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Gigolò per caso

Scritto da Federico Castelnovo   
Martedì 08 Aprile 2014 19:48

gigolò per casoTitolo originale: Fading Gigolò

Regia: John Turturro

Cast: John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone

Musiche: Abraham Laboriel e Bill Maxwell

Produzione: USA 2014gigolò per caso1

Genere: Commedia

Durata: 98 minuti

   Trailer

gigolò per caso2

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: gigolò per caso3

Giudizio:

 

Trama

Fioravante (John Turturro) e Murray (Woody Allen), due amici per la pelle in condizioni economiche precarie, per sbarcare il lunario decidono di cimentarsi con il mestiere più antico del mondo. L’uno nei panni di un gigolò, l’altro nel ruolo di manager. Con il nome d’arte Virgil, Fioravante si destreggia tra un ménage a trois con due avvenenti signore alla ricerca di emozioni forti e gli incontri ben più casti con Avigal (Vanessa Paradis), vedova di un rispettato Rabbino, rimasta sola con i figli, i ricordi di una vita vissuta nel mondo chiuso della comunità chassidica e un disperato bisogno di scoprire cose nuove. Mentre Fioravante viene messo in crisi dai sentimenti che quest’ultima suscita in lui, Bongo (pseudonimo di Murray) scopre che non è poi così facile essere un protettore.

Recensione

Turturro si rivela un cuoco sopraffino, capace di attingere alla tradizione alleniana con intelligenza e talento. Con questa commedia si è cucinato un film per sé, seguendo il suo gusto, istintivamente. E in fondo che male c’è? Tutte le migliori ricette sono questioni personali, e quando sono fatte sinceramente, col cuore, non possono che meravigliare. A dire il vero si sente tutta la mano del vecchio evergreen Woody Allen, dalla sceneggiatura alla recitazione, dalla primissima scena, in cui viene esplicitato subito tutto il plot del film. Un’immersione nel racconto istantanea, irresistibile, stupenda, il magico tocco di tanti film alleniani. In fondo Turturro l’ha sceneggiato già pensando a lui, e molte delle battute sono scritte proprio per permettere al maestro di esprimere tutta la sua genialità attoriale. La pellicola è costituita da una serie di dialoghi assolutamente brillanti, acuti, cinici, costellati da battute esilaranti. Il regista, insomma, ha pescato a piene mani dagli stilemi e dalle situazioni alleniani, infarcendole però con un tocco latino e italoamericano (si pensi a quasi tutta la colonna sonora) fino a plasmare l’opera in maniera molto personale e compiuta. Un lavoro artigianale davvero di ottima rifinitura. Una nota va spesa anche per encomiare la fotografia, curata dal sempre più bravo Marco Pontecorvo, figlio del grande Gillo: luci e tagli visivi azzeccatissimi ci immergono completamente in una New York primaverile, soleggiata, quasi senza tempo. Materializza una sensazione assolutamente inedita della città, senza sconfinare però nel teatrale o nel surreale. Colori caldi, ombre morbide ma non sfumate, e un cielo di un bellissimo bianco panna fanno il resto, tanto da cogliere numerose analogie con il memorabile Basta che funzioni (Woody Allen, 2009). Nel complesso ne risulta quindi un film delizioso, ricco di spunti interessanti e pervaso da un costante buon gusto. C’è dell’arte, ci sono molti talenti, dove però niente e nessuno adombra il resto. Basta che funzioni? No, qui funziona proprio tutto alla perfezione.

gigolò per caso4

La maestria italiana concorre, oltre che per la fotografia, pure con il montaggio di Simona Paggi, anch’essa ormai molto apprezzata negli States

 
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