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La sfida delle mogli

la sfida delle mogli locandina

Titolo originale: Military Wives

Regia: Peter Cattaneo

Cast: Kristin Scott Thomas, Sharon Horgan, Greg Wise

Musiche: Lorne Balfe

Produzione: Gran Bretagna 2019

Genere: Drammatico

Durata: 110 minuti

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kristin scott thomas la sfida delle mogli  military wives choir  albert hall

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Gran Bretagna. Non è facile la vita del soldato, tantomeno quella della moglie che, oltre alla forzata solitudine, si ritrova a fare i conti con l’angoscia e la paura di rivedere il proprio marito di ritorno dal fronte dentro una bara.

Quando i militari inglesi partono per una pericolosa missione in Afghanistan, Kate (Kristin Scott Thomas), Lisa (Sharon Horgan) e tutte le altre consorti devono trovare il modo di passare il tempo da lì a sei mesi, cercando di sgombrare la mente da opprimenti timori e lecite preoccupazioni.

È così che, dopo aver sperimentato stucchevoli corsi di uncinetto, tè in compagnia e gite in brughiera, si fa largo il desiderio del canto, aprendo le porte alla formazione di quello che diverrà uno fra i cori più riusciti e ben assortiti della nazione, il Military Wives Choir. L’esibizione all’Albert Hall di Londra in occasione del Concerto della Memoria sarà la consacrazione della canora selezione tutta al femminile.

Recensione

Ci voleva la sceneggiatura di due donne per dare brio e delicatezza a una storia a plebiscito rosa, dove gli uomini restano ai margini poiché presenze assenze al di là degli intimi confini propri del gentil sesso. Rosanne Flynn e Rachel Tunnard affidano alla cinepresa di Peter Cattaneo uno script ch’è uno spartito di esistenze tradotte in note, in equilibrio sulle corde del reale trapiantato sul grande schermo.

Sì, avete capito bene, si tratta di una vicenda realmente accaduta, quella dell’iter che ha portato alla nascita e alla fondazione dei Military Wives Choirs, uno splendido assortimento di voci – soprano, mezze soprano e contralti – scaturito non dalla noia bensì dall’esplicita volontà di esorcizzare la fatica emozionale dell’attesa, lo stress di un pensiero rivolto al consorte impegnato in presidio di guerra.

Era l’anno 2011, particolarmente caldo in relazione alle cruente tensioni permeanti il tessuto afghano, ancora dopo dieci anni dall’attentato alle Torri Gemelle tremendamente rovente. La sfida delle mogli, tuttavia, offre una prospettiva nuova poiché non derivante dalla restrittiva visione a stelle e strisce d’oltreoceano.

L’ottica, stavolta, è quella britannica e britannici sono i soldati inviati al fronte, le loro compagne di vita, il clima e gli atteggiamenti. Cattaneo lo si ricorda per l’esilarante Full Monty, la commedia che nell’A.D. 1997 aveva letteralmente spopolato raccontando le tragicomiche vicissitudini di goffi operai disoccupati convertitisi in spogliarellisti assai discutibili.

La delegazione di ugole, però, nel 2020 veste finezza rara, lambita dall’alchemica contraddizione capace inverosimilmente di conciliare l’allegria e il dolore, ossimoro finalmente superato. Narrare sei mesi di incredibile solidarietà femminile, la trasformazione di un semplice passatempo improvvisato in splendida arte e l’algoritmo umano che calcola debolezza e determinazione costituiscono l’azione posta a corpo centrale dalla coppia Flynn-Tunnard.

Le loro alter ego hanno il vigore di Kate e Lisa, due primedonne all’apparenza antitetiche, rivali ma speculari. La prima, abituata a dirigere e coordinare con l’autorevolezza di chi deve ancora ben elaborare il lutto del proprio figlio, ha l’eleganza e l’aura evergreen di Kristin Scott Thomas.

La seconda, animosa guerriera in conflitto con la prole adolescente, si fa avanti col ben meno conosciuto volto di Sharon Horgan. Entrambe compiono il miracolo e, dopo un serrato periodo di “pratica” (svolto ripercorrendo un repertorio di intramontabili pezzi anni ’80), conducono il loro contingente sotto i riflettori impegnativi dell’Albert Hall di Londra, il palcoscenico consacrale ove il pubblico ascolta estasiato un’inedita canzone catartica.

Catalogato come commedia, il film travalica i concetti del genere preferendo indossare l’abito controverso del dramma, affrontato nonostante tutto con il sorriso delle grandi pioniere, capifila delle 2.300 donne che oggi rappresentano 75 cori connessi in un network su cui sventola la bandiera dell’edificante nota in più.

Curiosità

selezione voci

 

Il film è stato presentato in selezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma.

 

Copyright immagini: Eagle Pictures

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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