- Oggi al cinema

Le ragazze del Pandora’s Box

le ragazze del pandora's box locandinaTitolo originale: Stage Mother

Regia: Thom Fitzgerald

Sceneggiatura: Brad Hennig

Cast: Jacki Weaver, Lucy Liu, Adrian Grenier

Musiche: Warren Robert

Produzione: USA 2020

Genere: Commedia

Durata: 93 minuti

filmmode entertainment logo   Trailer

lucy liu  drag queens  le ragazze del pandora's box

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Maybelline (Jacki Weaver), direttrice di un piccolo coro di chiesa texano, vola a San Francisco per partecipare al funerale del figlio Rickey (Eldon Thiele) ed eredita il Gay Bar che questi gestiva sotto il nome da Drag Queen Rickey Pedia.

Recensione

Non sempre le stelle sono sul palcoscenico. Spesso a rendere lo spettacolo indimenticabile è chi lo dirige da dietro le quinte, anche se questa è abituata ai cori delle chiese della provincia rurale texana. Con tanta ironia e un pizzico di buoni sentimenti, l’avventura che Thom Fitzgerald disegna a San Francisco per la sua protagonista Maybelline è un viaggio interiore nell’accettazione del lutto e del diverso.

È peró anche il percorso di conquista di una donna che impara innanzitutto a riconoscere il valore di se stessa. E difatti, proprio sul finale del film, la vediamo cantare sotto i riflettori e non in silenzio tra il pubblico. Jacki Weaver realizza un ritratto candido, quasi ingenuo di una donna che, per sopravvivere alla perdita del figlio Rickey, è costretta a scoprirsi nel suo mondo.

D’altra parte, ne incontra il compagno Nathan, l’amica Sienna, una spassosissima Lucy Liu che da mangiauomini forte solo in apparenza fornisce il controcanto perfetto alla protagonista, e finisce per coglierne l’eredità registica per gli spettacoli del Pandora’s Box, un Gay Bar che, come da tradizione dei musical di genere (si veda Burlesque di Steve Antin) sta attraversando delle difficoltà economiche.

La scrittura non manca di qualche stereotipo, che tuttavia non infastidisce. Più che nella resa dei personaggi, il più grosso difetto sta nella resa un po’ semplicistica di alcune situazioni. Per esempio è presente la risoluzione di una lite familiare, la lotta contro la tossicodipendenza e gli abusi sessuali, temi che forse avrebbero meritato attenzione a parte, ma che convergono nell’eleggere Maybelline, più che come Stage Mother, quanto come madre in senso lato.

Questi dettagli non pregiudicano peró il film, che rimane una commedia divertente, godibile e e arricchita da una partitura musicale che ben equilibra la provocazione ironica, sullo sfondo dell’ambiguità sessuale dei
personaggi femminili, e la malinconia struggente di una figura materna.

Il trionfo è senza dubbio il finale nel quale Maybelline abbraccia a piene mani la sua nuova vita a San Francisco e, nel commemorare il figlio Rickey, ne adotta il ruolo sul palco. Riconosce peró che la miccia che ha fatto esplodere la cometa del figlio è stata una passione che lei stessa le ha trasmesso, quella per il canto.

Ecco che allora Total Eclipse of the heart, brano di Bonnie Tayler che racconta una perdita, offre non solo l’occasione di ritrovare l’unione tra Maybelline e Rickey – Fitzgerald lo segnala visivamente sovrapponendo le immagini dei due personaggi nello spettacolo – ma offre uno scorcio sul passato dei due che, in un epoca spensierata e precedente alla rottura dei rapporti, vengono mostrati mentre cantano insieme.

Curiosità

jacki weaver

Il film è stato presentato al Palm Springs International Film Festival.

Giorgia Colucci

Giorgia Colucci

1998, inguaribile sognatrice e amante dell’arte in ogni sua forma. Frequento il liceo classico di Varese e nel tempo libero tento di ritrovare nel mondo quella bellezza descritta sui libri. Il cinema è per me complementare alla lettura, è l’espressione raffinata del nostro mondo intrinseco, il mezzo per fuggire dalla realtà e perdersi semplicemente. Apprezzo ogni genere di film, ma sono innamorata profondamente delle atmosfere talvolta favoleggianti, talvolta cupe di quegli strani anni in cui a popolare il grande schermo erano i miti. Mi emoziono spesso, perciò scrivere, per comprendere e amare, diventa una necessità.
Leggi tutti gli articoli di Giorgia Colucci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *