- Oggi al cinema

Dune (2021)

dune 2021 locandinaTitolo originale: Dune

Regia: Denis Villeneuve

Sceneggiatura: Jon Spaihts, Denis Villeneuve, Eric Roth

Cast: Timothée Chalamet, Jason Isaac, Rebecca Ferguson, Zendaya

Musiche: Hans Zimmer

Produzione: USA 2021

Genere: Fantascienza

Durata: 155 minuti

warner bros logo legendary pictures logo   Trailer

 

dune scena  duca leto atreides dune 2021  paul e jessica in dune 2021

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Gli Atreides sono chiamati dall’imperatore ad assumere il controllo di Arrakis subentrando ai loro nemici storici, gli Harkonnen. Nel pianeta deserto devono garantire la produzione della spezia, sostanza in grado di assicurare longevità permettendo lunghi viaggi interspaziali, un tesoro estratto dalle sabbie sotto le quali si muovono enormi vermi letali.

Il duca Leto (Jason Isaac) cerca un’alleanza con i nativi Fremen mentre il giovane figlio Paul (Timothy Chalamet), addestato alle arti Bene Gesserit da sua madre Lady Jessica (Rebecca Ferguson), subisce il fascino del nuovo ambiente iniziando ad avere strane visioni del futuro. Gli Atreides, tuttavia, vengono traditi subendo il devastante ritorno degli Harkonnen, fortificati da cinquanta legioni di guerrieri Sardauker, i soldati imperiali.

Recensione

Sono passati 36 anni dalla prima traduzione cinematografica dello sfaccettato universo di Frank Herbert: tre decenni e mezzo a interrogarci sul reale valore dell’opera in celluloide di David Lynch, la sua impresa su uno dei “libri impossibili” da trasporre sul grande schermo.

Ci voleva un altro kolossal d’autore per alimentare il confronto ed ecco irrompere nell’immaginario collettivo il rifacimento di Denis Villeneuve, un evento sci-fi attesissimo dai fan del romanzo che però non rompe gli schemi e in parte fa rimpiangere il Dune del 1984. Ma andiamo per ordine.

Immergersi nella visione di un film di Villeneuve è come accedere a una wunderkammer sempre nuova, contraddistinta dalla perfezione estetica, dall’innovazione tecnologica, dall’estrema nitidezza fotografica. In breve, qualcosa di sorprendente ma troppo pulito dal massiccio uso della CGI, e sappiamo che assai spesso sono disordine e sregolatezza ad affascinare maggiormente.

Il Dune del terzo millennio si mostra sbalorditivo dal punto di vista degli effetti speciali, ha attuato una rivoluzione sui costumi, stilizzato ogni aspetto letterario rendendolo accattivante, ha insomma decanonizzato l’inquadratura contrapponendo a fasi alterne la pienezza delle scene corali agli sterminati vuoti sabbiosi di Arrakis.

Bello lo è e tanto questo ennesimo saggio di maestria tecnica di Villeneuve, eppure non possiamo esimerci dal costatarne una sommaria apatia riflessa soprattutto nei personaggi. Il romanticismo è il grande assente, sacrificato sull’altare della bellezza in favore di un’epica solenne, esaltata dalle musiche roboanti e riempitive di Hans Zimmer.

Nel clima arroventato di Arrakis si muovono characters freddi per non dire glaciali, dei e titani di un’escatologia riferibile alla più classica mitologia greca. Abbiamo tuttavia perso nel tempo il calore del barocchismo futuristico lynchano, per il quale non si può che provare lacerante nostalgia.

Bocciati quasi tutti, Atreides, Harkonnen e Fremen, deposti in secondo piano per divinizzare gli ambienti e il piano d’ascesa di Paul alias Timothée Chalamet, perdente contro il predecessore Kyle McLachlan. D’altronde, come detto, quasi nessuno regge il confronto con gli antesignani del passato, dalla Lady Jessica di Rebecca Ferguson alla Chani di baby Zendaya fino al serioso e fin troppo lucido barone di Stellan Skarsgard.

Molto convincenti invece Oscar Isaac nei panni del duca Leto, il muscolare Jason Momoa in quelli di Duncan Idaho e Josh Brolin nel ruolo di Gurney Halleck.

Un reboot che, esautorato dall’obbligo di sintesi stringente, coglie nella divisione in due parti una dilatazione narrativa capace di recuperare qualcosa di ciò che era stato tagliato dai De Laurentiis oltre tre decenni fa, ad esempio la sfida mortale lanciata da Jamis a Paul. Va però detto che è stata mutilata la rappresentazione cine-letteral-teatrale dei personaggi, granitici senza dubbio ma privi di un’essenza distintiva.

Villeneuve ha classe, indiscutibile talento, infinito gusto per il quadro filmico… ma è un mero esecutore di direttive senza l’irraggiungibile genio di Lynch, uno che ha saputo imprimere se stesso come un marchio di fabbrica, apponendo sigilli intimi, personali ed eterni, su tutti l’invenzione (eccezionale in senso stretto) dei moduli estranianti e dei pensieri introspettivi sussurrati.

Colonna sonora lontana anni luce dal gioiello trasversale dei TOTO, fatto di tracce insuperabili che ben cristallizzavano le aure mistico-filosofiche su cui Dune è incardinato. E che dire dei vermoni di Carlo Rambaldi? Insuperabili anche loro.

Curiosità

fremen in dune 2021

È stato realizzato un fumetto prequel dal titolo Dune: House Atreides, diviso in dodici albi e scritto a quattro mani da Brian Herbert e Kevin J. Anderson.

 

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *