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Hammamet

hammamet poster

Titolo originale: Hammamet

Regia: Gianni Amelio

Cast: Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Luca Filippi

Musiche: Nicola Piovani

Produzione: Italia 2019

Genere: Drammatico

Durata: 126 minuti

Conferenza stampa e Trailer

bettino craxi hammamet  renato carpentieri e pierfrancesco favino hammamet  hammamet scena

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

Trama

Gli ultimi sei mesi di vita nel dorato esilio tunisino di Hammamet dell’ex segretario del Partito Socialista Italiano ed ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi (Pierfrancesco Favino).

Recensione

Il Vangelo secondo Bettino in chiave araba. Si potrebbe riassumere in questa semplice frase il film di Gianni Amelio, che a settantasei anni si è gettato nell’ardua impresa di ricostruire la figura del controverso leader del Partito Socialista.

Questo pseudo-biopic, in uscita a dieci giorni dal ventennale della scomparsa, non vuole essere casuale nel suo approdo nelle sale a così poca distanza dalla ricorrenza, tantomeno vuole essere un omaggio o una giustificazione agli errori commessi dall’ultimo Presidente del Consiglio della Prima Repubblica, morto di malattia in Tunisia e dimenticato da tutti.

Vuole, piuttosto, esporre la decadenza dell’animo umano, in quella chiave baudelaireiana dove l’uomo si rifugia nella natura come unico appiglio per dimenticare i suoi errori. Proprio Hammamet appare il dimenticatoio ideale per Craxi, interpretato da un incredibile e irriconoscibile Pierfrancesco Favino, calatosi con la solita classe che lo costraddistingue in questo ruolo magnetico.

L’uomo Bettino riflette tra i tanti rimpianti, come l’aver sempre ignorato i suoi figli, i quali nonostante tutto continuano ad accudirlo e a proteggerlo. In particolare Anita, che diventa per lui quasi la sua badante e la sua suora laica, raccogliendone confidenze, paure e anche discorsi politici, scrivendo per lui.

Un Craxi al crepuscolo della vita e dall’animo tormentato, amante delle donne, di se stesso e del proprio orgoglio. L’altro confidente è il figlio di Sartori, suo fedele braccio destro che fino all’ultimo ha tentato di fare uscire Craxi dal suo idealismo di mondo perfetto, da mondo delle favole.

É Fausto, ragazzo affetto da disturbi psichici e che, come nell’omonima tragedia di Goethe, rappresenta la mistificazione del patto col diavolo per avere un’immagine più pura di se stesso, e che Craxi accudisce come un figlio, dimenticandosi dei suoi, i quali cercano approvazione dal padre. Sopratutto Bobo, nel momento in cui canta “Piazza Grande” di Lucio Dalla accompagnato dalla chitarra, e che da Milano combatte per far tornare il padre in Italia senza che lo arrestino.

Una lotta sui valori, sui rapporti tra genitore e figli, sull’amore, sull’idealismo e sulla morte, in una sceneggiatura che, per quanto puntuale, emozionante e avvincente, tradisce in alcuni passaggi talvolta onirici, senza intaccare la grande qualità del film e la regia di Amelio. Lui, come Bellocchio, mostra una parte del tradimento, in questo caso dal punto di vista dei valori. Il tutto con Hammamet a fare da spettatrice a questo drammatico show esistenziale.

Curiosità

gianni amelio e pierfrancesco favino hammamet

Pierfrancesco Favino non ha potuto nascondere la propria emozione visitando per la prima volta la tenuta di Craxi ad Hammamet.

 

Foto: Claudio Iannone

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Gianluca Dozza

Gianluca Dozza

Laureato al DAMS, corso di cinema, sono un appassionato di sport e ovviamente del mondo cinematografico. Mi piacerebbe farne un mestiere.
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