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Troppa grazia

troppa grazia locandinaTitolo originale: Troppa grazia

Regia: Gianni Zanasi

Cast: Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston

Musiche: Niccolò Contessa

Produzione: Italia, Grecia, Spagna 2018

Genere: Commedia

Durata: 110 minuti

Trailer

 

alba rohrwacher  alba rohrwacher ed elio germano  giuseppe battiston e carlotta natoli

 

palma d'oro cannes   Premio Label Europa Cinema – Miglior Film Europeo

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Lucia (Alba Rohrwacher) è una geometra che vive un momento affettivo e lavorativo complesso. Decide di non convivere più col proprio compagno Arturo (Elio Germano) nella casa dove c’è anche la figlia di lei adolescente, avuta in giovanissima età. La donna riceve un incarico da un amico imprenditore, Paolo (Giuseppe Battiston), per fare delle rilevazioni su dei terreni dove verrà costruito un complesso residenziale. Un giorno incontra una giovane (Hadas Yaron) che scambia per una profuga bisognosa: si tratta della Madonna che si manifesta solo a lei.

Recensione

Il tono surreale di Gianni Zanasi, marchio di fabbrica già dominante nei precedenti Non pensarci (2007) e La felicità è un sistema complesso (2015), è qui evidente e accentuato sia attraverso il modo di raccontare, che grazie agli attori scelti per dar vita a questo racconto. Una su tutti: una ispirata, spiritosa e ironica Alba Rohrwacher nei panni della protagonista, una donna che si trova in pieno caos affettivo, genitoriale e lavorativo.

Ci sono poi Teco Celio che impersona il padre Giulio, musicista jazz che vive isolato in campagna in mezzo ai cimeli della sua carriera passata, e Giuseppe Battiston, l’amico Paolo, imprenditore spregiudicato e penoso nell’insinuarsi tra le maglie burocratiche usando l’arte del sotterfugio. Chiamando Lucia a fare le rilevazioni per poter presentare e concretizzare il progetto de L’Onda, Paolo crede di aver chiamato una donna facile da raggirare e che facilmente chiuderebbe entrambi gli occhi di fronte a misure catastali che non coincidono con la realtà e che lei dovrebbe avallare.

In mezzo a tutto questo, oltre alla separazione conflittuale da Arturo (un Elio Germano bravo nel dar corpo e anima a un uomo praticamente disperato in quanto abbandonato, ma concreto e generoso), compagno da tempo di Lucia, ci si mette… la Madonna!

Niente paura, non ci sono miracoli in vista (come non andare con la memoria alla recente serie tv Il miracolo di Niccolò Ammaniti, nella quale una Madonna di ceramica piange sangue e la stessa Rohrwacher interpreta la biologa presa da dubbi e in attesa di segnali mistici?). Da spettatori ed esseri umani, però, esattamente come Lucia, cominciamo a dubitare, a porci domande, a metterci nei panni di questo o quello.

Cosa faremmo se capitasse a noi, nella nostra vita reale?” – si chiede il regista e sceneggiatore Zanasi prima di cominciare a girare il film, fermo alla prima idea-germe che già lo fa ridere; e nelle note di regia lo spiega molto bene:

Penso che nessuno sappia veramente perché nasce una storia. Alla fine credo sia giusto così. Forse non c’è un perché, forse c’è soltanto un come. Nell’attimo di quella risata si sono toccati degli estremi. Il sentimento improvviso e fuori luogo del Mistero e la nostra vita che lo sfiora in modo anche banale: il mistero immobile e potente da una parte, e il ‘giorno per giorno‘ friabile e confuso dall’altra. Le domande profonde che sentiamo, le risposte scomposte e improvvisate che diamo e ancora di più quelle che evitiamo. La verità e la menzogna.

Troppa grazia si è presentato da subito come un film di estremi che si toccano e si scontrano. Ma lì per lì ero confuso, non riuscivo a capire come mai proprio io dovessi fare un film con la Madonna. Alla fine mi sono appuntato l’immagine, ho pensato che fosse bella e folle e sono passato ad altro.

Solo qualche anno dopo, sempre all’improvviso e senza un perché, sono ritornate le voci della Madonna che chiede ‘Sei andata dagli uomini?’ e di Lucia che le risponde ansiosa ‘Senti, io non vado dagli uomini, questo è un problema tuo, lo capisci?’. E di nuovo mi sono messo a ridere. Ho cominciato a scrivere il film. […] A fare la differenza è stato che in poco tempo ero già cotto di Lucia, coinvolto con lei in un rapporto completamente empatico. Come fai a non voler bene a una che alla Madonna risponde ‘Ti ho già detto di no! Ma cosa fai, insisti come i bambini?’.

Mettendomi nei suoi panni mi sono chiesto: e se succedesse a me? Ma non in un film, proprio nella mia vita: io come reagirei? Queste domande hanno annullato ogni distanza tra me e lei ed è stato questo che, tra tante possibilità, ha portato alla fine il film a trovarne una sola. Come penso debba essere.

Questo non è, evidentemente, un film a tema religioso. Perché non è un film sulla capacità di credere in Dio oppure no. Ma è sulla capacità di Credere Ancora, nonostante il nostro non essere più bambini. Di sentire, di immaginare. La Madonna del film non è quella del racconto religioso, ma la “Madonna di Lucia”, semplicemente. L’espressione schizofrenica di quella capacità di credere che è propria dell’infanzia, che Lucia ha soffocato per tanto tempo e che torna da lei giustamente molto arrabbiata, per impedirle di disfarsi completamente della sua parte vivente.

La Madonna (espressiva e semplicemente bella Hadas Yaron) chiede solo una cosa a Lucia e lei, una volta che ha superato quelle che crede siano allucinazioni, comincia a credere in qualcosa di diverso, ad ascoltarla. E succederà tanto. Tutto.

Splendida fotografia di Vladan Radovic di un film che nella parte centrale sembra sfilacciarsi, ma in realtà è il suo procedere senza meta a significare e a dare un senso, non dove e come va a finire. Lucia sconvolge chi sta attorno a lei ed è sconvolta lei stessa. Lo sguardo di Lucia/Alba è emblematico e Zanasi se ne prende cura nel modo giusto riprendendolo da miriadi di distanze e angolazioni.

Curiosità

alba rohrwacher e le carte

 

Film riconosciuto d’interesse culturale nazionale con il contributo economico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

 

Copyright immagini: BIM Distribuzione

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