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Hellboy

hellboy posterTitolo originale: Hellboy

Regia: Neil Marshall

Cast: David Harbour, Ian McShane, Milla Jovovich

Musiche: Benjamin Wallfisch

Produzione: USA 2019

Genere: Fantastico

Durata: 120 minuti

m2 pictures logo millennium media   Trailer

squadra hellboy  David Harbour Hellboy  milla jovovich hellboy

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastella

 

Trama

Hellboy (David Harbour) si in Inghilterra per aiutare un antico ordine di cavalieri a uccidere tre pericolosi giganti, ma quelli che sembrano amici hanno qualcosa di sgradevole in serbo per l’eroe rosso, mentre una vetusta strega (Milla Jovovich) risorge per distruggere l’umanità e assaporare il gelido gusto della vendetta.

Recensione

Mediocre rilancio del famoso personaggio dei fumetti. Era più che lecito aspettarsi un film molto diverso dagli altri due e Neil Marshall, regista del dignitoso The descent – Discesa nelle tenebre, ha decisamente fatto virare la storia verso il sentiero dell’horror, con scene splatter abbondanti e molto umorismo nero, troppo.

Non si contano le gag basilari e le battute a doppio senso: Hellboy che rompe lo smartphone ogni volta che tenta di rispondere, la strega che guarda i reality show in tv per aggiornarsi sui cambiamenti avvenuti mentre era in letargo, il conflitto padre-figlio, insomma tutta roba già vista che annoierebbe anche una persona nata ieri mattina.

Poi saltano fuori loro, Artù, Merlino e i cavalieri della tavola rotonda, la certezza assoluta della mancanza di idee in fase di scrittura. La regia di Marshall tradisce una seria difficoltà nel gestire la Computer Grafica, con riprese vorticanti e molto caotiche durante le scene d’azione, qualcosa che, invece di ricordare Doomsday ricorda il Michael Bay di Transformers.

Il risultato è la continua alternanza tra una regia pulita e controllata durante il live action, capace di veri tocchi di classe (grazie anche a una buona fotografia, accompagnata da una palette cromatica che si adatta al contesto con un certo gusto) e una regia ipercinetica e confusionaria (accompagnata da un montaggio serrato, che confonde ulteriormente chi guarda) quando entra in scena la componente digitale.

In questo ammasso di cliché e di citazioni cinefile (che sfiorano il plagio) si salvano il trucco del premio Oscar Joel Harlow, il character design dei mostri e delle ambientazioni oniriche, Londra e la bravura degli interpreti.

David Harbour offre una prestazione brillante, Ian McShane si diverte nel ruolo del padre “duro ma giusto”, Milla Jovovich davanti alla tv ha un’espressione attonita, tra il disprezzo e la compassione, che la rende irresistibile (peccato che questo suo conflitto interiore non sia stato sviluppato).

Hellboy è l’ennesima prova che per realizzare un buon film non bastano i soldi (tecnica, regia, effetti speciali, attori da urlo), ma ci vogliono soprattutto le idee (un foglio, una matita e un cervello creativo), altrimenti si ottiene solo, per citare Shakespeare, molto rumore per nulla.

Curiosità

hellboy

 

Hellboy è doppiato nella versione italiana da Adriano Giannini.

 

Immagini: Ufficio Stampa Manzo & Piccirillo

Andrea Parolini

Andrea Parolini

Andrea Angelo Parolini, milanese (discendenza molisana), classe 1986, sono da sempre appassionato di cinema, soprattutto western, fantascienza, fantastico, noir, pulp, horror ( i più belli, quelli in bianco e nero). Essendo anche un amatore di libri e fumetti (sono a mia volta un fumettista, anche se in erba), prediligo il cinema che descrive mondi impossibili e meravigliosi.
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