo riflessivo sullo scenario politico italiano. La storia del fallimento di Enrico Olivieri ricorda con verosimiglianza il fallimento del centro sinistra di Walter Veltroni, rappresentante di un progetto politico in cui furono riposte innumerevoli speranze, deluse poi da quella parte politica che si è lasciata corrompere dalla frenesia e dall'isteria sociale. Attraverso l'escamotage narrativo del fratello gemello, Andò mostra come, ripartendo dalla cultura e dall'essenza più primordiale della politica, si possa uscire da quel baratro nero il cui fondo pare essere sempre più profondo. Con le poesie di Brecht e l'eredità storica di Enrico Berlinguer, la Sinistra può tornare nelle piazze, fra la gente comune, facendo rinascere in essa quel sentimento passionale verso la politica. Politica, nel senso più antico e vero del termine: “occuparsi della cosa pubblica”, mostrandone soprattutto ai giovani l'aspetto più meraviglioso, con il fascino che solo l'essenza, l'amore e la verità possono restituire. Andò mostra senza giudicare il lato più umano di quella classe dirigente che ha ormai perduto ogni contatto con la sua “base”: il popolo. In un periodo storico alquanto delicato, in cui i cittadini si mostrano sempre più indifferenti e distanti da una politica becera e qualunquista, il film acquista una valenza sociale rilevante. Pare quasi si voglia suggerire a coloro che hanno fallito nel progetto di ripartire dalla cultura e dal contatto umano, donando dignità a un Paese che l'ha ormai perduta. Una pellicola che restituisce un barlume di luce e speranza a quel popolo reso cieco dall'indifferenza e la disillusione.

viva la libertà4

La poesia recitata da Giovanni Ernani nel film è di Bertold Brecht: “A chi esita”

 
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