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Resistance – La voce del silenzio

resistance locandinaTitolo originale: Resistance

Regia: Jonathan Jakubowicz

Sceneggiatura: Jonathan Jakubowicz

Cast: Jesse Eisenberg, Clémence Poésy, Matthias Schweighofer

Musiche: Angelo Milli

Produzione: USA 2020

Genere: Drammatico

Durata:  120 minuti

Trailer

jesse eisenberg e clemence poesy resistance  klaus barbie e marcel marceau resistance  resistance verso il confine svizzero

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

1938. Un’ombra minacciosa si estende sull’Europa, il nazionalsocialismo di Hitler e la persecuzione ai danni degli ebrei. A Monaco di Baviera si scatenano rastrellamenti ed esecuzioni che, fra gli altri, lasciano orfana la giovane Elisbeth. La sua vita e quella di altri 120 bambini incrociano per caso e necessità il destino di Marcel (Jesse Eisenberg), la cui grande aspirazione di diventare un mimo d’avanspettacolo sulle ali di Keaton e Chaplin sembra essere minata dall’emergenza pre-bellica.

L’ambizioso artista, convinto dai propositi coraggiosi dell’amata Emma (Cleménce Poésy) e dall’incedere violento di una Germania inesorabile, si unisce così alla Resistenza francese per scortare i piccoli fuggiaschi fino al confine svizzero. Il gruppo si mette in marcia, inseguito dallo spietato gerarca Klaus Barbie (Matthias Schweighofer) e dalle sue SS votate a un unico obiettivo, lo sterminio.

Recensione

Il lato meno conosciuto del mito Marcel Marceau coincide con il suo incrollabile istinto umano, un istinto di bontà emerso con spontaneo vigore nel periodo più buio e oscurantista del XX secolo. Più che un biopic, quello scritto e diretto da Jonathan Jakubowicz – regista venezuelano finito sotto i riflettori per gli eclatanti Secuestro Express e Hands of stone – preferisce porsi nella scomoda posizione del dramma storico facilmente esposto alle critiche, ma che privilegia una visione ben più ampia rispetto alla semplice indagine biografica.

Si riapre ancora la finestra sull’Olocausto, una materia che il cinema non deve mai stancarsi di trattare analizzando ogni possibile punto di vista, specie quello di un personaggio la cui ispirazione ha veicolato tante arti, tante prospettive fusesi in una sola e chiamata “speranza”.

Marcel Marceau fu un mimo straordinario e altrettanto lo fu la sua esistenza prima della leggenda, le toccanti vibrazioni di un animo spinto a infondere sensibilità e fiducia. Sogni e sorrisi permisero all’artista di unirsi alla propria immagine di uomo a contatto con sofferenze inimmaginabili, peraltro patite da un popolo perennemente sulla graticola, schiacciato dall’odio e dall’astio rancoroso impressi nel simbolo tirannico per eccellenza, la svastica.

Per offrire fluido respiro a una storia da fruire con la giusta lentezza riflessiva, Jakubowicz marca e definisce tre blocchi narrativi principali, rappresentati dall’iniziale strage delle stelle di Davide a Monaco di Baviera, il discorso di Patton a Norimberga e le vicissitudini di Marceau a partire dalle amatoriali esibizioni a Strasburgo.

Un faro di luce nel buio degli orrori perpetrati dal nazismo: Jesse Eisenberg incarna un eroe della Resistenza transalpina e la sua mimica facciale è quanto di più si avvicini al folletto allegro in grado di incantare i palcoscenici con il potere seduttivo del silenzio.

Al bene si contrappone sempre il male, al protagonista l’antagonista, all’eroe la sua nemesi, in questo caso l’Obersturmfuhrer delle SS Klaus Barbie, un gerarca storicamente vero al pari dell’Amon Goeth interpretato da Ralph Fiennes in Schindler’s list.

Resistance, per la sua conformazione e le dinamiche narrative, ha moltissime affinità con il Defiance di Edward Zwick ma si prefigge il compito di esaltare senza particolari edulcorazioni una personalità atipica, esemplare e salvifica, che non si sentiva affatto un eroe pur detenendo il pieno diritto, postumo, di essere celebrato.

Curiosità

fuggiaschi resistance

Il film è interpretato anche da Géza Röhrig, l’indimenticabile protagonista de Il figlio di Saul, che racconta la tragedia dei campi di concentramento.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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