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L’uomo del labirinto

l'uomo del labirinto locandinaTitolo originale: L’uomo del labirinto

Regia: Donato Carrisi

Cast: Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè, Vinicio Marchioni

Produzione: Italia 2019

Genere: Thriller

Durata: 130 minuti

Conferenza stampa e trailer

 

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Dopo quindici anni dalla sua scomparsa, la giovane Samantha Andretti (Valentina Bellè) viene ritrovata in condizioni pietose, vittima di un sadico gioco del suo rapitore. Mentre il profiler Green (Dustin Hoffman) cerca di aiutarla a ricostruire i vari pezzi sparsi nella memoria, un recupera-crediti in fin di vita, Bruno Genko (Toni Servillo), dà la caccia al sequestratore.

Recensione

In Italia sono pochi i film di detection, quel genere che deriva dalle tradizioni del noir mischiato ai gialli intramontabili. Qui Donato Carrisi torna con un’opera seconda che ha un profilo ibrido, un meticcio che ha come natali l’horror, il giallo e sicuramente anche il noir.

L’ineluttabilità della morte a cui va incontro Genko lo porta ad accettare un caso che molti anni prima rifiutò. Forse per espiazione di una colpa, forse perché il mistero dietro Samantha Andretti diventa sempre più intricato, Genko si ritrova in un labirinto lui stesso. S’immerge nel buio cercando di far chiarezza, di dominare la confusione e la paura.

Predominante è il concetto di “buio” – conoscitivo, metaforico, fisico e quindi opposizione della luce. Moltissimi sono gli elementi, gli oggetti e significati nascosti o doppi, in un simbolismo che ricorda Lynch.

Inizialmente la pellicola confonde tra sovrapposizione di generi, di elementi di vari periodi vintage e nuovi e una città che sembra fantasma, non realistica, in stile Sin City. Una città che brucia, vittima di fuochi che divorano tutto. Tracce, vite, gli ultimi istanti rimasti all’investigatore Genko. Tutto.

Al pari, Carrisi divora con la sua scrittura troppo pregna di twist, di elementi narrativi e visivi, di duplici significati e di duplici narrazioni. Divora e pertanto a volte confonde. Il film, tuttavia, ha il pregio di cercare un posto nella mente dello spettatore dove ricomporsi, dove lanciare una sfida: risolvere il labirinto.

Curiosità

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Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Donato Carrisi, edito da Longanesi.

Sofia Peroni

Sofia Peroni

Classe 1996, marchigiana d’origine, studia comunicazione a Roma e ha trovato il modo di coniugare la passione per il cinema e quella per la scrittura... Come? Scrivendo sul e per il cinema dal 2015. Ha all'attivo diverse esperienze sul set, con registi del calibro di Matteo Garrone, e sogna un giorno di veder realizzato il suo film.
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