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Red Joan

red joan locandinaTitolo originale: Red Joan

Regia: Trevor Nunn

Cast: Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore

Musiche: George Fenton

Produzione: Gran Bretagna 2019

Genere: Drammatico

Durata: 110 minuti

Trailer

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

L’anziana e dolce casalinga Joan (Judi Dench) viene prelevata improvvisamente dalla sua comoda casa di periferia dall’MI5, con l’accusa di spionaggio e tradimento. Quanto c’è di vero in tale accusa è da ricercare nel passato della donna, del quale neanche il figlio sembra esserne completamente a conoscenza.

Recensione

Red Joan è il nuovo film di Trevor Nunn, un’intricata storia di spionaggio tratta dal romanzo di Jennie Rooney intitolato La ragazza del KGB, a sua volta ispirato alla vera storia della “nonna spia” che fece parlare di sé tutta l’Inghilterra.

La narrazione comincia ai nostri giorni: il film intervalla momenti nel presente a flashback del passato, che mostrano una giovanissima Joan all’Università di Cambridge, la cui vita, fatta di studi di fisica e monotonia, viene stravolta da un’impetuosa ragazza che le piomba in camera da una finestra.

La ragazza, Sonya, di ritorno da una festa, colpisce Joan per la sua vivacità, la sua eleganza, la ventata di mondanità che la segue come una nuvola di profumo. Joan non può resistere al suo fascino, le diventa amica e si fa coinvolgere nell’attività di propaganda comunista anche grazie all’amore per Leo, il bello e intraprendente cugino dell’amica.

Dalla propaganda allo spionaggio per conto del KGB il passo è breve, anche se estremamente tormentato. D’altronde la posizione di Joan, che dopo l’università trova impiego presso una struttura di ricerca nucleare top secret sotto l’ala di Max, mite e saggio professore di fisica, è fin troppo promettente per Leo, che cerca di impossessarsi di progetti segreti ed estremamente delicati per condividerli con la Russia.

La sceneggiatura, unita a un’abile regia, è sufficientemente efficace e consente allo spettatore di empatizzare con l’eroina, al punto da comprendere le ragioni che l’hanno portata a compiere scelte drastiche. A questi elementi si aggiunge anche l’eccellente recitazione di Sophie Cookson, nei panni della giovane Joan.

La sua personalità e la caratterizzazione, tuttavia, sono talmente prorompenti da oscurare gli altri personaggi, ridotti a semplici figure di contorno. Anche Sonya, che dovrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella vicenda, è una semplice macchietta, pallida e forzata negli atteggiamenti.

Molto interessante è invece il personaggio di Leo, ben reso dall’attore Tom Huges: un personaggio criptico, distaccato, che coinvolge proprio per l’alone di mistero che lo avvolge, al punto che il pubblico si unisce ai mille interrogativi di Joan, che cerca disperatamente di togliergli la maschera di finta noncuranza per scoprire il mare tempestoso delle sue emozioni.

Ma queste due figure, da sole, purtroppo non sono sufficienti a rendere solida una narrazione, per quanto brillante possa essere nel delineare la protagonista: i continui e ossessivi flashback arrivano a esasperare, peraltro sminuendo l’eccezionale Judi Dench, che impersona l’anziana Joan.

I “salti” nel presente sono infatti troppo rapidi e sommari e fanno perdere degli elementi che, al contrario, avrebbero potuto essere interessanti, come il tormentato rapporto fra la madre e il figlio ormai adulto, che, scoperto l’oscuro passato della madre, vede distrutte tutte le sue certezze.

L’impressione complessiva è che, nonostante degli spunti interessanti (l’ambientazione nel mondo dello spionaggio all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, la riflessione sull’amore e sulle sue possibili forme, il rapporto fra una madre e un figlio) e degli elementi senz’altro vincenti (la costruzione del personaggio della protagonista) si sia voluta mettere troppa “carne al fuoco”  toccando anche tematiche delicate come l’emancipazione femminile e l’omosessualità, ma in maniera piuttosto frettolosa e poco approfondita.

Nel complesso, il film risulta godibile e intrigante, ma con degli innegabili difetti. Tuttavia, la trama è coinvolgente, al punto che si è portati a ignorare alcune lacune e a lasciarsi trasportare dagli eventi, dalle passioni e dai turbamenti di Joan, nel passato e nel futuro, ponendosi con lei interrogativi profondi su ciò che è giusto e sbagliato.

Come afferma lo stesso Trevor Nunn, “Il film cerca di raccontare una storia vera nel modo più verosimile possibile. Joan ha avuto ragione a fare quello che ha fatto? Il film pone questo interrogativo allo spettatore, e speriamo che tutti coloro che lo vedranno siamo stimolati a discuterne, meditare e sentirsi liberi di confrontarsi su questo importante e delicato problema morale“. L’obiettivo fondamentale è stato raggiunto.

Curiosità

judi dench

 

L’attrice Judi Dench non è nuova a ruoli enigmatici e conflittuali, basti pensare a film come “Diario di uno scandalo” e “Philomena”.

Giulia Losi

Giulia Losi

Giulia Losi è nata a Monza il 3 ottobre 1993. Ha frequentato l’Università degli Studi di Milano e si è laureata in Scienze dei Beni Culturali. Nel 2016 si è trasferita a Roma e ha frequentato la facoltà di Teatro, Cinema, Danza e Arti digitali alla Sapienza, dove ha conseguito la laurea specialistica. Grande appassionata di cinema, collabora attivamente con alcune testate cinematografiche, come Opere Prime e ha curato la rubrica radiofonica “Francamente me ne infischio” per Radio Base. Frequenta, inoltre, un corso di recitazione professionale.
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