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Terminator – Destino Oscuro

terminator - destino oscuro poster ufficialeTitolo originale: Terminator: Dark Fate

Regia: Tim Miller

Cast: Mackenzie Davis, Linda Hamilton, Arnold Schwarzenegger

Musiche: Junkie XL

Produzione: USA 2019

Genere: Fantascienza

Durata: 128 minuti

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mackenzie davis e natalia reyes  arnold schwarzenegger e linda hamilton  rev-9 terminator destino oscuro

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Città del Messico. La vita di Dani Ramos (Natalia Reyes) viene letteralmente sconvolta quando un terminator di ultima generazione, un Rev-9, uccide il padre e il fratello per arrivare a lei. Per sua fortuna la Resistenza ha pensato di proteggerla inviando dal futuro la formidabile Grace (Mackenzie Davis), essere umano potenziato per una missione senza ritorno.

In perenne fuga e con il Rev-9 sempre più vicino all’obiettivo, le due vengono rintracciate da Sarah Connor (Linda Hamilton), il cui conto con le micidiali macchine non è mai stato chiuso. Suo malgrado è proprio a una macchina che il gruppo deve chiedere aiuto, un vecchio T-800 (Arnold Schwarzenegger) che pare conoscere molto bene Sarah e suo figlio John.

Recensione

Deluso da sequel banali e senza spina dorsale che hanno praticamente annichilito una saga dall’enorme potenziale, James Cameron sale nuovamente in cattedra con un colpo di spugna perentorio e risolutivo, un chiaro segno di dissenso cui fa seguito una ricostruzione pezzo per pezzo di un franchise pronto a un ulteriore decollo.

Invitando lo spettatore a rimuovere dalla memoria operazioni commerciali snaturate come Terminator – Le macchine ribelli (Jonathan Mostow, 2003), Terminator Salvation (McG, 2009) e Terminator Genisys (Alan Taylor, 2015), Cameron riavvolge il nastro ricominciando laddove si era concluso l’ultimo capitolo da lui diretto e certamente il migliore di tutti, Terminator 2 – Il Giorno del Giudizio, unico degno prolungamento di Terminator.

Tolta la ruggine, rispolverata la narrazione e innovata l’estetica, affida la cabina di regia al Tim Miller di Deadpool e la sceneggiatura a David S. Goyer, scriptwriter sregolato e incostante cui si devono sequel penosi (Il Corvo 2 e Ghost Rider – Spirito di Vendetta) ma anche narrazioni solidissime (Blade II, i tre Batman di Nolan e L’uomo d’acciaio).

Unendo le due personalità estrose dall’altalentante curriculum, l’opera che ne deriva dimostra indubbiamente un desiderio di voltare pagina curando FX da urlo e sequenze d’azione veloci, ritmate e montate ad hoc, ma nella foga di tale svolta sia Miller che Goyer incespicano nell’errore più comune: imitare il passato. E’ facile vedere in Terminator – Destino Oscuro una congiunzione dei due capostipiti, di cui vorrebbe essere omaggio e prosecuzione spontanea.

Il Rev-9 non è che il T-1000 capace ora di sdoppiarsi (ma con le fattezze docili dello sconosciuto Gabriel Luna, niente a che fare con il glaciale Robert Patrick, all’epoca un killer da pelle d’oca), poi c’è Dani Ramos nel ruolo di fuggitiva che fu proprio di Sarah Connor nel 1984 (“Io ero te”) e la Grace di Mackanzie Davis al passaggio di testimone con Kyle Reese (l’iconico mortale Michael Biehn).

La Davis impone una presenza scenica capace di coniugare bellezza e grinta, una forza incredibile e l’indispensabile fattore umano, insomma un carattere in grado di reggere le sorti della pellicola insieme ad Arnold Schwarzenegger, un T-800 di 72 anni che resiste al tempo offrendo una validissima performance fisica.

Il film diverte, tiene incollati alla poltrona ma di fatto non offre nulla di veramente nuovo, salvo rimettere in discussione un futuro in costante divenire, apocalittico ma non privo di speranza, proteso verso scenari inediti.

La Terminatrix, il John Connor impersonato da Christian Bale e la fallace Sarah Connor di Emilia Clarke/Daenerys Targaryen sono così destinati a scomparire nell’immaginario dei fan, che hanno veramente voglia di essere stupiti. L’impresa, tuttavia, è ardua, anche per un totem del cinema hollywoodiano come Cameron. La Terminator Saga ha ancora qualcosa da dire? La domanda resta aperta, in attesa di una risposta convincente.

Curiosità

tim miller e linda hamilton

 

Il titolo di lavorazione del film era Terminator 6: Phoenix.

 

 

Copyright immagini: Fox Entertainment Group

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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