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Il più grande sogno

il più grande sogno locandinaTitolo originale: Il più grande sogno

Regia: Michele Vannucci

Cast: Mirko Frezza, Alessandro Borghi, Vittorio Viviani

Musiche: Teho Teardo

Produzione: Italia 2016

Genere: Drammatico

Durata: 100 minuti

Trailer

mirko e boccione  ginevra de carolis  mirko e crystel frezza il più grande sogno

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Dopo 8 anni di prigione, il trentanovenne Mirko (Mirko Frezza) torna nel suo vecchio sobborgo ai margini di Roma. Riprendono gli “impicci”, riprende la vita collaterale ma ci sono degli strappi affettivi da ricucire, un figlio in arrivo e un’occasione che sa di opportunità.

Viene, infatti, inaspettatamente eletto Presidente del Comitato di Quartiere e in quella carica egli matura l’idea di un riscatto sociale, la possibilità tangibile di realizzare finalmente qualcosa di buono per lui e per gli altri. Ad accompagnarlo in questa sua avventura l’amico di sempre, Boccione (Alessandro Borghi), e la fidata moglie Vittoria (Milena Mancini).

Recensione

Affrontare un dramma esistenziale approdando per la prima volta al lungometraggio non è cosa da tutti. Sa d’impresa portare e adattare per il grande schermo uno script la cui eloquenza si dedica alla parabola di un uomo rigurgitato dal passato in un presente dalle tonalità grigie, da riempire con i colori della rinascita e della catarsi.

Michele Vannucci perlomeno ci prova. Più che un tentativo, Il più grande sogno corrisponde a un esperimento in buona parte riuscito poiché innanzitutto sa escludere la violenza fisica pensando invece alla cruda violenza introspettiva, sguinzagliata da dialoghi esposti in quella parlata dall’accento romano stretto che a volte ti tiene fuori, rendendoti incapace di comprendere la lacerazione psicologica alla base del discorso.

Le sfumature scure della fotografia sono offerte da una tavolozza di colori assai parsimoniosa, pervasa da molteplici gradazioni criptiche che, unite al grigiore, fanno da sfondo alle azioni di personaggi senza bussola, disorientati in una Roma decadente.

È tuttavia la decadenza, sporca e scalcinata, a spronare il quasi quarantenne Mirko (Mirko Frezza, il mitico Furio Lattazzi della serie tv Rocco Schiavone), desideroso di mettersi in gioco cercando la luce alla fine del tunnel, della buia galleria che lo aveva condotto verso l’abisso della prigione e che ora gli porge non soltanto un’uscita, ma anche una finestra su un nuovo orizzonte.

Mirko è un energumeno vecchio stile, sciatto e capellone, ma è un buono come lo è il suo guardaspalle Boccione, amico e non gregario, un fratello anziché braccio destro. Insieme coltivano un sogno, il cambiamento che scaccerebbe in un sol colpo l’incertezza di un futuro di cui il protagonista inizialmente “non sa che farsene” e il fallimento sin lì opprimente compagno di viaggio.

Vannucci soddisfa il desiderio di noi spettatori, conducendoci laddove è diretto Mirko, senza farcelo perdere mai di vista, seguendolo a pochi centimetri con la sua cinepresa incline alla semisoggettiva. È così che il cineasta (nominato come miglior regista esordiente ai David di Donatello) sceglie la principale modalità di rappresentazione, convertendoci nell’ombra di questo rude paladino di periferia.

A questo punto siamo chiamati inevitabilmente a sostenere la sua lenta risalita, imperniata sul trinomio speranza-salvezza-redenzione, che suffraga i fatti condizionando allo stesso modo il non detto, la sfera emozionale cui appartengono dubbi, rimpianti e rimorsi, volti sull’orlo del pianto, rabbia sepolta, impellenza di fuga.

Il più grande sogno si rivela pellicola carica di contenuti riconducibili a un solo individuo, logico allora provare a capirne il senso di smarrimento e quella voglia smaniosa di sentirsi utile, stimato, vicino alla famiglia che ha dovuto “tenere in sospeso” a causa della permanenza detentiva.

Presentato al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti, ha ottenuto meritatamente il Premio Solinas Experimenta nonché la Menzione Speciale FEDIC Premio “Sorriso Diverso”, in qualità di miglior film italiano per l’attenzione rivolta al cinema come veicolo di valori sociali.

Curiosità

mirko frezza

 

Mirko Frezza interpreta se stesso in un film liberamente ispirato alla sua vita nel quartiere di La Rustica.

Copyright immagini: Kinoproduzioni

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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