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Halloween

halloween locandinaTitolo originale: Halloween

Regia: John Carpenter

Cast: Jamie Lee Curtis, Judy Greer, Will Patton

Musiche: John Carpenter

Produzione: USA 2018

Genere: Horror

Durata: 109 minuti

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michael myers  laurie straude  nipote laurie straude

 

Regia: 

Interpretazione: 

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Giudizio: 

 

Trama

Rinchiuso per 40 anni in un ospedale psichiatrico, il terribile killer Michael Myers riesce a fuggire durante un trasferimento. Seminando morte e terrore, raggiunge la sorella per finire il lavoro iniziato nella tragica notte di Halloween nel 1963, ma Laurie Straude (Jamie Lee Curtis) è ora pronta ad affrontarlo per esorcizzare finalmente il suo incubo peggiore e proteggere le persone a lei più care, la figlia Karen (Judy Greer) e la nipote Allyson (Andi Matichak).

Recensione

Halloween è una delle saghe più rimaneggiate del grande schermo, fra reboot, sequel e remake dalle alterne fortune. Anch’essa cade nella rete del re-franchising, ormai una fastidiosa consuetudine del cinema hollywoodiano spesso capace di rinnegare parte del proprio passato e diseredare opere mai completamente “digerite” da autori diretti e produttori. Insoddisfatto per quanto fatto successivamente al capostipite del 1978, il pater familias John Carpenter rimette mano alla sua creatura offrendo un diretto seguito del miliare Halloween – La notte delle streghe al fine di lavar via quella banalità che aveva contraddistinto ogni singolo capitolo posteriore, comprese le versioni alienate di Rob Zombie.

Dopo 40 anni il tempo filmico si adegua a quello reale consentendo una maggiore percezione degli accadimenti, delle storie personali legate ai personaggi e dei traumi subiti dalla comunità di Haddonfield. Jamie Lee Curtis torna a vestire i panni di Laurie Straude, la sorella di Myers sopravvissuta alla strage e recante tutti i segni della tragedia unitamente agli sfregi dell’età. La donna ha vissuto un intero quarantennio nell’ossessione del fratello, nella paura e nella voglia di chiudere (invano) con un passato di sangue. L’ossessione è una costante morbosa in Sartain, lo psichiatra successore di Loomis che, contrariamente al suo mentore, prova ammirazione e profonda curiosità per il paziente incarnante il male puro.

Questi sono i temi su cui Carpenter decide di insistere ed è dunque il fattore umano la priorità che vince sulla prosaica manifestazione dello slasher quale genere votato alla serialità violenta dell’atto omicida. Il regista supera quella barriera coercitiva non privando i fan del sadico gusto dell’assassinio efferato, eppure Halloween si mostra prodotto estremamente differente dall’originale del 1978 abbracciando un’estetica dell’inquadratura che assapora la finezza della teatralità coniugata alla spettacolarità della scena nella sua unicità visiva.

La sequenza iniziale, su cui lungamente hanno spinto i vari trailer, dà l’idea di un recupero intelligente quanto proficuo della filosofia esecutiva ora applicata a un sequel dove la maturità dell’individuo conduce o a un inferocimento cieco (Michael Myers) oppure a un dovere di risoluzione (Laurie Straude). In entrambi i casi, la pellicola fossilizza l’orrore di un riepilogo, chiude i conti ma forse, ancora una volta, non definitivamente.

Curiosità

nick castle

Nei panni di Michael Myers torna Nick Castle, che aveva ricoperto il ruolo nella pellicola originale.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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