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Glass

glass locandinaTitolo originale: Glass

Regia: M. Night Shyamalan

Cast: Bruce Willis, James McAvoy, Samuel L. Jackson

Musiche: James Newton Howard

Produzione: USA 2018

Genere:Fantastico

Durata: 129 minuti

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glass la bestia  glass david dunn  glass supereroi

 

Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

David Dunn (Bruce Willis) riesce a intercettare La Bestia (James McAvoy), che ha rapito quattro ragazze con la complicità delle sue multiple personalità. I due arrivano allo scontro, ma nel bel mezzo del cruento confronto vengono catturati e successivamente rinchiusi nel manicomio gestito dalla dottoressa Ellie Staple (Sarah Paulson). La psichiatra, fermamente convinta di avere a che fare con soggetti instabili che si credono supereroi, li inizia a una terapia di tre giorni insieme a Elijah Price (Samuel L. Jackson), tenuto segregato nell’istituto da diciannove anni. I tre, tuttavia, anelano la libertà e un’occasione unica di rivelarsi al mondo per quello che sono o che vorrebbero essere.

Recensione

Se caldeggiate un teatro di supereroi agili e veloci, formidabili villain in lite perenne con il mondo, uomini alla finestra in attesa della fine o di un nuovo inizio, allora… bussate alla porta di casa Marvel ma non certo a quella di Mr. Shyamalan, oltre la quale non troverete niente di tutto questo.

Il regista indiano, autore di film divenuti dei cult multigenere e plurigenerazionali come Il sesto senso e The village, ha impiegato diciannove anni per tessere la sua tela, un lungimirante progetto cinematografico costruito sapientemente filo dopo filo al fine di creare un suo personalissimo universo dove esseri speciali acquisiscono una straordinaria consapevolezza di sé, della loro rarità, della loro specifica connessione.

Nel geniale sistema complesso tassellato di visioni e intime interazioni, Shyamalan ha impresso un’acuta e anticonvenzionale filosofia del fumetto ispirata nient’altro che alla vita, all’esistenza umana costellata di esperienze diffuse, delusioni, traumi, perversioni e un incontrollabile istinto di riscatto.

Quando uscì nelle sale Unbreakable, nessuno avrebbe mai immaginato che quello sarebbe stato il primo passo verso l’epico viaggio dell’eroe, un’epopea incredibile di scontri tanto fisici quanto psicologici entro un’escatologia di profonde pulsioni radicate nella furia animale ma anche e soprattutto nel senso di non appartenenza a una precisa specie, una sorta di estraniazione indomita da cui deriva l’intelletto supremo, o la ferocia distruttrice, o ancora la vocazione alla giustizia inossidabile e invincibile.

Distanziandosi da qualunque altro concept e scacciando ogni immaginabile cliché, Shyamalan ha dato origine a un parallelismo fra realtà e cellulosa, tradotto tramite il sottile filtro della verosimiglianza in una trilogia visivamente e moralmente potente, incardinata su apici di fantasia in carne e ossa, ovvero Split e un sorprendente Glass, ultimo imprevedibile capitolo dove occorre ripensare improvvisamente al senso dell’intero franchise, perchè tutto viene rimesso in discussione per approdare a un finale intriso di pura emozione e lucida ragione, come d’altronde il cineasta ci aveva abituato ai tempi d’oro di Signs e Lady in the water.

Chi sono veramente David Dunn, Elijah Price e La Bestia a capo dell’orda, e cioè le subdole personalità di Kevin Crumb? Ogni domanda in Glass trova una risposta rileggendo il passato per mezzo di rapidi flashback che risultano ben più di semplici rimandi, rivelandosi invece delle chiavi di interpretazione alla base di interiorità essenziali e drammatiche.

Ancora una volta, M. Night dimostra una bravura e una capacità di narrare fuori del comune: dirigendo elementi d’orchestra dela misura di Samuel L. Jackson, Bruce Willis e James McAvoy, egli dà autentica voce alla cinepresa componendo inquadrature che sono un coacervo significativo di arte, estetica e mitologia espresso attraverso una tecnica di ripresa magistrale.

Seppur la colonna sonora di James Newton Howard faccia capolino in toni decisamente minori, il film sprigiona energia e imponenza stimolando nello spettatore l’empatia nei confronti di tutti e tre i personaggi, legati da un destino che fa di loro un’unica forza eversiva, un trio che porta in dote una rivoluzione nel modo di concepire il diverso.

Curiosità

Glass La bestia

Dopo il primo montaggio, la pellicola si presentava di 210 minuti, poi ridotta da Shyamalan a una versione definitiva di 129 minuti.

 

Copyright immagini: Universal Pictures International Italy

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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