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Alita – Angelo della battaglia

alita - angelo della battaglia locandinaTitolo originale: Alita: Battle Angel

Regia: Robert Rodriguez

Cast: Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly

Musiche: Junkie XL

Produzione: USA 2018

Genere: Fantascienza

Durata: 120 minuti

logo 20th century fox   Trailer

costruire alita  alita e hugo  alita e hugo osservano zalem

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Nel 2563 e a seguito di una feroce battaglia fra umani e Marziani, la società conta due grandi agglomerati urbani, ovvero Zalem, la città sospesa in cui tutti vorrebbero vivere, e Iron City, laddove le persone si trovano costrette ai lavori più umilianti in un contesto di violenza e povertà.

Lo stimato dottor Dyson Ido (Christoph Waltz), in cerca di protesi meccaniche per il suo ambulatorio, trova la testa di un cyborg il cui cervello è rimasto miracolosamente funzionante. Unendola a un corpo bionico progettato per la figlia defunta, Ido restituisce alla vita Alita (Rosa Salazar), che nulla ricorda del proprio passato ma si dimostra abilissima nella lotta corpo a corpo e nell’uso di qualunque arma.

Recensione

Nel 1990 l’illustratore Yukito Kishiro creò il personaggio di Alita, protagonista di un manga destinato a diventare anni dopo la base di una sceneggiatura di 186 pagine redatte da James Cameron.

Anni dopo è oggi e l’opera nipponica trasposta in terra statunitense può finalmente stupire entro i codici cyberpunk di Alita – Angelo della Battaglia, spettacolare pellicola che fonde le care riprese dal vivo con la CGI (Computer Generated Imagery) avvalendosi del Fusion Camera System, della Simulcam e del Facial Motion Capture attraverso la quale Rosa Salazar si trasforma in Alita, Jackie Earle Haley nel mostruoso Grewishka e Michelle Rodriguez in Gelda.

150 milioni di dollari di budget, Cameron in produzione e Robert Rodriguez al timone di regia: il risultato di questa eccezionale coesistenza di addetti ai lavori è sotto gli occhi di tutti, un film che ha ereditato tutta l’esperienza finora accumulata in termini di effetti speciali visivi e sonori da una Settima Arte sempre più competitiva, immersiva e sprezzante dei limiti.

Con Alita si è andati oltre qualunque concezione finora immaginata, merito di un colossal che ha praticamente spianato la strada agli emuli del genere, quell’Avatar pronto a replicarsi in un prossimo franchise attesissimo e dalla lunghissima gestazione al pari del film di Rodriguez, in ballo dal 2000 e realizzato soltanto negli ultimi due anni, pre e post-produzione comprese.

Nella distopia l’eroina di Kishiro acquisisce piena ragion d’essere e progressiva consapevolezza di un’identità che sembrava perduta per sempre fra i rottami vomitati da una città trascendente, fomentatrice di desideri ma al contempo di frustrazione, rabbia e rassegnazione covati in una Iron City tanto simile alla suburbanità alla base del memorabile capolavoro di Fritz Lang, Metropolis, ove la distinzione fra i poteri superiori e la classe operaia alienata si rivelava netta, opprimente e per molti aspetti tremendamente veritiera.

Alita riprende poi il tema dell’amore all’apparenza impossibile fra un essere umano e un cyborg sul quale s’imperniava l’indimenticabile Blade Runner di Ridley Scott, per non parlare della riproposizione dell’inossidabile favola di Pinocchio attinta all’escatologia collodiana da un certo Steven Spielberg per motivare alcune precise dinamiche del suo A.I. – Intelligenza Artificiale.

Molti i déjà vu e i recuperi della narrativa passata, e se poi ci inseriamo anche il Robocop di Verhoeven, d’ispirazione al design di alcuni robot – Skrein e Grewishka nella fattispecie – allora constatiamo che le fonti sono addirittura più lontane. Alita è pura sci-fi che genera empatia tenendo un ritmo altissimo, quasi forsennato, in perfetta linea con il vigente orizzonte di attesa.

Poco importa che di originalità non vi sia quasi traccia, il bello è nella tecnica di rappresentazione e nel concetto di eroismo insurrezionale perennemente caro al cinema d’estetica guerriera, in questo caso supportato da un cast di primi attori, vedasi Christoph Waltz e Jennifer Connelly. C’è comunque tempo per riprendersi da cotanta adrenalina poiché il sequel (ebbene sì, è già stato pianificato) non arriverà prima di qualche anno.

Curiosità

jennifer connelly in alita

Jennifer Connelly si è unita al cast appena due giorni prima della fine delle riprese, vale a dire il 7 febbraio 2017.

 

Copyright immagini: 21st Century Fox

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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